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I
costi di movimentazione del nomadismo
L'azienda apistica difficilmente
può fare a meno del nomadismo. Alla base di tale attività
deve tuttavia essere posta una corretta meccanizzazione aziendale.
Per introdurre l'argomento di questo articolo
è utile partire, molto sinteticamente, da alcune considerazioni
generali. Il clima sta cambiando. In agricoltura nuove colture, varietà
sterili ed i pesticidi stanno rendendo sempre più difficile
la vita delle api ed il mestiere dell'apicoltore.
Il nomadismo, variamente specializzato, sta diventando indispensabile
per una gestione economica degli alveari in larga parte d'Italia.
Una maggiore attenzione per la qualità del lavoro e la salute
motiva l'interesse crescente degli apicoltori per una razionalizzazione
e meccanizzazione degli spostamenti di alveari, melari e attrezzature
di lavoro. Considerando che gli spostamenti nel nomadismo sono concentrati
in pochi mesi, che sono imprevedibili come il tempo e le fioriture,
diventa importante poterli effettuare con i melari pieni senza arrivare
al limite delle forze fisiche, in periodi in cui sovente si deve lavorare
continuativamente giorno e notte.
E' anche convinzione diffusa che la meccanizzazione non sia tanto
interessante per ridurre i tempi di lavoro legati al nomadismo, quanto
nel permettere gli spostamenti anche con i melari pieni, o quando
si è costretti a lavorare da soli.
La scelta di come attrezzarsi per gli spostamenti è complessa
e condizionata dalle caratteristiche e dimensioni aziendali, dal tipo
di nomadismo, dalle postazioni, dalla possibilità di utilizzare
l'autocarro e/o la meccanizzazione non esclusivamente per il nomadismo
ecc.
Tutte queste valutazioni sono affrontate nelle manifestazioni apistiche
dove immancabilmente vengono presentate nuove soluzioni tecniche,
sempre più sofisticate e costose. Soluzioni tecniche tanto
più impegnative per il limitato periodo annuale di utilizzo
e per il rapido "invecchiamento" tecnico conseguente alla
continua evoluzione delle macchine.
Fra le manifestazioni apistiche, si distingue per validità
l'appuntamento annuale del congresso dell'Associazione Apicoltori
Professionisti Italiani che dedica uno spazio a dimostrazioni di sistemi
per la movimentazione di alveari, da parte sia di apicoltori sia di
venditori, sotto l'occhio esperto e la valutazione competente dei
partecipanti.
Si rileva però, a fronte di soluzioni sempre migliori ed impegnative,
la mancanza di uno strumento idoneo per valutare la convenienza economica
di ciascuna soluzione nelle diverse realtà aziendali.
Da qui la decisione, durante il congresso A.A.P.I. del 2003 a Zafferana
Etnea, di intraprendere un lavoro di valutazione economica sui costi
di meccanizzazione, confrontando più soluzioni in aziende di
diverse dimensioni.
La prima difficoltà incontrata è stata l'impossibilità
di trovare nella realtà un gruppo di aziende apistiche, con
caratteristiche omogenee e confrontabili, in cui svolgere l'analisi
dei costi con dimensioni e sistemi di movimentazione diversi.
Una ricerca impossibile per una piccola attività, dispersa
sul territorio, in ambienti molto diversi. Per superare questo ostacolo
abbiamo, in una prima fase, rilevato con un questionario le caratteristiche
di un gruppo di aziende; poi, con le caratteristiche medie del gruppo,
sono stati costruiti dei modelli aziendali in cui effettuare il confronto
dei costi di movimentazione.
Questo lavoro doveva avere i seguenti requisiti: rappresentatività
della realtà apistica italiana; chiarezza e semplicità
per poter essere "personalizzato" da ogni azienda e aggiornato
al variare dei costi; economicità per poter essere svolto con
i contributi gratuiti dei partecipanti, eliminando ogni "costo
vivo".
