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Unaapi
scrive alla Commissione europea per protestare contro la direttiva che
vieterebbe lo spostamento degli alveari per tutta la stagione produttiva,
per limitare la diffusione delle fitopatie. Riportiamo per intero il testo
della lettera inviata a Marc Vereecke, Health & Consumer Protection
Directorate General.
Oggetto: Bozza di Progetto di Direttiva della Commissione delle Comunità
Europee SANCO/316/2002/Rev.1
All'attenzione dott. Marc Vereecke
European Commission
Health & Consumer Protection Directorate General
Directorate E - Public, animal and plant health
Unit E1 - Legislation relating to crop products and animal nutritio
Rue de la Loi 200
B-1049 Bruxelles
fax +32 2 2969399
Egregio dott. Marc Vereecke
Siamo, casualmente, venuti a conoscenza della bozza
di Progetto di Direttiva della Commissione delle Comunità Europee
SANCO/316/2002/ Rev. 1, che modifica la direttiva 2000/29/CE del Consiglio
concernente le misure di protezione contro l'introduzione nella Comunità
di organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro
diffusione nella Comunità.
Nonostante nessuno abbia preso in considerazione l'esistenza e gli interessi
economici della nostra categoria con la presente esprimiamo la posizione
degli apicoltori italiani sulle misure di lotta al colpo di fuoco batterico.
Nella bozza in discussione constatiamo come su vari fronti di sicure ed
accertate fonti di propagazione della patologia quali, ad esempio: elenco
delle specie sottoposte a vincoli,
propagazione e commercializzazione vivaistica (raggio e periodo di controllo)
prevalga una logica basata su:
- individuazione dei principali fattori di rischio
- graduazione delle misure per limitare, nella misura del possibile, il
danno economico per le attività sottoposte a limitazioni
- definizione di misure per la riduzione e circoscrizione (e non eliminazione)
del rischio, proprio in considerazione delle compatibilità economica
Constatiamo, invece, che nei confronti del potenziale, poiché ancora
da dimostrare, rischio di diffusione della patologia da parte delle api
si procede secondo una logica opposta:
- non rapportando la dimensione delle misure alla effettiva entità
del rischio
- non considerando l'apicoltura attività economica
- non considerando l'indispensabile apporto dell'impollinazione delle
api gestite in forma nomade all'economia agro forestale
- vietando per tutta la stagione produttiva lo spostamento di alveari,
per l'insieme del territorio comunitario, a prescindere dal periodo di
effettivo potenziale rischio
Siamo, pertanto, a proporre che:
- le misure di limitazione allo spostamento delle api tengano nel debito
conto il danno economico che comportano
- la determinazione del periodo a rischio sia indicata anno per anno,
dall'autorità competente sul territorio, in coerenza, con l'insieme
delle misure assunte da quell'autorità sullo specifico territorio
Qualora, al contario, si perseverasse in una discriminatoria ed ingiustificata
penalizzazione dell'apicoltura produttiva ci riserviamo di effettuare
tutti i passi e di fornire le relative indicazioni operative ai nostri
associati per la difesa della dignità e degli interessi della nostra
attività zootecnica.
Distinti saluti
Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.
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ultima modifica:15 Luglio, 2002
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