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LE API REGINE E IL COUMAPHOS

Ogni azione lascia un segno con effetti non preventivabili: l'utilizzo di molecole quali gli esterofosforici può comportare effetti significativi nel delicato equilibrio dell'alveare

Sul numero di dicembre 2001 l'Americal Bee Journal (ABJ) ha pubblicato gli abstract degli eventi ai "convegni di ricerca" che The American Association of Professional Apiculturist (AAPA) ha sponsorizzato nel 2001, e fra questi due hanno sicuramente un'importanza operativa ed immediata tale per cui è utile portarli a conoscenza il prima possibile di tutti gli apicoltori. L'argomento è l'effetto degli acaricidi sui fuchi e le regine.
La prima ricerca, di R. D. Fell e K. Signor, ha per oggetto l'effetto dell'acido formico, del (*) fluvalinate (Apistan) e del (*) coumaphos (Checkmite) "sulla produzione e la vitalità dello sperma dei fuchi, e sulla quantità e la vitalità dello sperma nella spermateca della regina".
ape reginaI risultati indicano che gli acaricidi non hanno un effetto significativo sulle regine riguardo al numero degli spermatozoi nella spermatica o sulla vitalità dello sperma immagazzinato.
Nessuna differenza significativa è stata trovata nella vitalità dello sperma fra maschi allevati in acido formico, Apistan o colonie di controllo. Comunque una significativa riduzione di sperma è stata trovata nella vescicola seminale di maschi allevati in colonie trattate con Apistan. Gli altri effetti considerevoli dei trattamenti acaricidi si sono manifestati con l'uso di coumaphos. L'accettazione delle celle innestate è stata meno del 5% contro il 95% nelle colonie di controllo. Il coumaphos inoltre riduce il successo dell'accoppiamento e la produzione di maschi nelle colonie trattate. La ricerca suggerisce che il coumaphos non dovrebbe essere usato in colonie coinvolte nell'allevamento delle regine".
La seconda ricerca riguarda gli effetti del fluvalinate e del coumaphos sulle regine, e i risultati sono talmente importanti e l'esposizione così chiara che è utile tradurla quasi per intero. Gli autori sono T.K. Harmann e M. Spivak. La Spivak in particolare è conosciuta ed apprezzata per le ricerche sul comportamento igienico delle api, e in Italia abbiamo avuto l'occasione di verificare la sua serietà scientifica lo scorso autunno a Lazise. Sarebbe estremamente utile fare seriamente il punto anche su questo problema; ma per rimanere agli effetti degli acaricidi sulle regine, i nostri autori scrivono:
"L'industria apistica è entrata in una nuova era con il recente assai diffuso uso di acaricidi per il trattamento dell'acaro parassita Varroa jacobsoni. Negli ultimi 10 anni il piretroide sintetico fluvalinate (Apistan) è stato usato con molto successo per trattare l'acaro, ma negli ultimi due anni l'acaro ha sviluppato resistenza a questo acaricida. Per alleggerire la crisi conseguente alla resistenza dell'acaro, molti Stati hanno ottenuto l'approvazione dell'uso del fosforganico coumaphos.
Il coumaphos e il fluvalinate contenuto nelle striscie impregnate usate negli U.S., è facilmente assorbito e si accumula nella cera: c'è preoccupazione sul possibile effetto dannoso degli acaricidi sulle api. Negli ultimi anni alcuni apicoltori hanno avuto problemi con perdite e sostituzioni di regine. Noi abbiamo condotto una ricerca sugli effetti del fluvalinate e del coumaphos sulla vitalità e la salute delle regine per determinare se gli acaricidi hanno un impatto negativo su di esse. Esperimenti di campo sono stati condotti su operazioni di allevamento commerciale di regine sia in Texas che in California. Le regine sono state allevate in colonie che sono state trattate con differenti quantità sia di fluvalinate che di coumaphos.
lavori in apiarioLo scopo era esplorare la quantità dell'accumulo degli acaricidi nella cera, sul tessuto delle api e delle celle reali; investigare la possibile correlazione fra le concentrazione di fluvalinate e coumaphos e lo sviluppo ed il comportamento delle regine. (…)
Le regine trattate con alte dosi di fluvalinate (8 striscie di Apistan) hanno pesato significativamente meno di quelle trattate con basse dosi (2 striscie) o delle regine di controllo, ma per il resto sembrano essersi sviluppate normalmente. (…)
Lo sviluppo delle regine trattate con differenti livelli di coumaphos ha subito un alto tasso di mortalità. In generale l'accettazione delle celle reali esposte al coumaphos è stata molto bassa. E' stato difficile produrre con successo regine quando il coumaphos era stato presente nelle colonie starter per un certo periodo di tempo. Molti tentativi sono stati fatti di allevare regine usando varie quantità di coumaphos per differenti periodi di tempo, prima che le regine potessero essere prodotte con successo.
Un'alta mortalità di larve è stata notata in colonie che avevano contenuto solo una striscia di coumaphos (CheekMite) per più di 24 ore. Parecchie regine mostravano effetti subletali da coumaphos, comprese anormalità fisiche e comportamenti atipici. Le regine esposte al coumaphos pesavano significativamente meno ed avevano ovaie di peso minore di quelle del gruppo di controllo. (…)
E' degno di nota che le regine più piccole con le ovaie ridotte si sono manifestate alla concentrazione del livello di tolleranza EPA di cento parti per milione di cera".

A cura di Gabriele Milli
Si ringrazia il "Notiziario dell'apicoltore" dell'A.R.A.


Ci scusiamo se non abbiamo italianizzato la traduzione, ma avrebbe perso di incisività ed efficacia che è propria dell'americano quando ha le idee chiare: poco barocco, e ogni passaggio a fuoco sull'obiettivo. E non è necessario aggiungere nessun commento, tale è la chiarezza dei risultati e dell'esposizione; così come di conseguenza non è necessario spiegare perché è indispensabile produrre anche regine certificate con il metodo biologico.