Il resoconto della prima relazione su questo lavoro, presentata al
congresso A.A.P.I. dello scorso gennaio ad Olbia, è riportato
di seguito.
Le caratteristiche aziendali.
Con un questionario abbiamo rilevato le caratteristiche fondamentali
di alcune aziende, ritenute interessanti e rappresentative, con diversi
sistemi di movimentazione.
Sono state anche rilevate: le caratteristiche principali degli autocarri
e dei mezzi di movimentazione impiegati; il tipo ed il costo delle
banchette per gli alveari e per l'eventuale trasporto dei melari;
il numero degli spostamenti; i tempi di carico e scarico; la distanza
ed il numero medio di alveari per apiario.
In questo modo si sono rilevate le caratteristiche (medie degli ultimi
tre anni) di undici aziende apistiche, che emergono dalla tabella
1.
Nell'ultima colonna è riportato il lavoro in minuti necessario
per il carico e lo scarico di un alveare. Per le aziende che utilizzano
la gru si ha una media di 5,22 min./alv., per i dumper di 6,43 min./alv.,
per la movimentazione manuale 9,27 min./alv.
Questi ultimi dati sono probabilmente poco significativi, sia per
il limitato campione di aziende, sia per una stima dei tempi non omogenea;
non si spiega altrimenti la forbice fra le aziende manuali da 4 a
12 min./alv., in quelle con la gru da 3 a 7 min./alv., oppure fra
i due dumper da 2 a 9 min./alv.
Pur con questi limiti tenteremo un confronto dei tempi di lavoro,
nelle diverse soluzioni di meccanizzazione.
Da questo campione mancano le aziende più grandi, i muletti
e una gran parte dell'apicoltura italiana: sei aziende operano al
Nord e cinque in Toscana; sono sono rappresentati gran parte del centro
Italia, il Sud e le Isole. Limiti questi che condizionano la validità
del lavoro e che nella sua prosecuzione dovranno essere superati.
MODELLI AZIENDALI IN ESAME
Dai questionari delle undici aziende reali sono state definite le
caratteristiche di tre aziende nomadiste virtuali, di differenti dimensioni:
200, 400 e 600 alveari. Tutte con una produzione annua di 40 Kg. di
miele ad alveare; nomadismo con tre spostamenti su postazioni distanti
70 Km. e postazioni invernali a 20 Km. dal centro aziendale. Si è
ipotizzato un utilizzo dell'autocarro all'80% a carico del nomadismo,
il restante 20% per altri trasporti aziendali. Così per il
dumper si è considerato un impiego per nomadismo al 70% , in
quanto è abitualmente utilizzato anche per la movimentazione
all'interno dell'azienda. Mentre la gru è utilizzata solo per
il nomadismo, salvo casi sporadici.
Le tre aziende studiate differiscono per le seguenti caratteristiche:
L'azienda con 200 alveari ha una produzione di 80 q di miele, lavora
con apiari di 40 alveari ed un autocarro (unico veicolo aziendale),
con portata utile sufficiente al loro trasporto, che ha una percorrenza
annua di Km. 10.000.
L'azienda con 400 alveari, ha una produzione di 160 q di miele, apiari
di 48 alveari, un autocarro adeguato al loro trasporto che percorre
Km. 11.000 l'anno; dispone inoltre di un furgone che effettua Km.
7.000 per tutti i lavori leggeri.
L'azienda con 600 alveari ha una produzione di 240 q di miele, apiari
di 56 alveari, un autocarro adeguato che percorre Km. 15.000 ed un
furgone con Km. 11.000 di utilizzo annuo.
A ciascuna delle tre aziende si applicano tre soluzioni di trasporti
e movimentazione alveari: manuale, gru e dumper; per un totale di
nove ipotesi di costi aziendali.
