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lavori in apiario
 
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Nell'autunno del 2000 Roberto Barbero e Francesco Panella mi chiesero se avevo voglia di collaborare con la rivista L'Apis curando la rubrica dei "Lavori del mese". La titubanza iniziale fu notevole - la carta stampata non perdona e se si scrive una scemenza, questa rimane e viene letta da tutti - ma alla fine accettai la sfida. L'appuntamento mensile con L'Apis ha scandito quindi le mie attività fino a questo momento ed ora, dopo tre anni di "Lavori", mi pare quasi di conoscervi tutti. Questo è, però, il mio ultimo articolo di questa sezione della rivista che verrà curata, d'ora innanzi, dal mio collega Carlo Olivero, a cui passo amichevolmente il testimone. Nelle esposizioni spero di essere stata sufficientemente chiara, mia principale preoccupazione, anche se mi rendo conto che non sempre si può essere esaurienti, a meno di non scrivere veri e propri trattatelli. In ogni caso, ai dubbi che vi ho lasciato o alle confusioni che vi ho creato Carlo saprà sicuramente dare risposte e chiarimenti. Colgo l'occasione, inoltre, per ringraziare sia Francesco Panella per il suo sostegno morale (fondamentale su acacia!!) e, naturalmente, professionale e Silvana Curti per la grande pazienza mostrata alle scadenze di calendario (la storia è lunga, a voi la racconterò un'altra volta).
Ora però "bando alle ciance" e veniamo alle cose serie, perché dicembre si può considerare a ragione mese di relativo riposo, ma qualcosina ancora da sbrigare ci sarebbe.
Ad esempio, il trattamento contro la varroa in assenza di covata: chi ancora non avesse provveduto per vari motivi, sarà bene che si sbrighi prima che sia troppo tardi. Un intervento ben fatto ora, ci consente di partire con il piede giusto in primavera e, facilmente, di evitare interventi supplementari fuori calendario che, per quanto naturali o biologici si vogliano definire, non sono mai acqua fresca, soprattutto per la regina.
Nel corso del mese, approfittando di una bella giornata mite sarà utile valutare la quantità di scorte disponibili alle colonie: i più esperti potranno soppesare a mano le arnie, i più precisi invece potranno ricorrere ad un dinamometro. Chi invece non è né un esperto, né ha smanie di precisione estrema, ma semplicemente non avendo esperienza non sa che pesci pigliare, potrà comportarsi come segue. Prima soppesa con la mano un certo numero di alveari cercando di memorizzare l'alveare più pesante e quello più leggero, poi, benché per regola generale le colonie non dovrebbero essere visitate in inverno, molto velocemente, ma altrettanto delicatamente, apre e guarda come sono messe a scorte sia in un alveare che nell'altro. A questo punto ha i termini di paragone che consentono di valutare il resto delle colonie. Qualora le scorte scarseggino comportando un serio rischio di morte per fame, sarà opportuno intervenire con del nutrimento solido.
Ogni manovra o spostamento delle colonie nel corso di tutta la stagione fredda deve essere eseguito con estrema delicatezza ed attenzione: le basse temperature, infatti, rallentano notevolmente i movimenti delle api che, pertanto, a seguito di uno scrollone o di una nostra manovra grossolana possono cadere sul fondo incapaci di tornare nella parte più calda del nido, andando quindi incontro a morte certa. Questo è il motivo per cui occorre preoccuparsi che anche il nutrimento, sia i favi colmi di miele sia quello artificiale, si trovi il più possibile vicino al glomere.
Operando con le opportune cautele e tempo permettendo, dicembre può già essere un buon mese per riordinare gli apiari, ridistribuire gli alveari all'interno della postazione, per avvicinarli o allontanarli tra loro ed eseguire anche quei piccoli spostamenti, impossibili in stagione.
Di questo mese prenatalizio, però, dovrebbe essere sfruttata soprattutto la naturale predisposizione degli animi, anche di quelli più biechi, alla bontà per ricucire rapporti o intrecciarne di nuovi in vista della successiva stagione apistica.
Oramai la difficoltà maggiore del fare apicoltura non sta solo più nel produrre, quanto piuttosto nel trovare e mantenere le postazioni. Per quanto si sia rispettosi del vivere altrui, le grane sono comunque all'ordine del giorno. E' pur vero che le api a volte pungono e possono sporcare, ma è anche vero che campagne, boschi, colline e montagne sono sempre più popolate da cittadini, ossia abitanti della città, che amano la natura purché questa non puzzi, non sporchi e soprattutto non ronzi!! E così le piscine, i giochi d'acqua, lo stagno delle ninfee, la fontanella per i bimbi, la ciotola dei cani, i sottovasi, le lenzuola stese, l'auto nuova e... -mi fermo qui, ma la lista sarebbe ancora molto lunga- sono sempre dietro l'angolo quando uno meno se l'aspetta.
E se con taluni individui è possibile il dialogo civile, altri tentano la strada della legge intimando denunce oppure quella dell'illegalità venendo alle mani.
A questo punto, se in estate ci si dedica alla produzione, in inverno ci si attiva nella ricerca di postazioni e nella cura delle cosiddette P.R., ossia le pubbliche relazioni. Capisco che chi ha scelto di fare l'apicoltore è perché, in genere, proprio quest'ultima materia la mastica a fatica, tuttavia se il fine giustifica i mezzi, un po' di opportunismo non fa male. E quindi da un lato con una buona assicurazione e dall'altro con dosate regalie di miele, vino, salumi, olio o quant'altro ci garantiamo una buona e tranquilla postazione. Attenzione solo a non regalare miele al signore tanto simpatico ma diabetico, oppure al tifoso del Milan un posto in tribuna per veder giocare l'Inter.
Ma bastasse questo per sanare le controversie! Ci si mettono anche le faide tra apicoltori! Purtroppo non siamo tutti buoni e santi, neanche sotto l'influsso del Natale, e atti di vera e propria delinquenza sono tutt'altro che rari. Forse anche in questo caso un po' di umiltà, di educazione, il ricorso al dialogo (civile) e soprattutto alla deontologia professionale, o bon ton che dir si voglia, potrebbe risolvere un buon numero di contrasti.
Ma ora, a ciascuno le proprie rogne.
Buone feste e buon inizio di una nuova annata apistica.

Ulderica Grassone



ultima modifica: 31 Luglio, 2010