COSTI DELLE ATTREZZATURE
Costi fissi
1 - Prezzo di acquisto dei mezzi
Per ricavare il valore degli autocarri, dell'allestimento, della gru
e dei dumper, è stato utilizzato il prezzo di acquisto a nuovo,
scontato, franco concessionario, su strada, IVA esclusa. Considerando
che in apicoltura di norma sono acquistati camion usati, che la loro
età media nelle undici aziende esaminate è di oltre
dieci anni, per avere dei dati più realistici si sono ridotti
i valori a nuovo del 50%.
Per le pedane è considerato un maggior costo ad arnia di 7
euro, rispetto alle pedane per l'apicoltura stanziale.
2 - Ammortamenti e interessi
Per i mezzi e le pedane è stato effettuato un ammortamento
annuale del 10% (dieci anni). E' stato inoltre calcolato un interesse
sul capitale investito del 9%.
3 - Assicurazione e tasse
Valori rilevati nell'anno 2003, per la provincia di Firenze.
4 - Manutenzione
Per gru e dumper è stato considerato un costo fisso di manutenzione
pari al 2,5% annuo del prezzo di acquisto.
Costi variabili
Per gli autocarri i costi tecnici al chilometro per carburante, manutenzione,
autostrade, lubrificanti e pneumatici, sono stati rilevati dalla rivista
"Autotrasporto"
I costi di carburante e lubrificante dei dumper sono calcolati in
base alle ore di impiego. Da queste tabelle emerge che il limitato
impiego dei mezzi è il principale aspetto che incide sui costi
di tutte le aziende. Questo problema è evidenziato dall'alta
incidenza dei costi fissi, superiori a quelli variabili in sette delle
nove aziende esaminate.
Possiamo anche osservare che le maggiori differenze dei costi, fra
le aziende in esame, sono determinate dai costi fissi, mentre i costi
variabili oscillano in misura molto minore. Ovviamente il problema
degli alti costi fissi è maggiore nelle aziende più
piccole: se confrontiamo, ad esempio, le aziende più semplici,
a movimentazione manuale, vediamo che l'azienda di 600 alveari ha
costi per alveare inferiori di 10 euro (- 63%) rispetto all'azienda
con 200 alveari.
Questo è un dato non sorprendente che evidenzia però,
nelle aziende più piccole, la necessità di ridurre i
costi o acquistando mezzi più economici e versatili che possano
essere utilizzati non solo per il nomadismo, ma anche per altri lavori
aziendali, oppure utilizzando i mezzi in più aziende, attraverso
la collaborazione fra apicoltori.
Per i furgoni, nelle aziende di 400 e 600 alveari, è stato
considerato solamente il costo al chilometro (comprensivo di ammortamenti
e interessi), che va totalmente nei costi variabili. Si è ritenuto
più opportuno presentare in modo sintetico il costo di questi
mezzi, che nelle realtà aziendali trovano svariati impieghi:
dalla commercializzazione all'utilizzo come automezzi. E' stato anche
riportato l'impiego di mano d'opera, riferita ai tempi di carico e
scarico degli alveari che evidenzia, pur con i limiti detti in precedenza,
una riduzione dei tempi di lavoro limitata che da sola non giustifica
i maggiori costi di meccanizzazione.
Consapevoli dei limiti di questo lavoro, che ancora si basa su un
campione di aziende troppo ristretto, si è voluto con questo
articolo illustrare il metodo utilizzato.
Si è cercato, con alcuni esempi, di fornire degli spunti per
il miglioramento della gestione economica, affinché gli apicoltori
interessati possano adattarlo alle loro specificità aziendali.
Proseguendo il lavoro si potranno raccogliere i dati di aziende diverse,
con maggiore rappresentatività nazionale; sarà così
possibile confrontare i costi non solo in alcuni esempi limitati,
ma elaborare dei modelli aziendali maggiormente rappresentativi.
Fabrizio Pignatelli
(Da
L'Apis n.7 - 2004)
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