mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


 

SELEZIONE PER COMPORTAMENTO IGIENICO IN ARGENTINA

La sintesi del dibattito e degli approfondimenti a seguito della relazione di M. A. Palacio nel convegno A.A.P.I. di Pescara del gennaio 2002.

Caratteri genetici dell'aggressività.
Nell'ambito del miglioramento genetico oltre all'igienicità è stata studiata anche un'altra problematica: l'aggressività. In Argentina ci sono zone dove il comportamento aggressivo è un problema. Nel nostro paese è comune la produzione d'api regine, pacchi d'api e sciami che si trasferiscono poi ad altre regioni del paese, in zone di maggiore produzione di miele. Per la valutazione del comportamento aggressivo abbiamo utilizzato la metodologia sviluppata da Stort nel 1974, che consiste nell'oscillazione di una pallina di cuoio posta davanti all'alveare, dopo aver collocato prima un pezzo di carta impregnato di feromone d'allarme all'ingresso dell'alveare. Il test ha la durata di un minuto e si registrano il numero di pungiglioni sulla pallina dopo un minuto, ed il tempo trascorso prima del primo pungiglione. Queste valutazioni sono state eseguite in due momenti diversi:
- i valori del numero di pungiglioni nel primo e nel secondo periodo;
- il tempo per il primo pungiglione nei due periodi.
Apiario sopraelevato in zona soggetta ad inondazione Abbiamo studiato la distribuzione dei valori medi e la varianza. Nella stessa popolazione d'api, è stato valutato il comportamento igienico, considerando per i due periodi la media e la varianza. I valori delle tre variabili non sono stati diversi nei due periodi, cosa che dimostra la stabilità di questa caratteristica. Abbiamo calcolato la correlazione di questi valori e abbiamo notato che, fra comportamento igienico totale e tempo del primo pungiglione, non c'è correlazione rilevante. Il valore di correlazione è negativo ma basso e non significativo.
Poi abbiamo fatto lo stesso calcolo per il comportamento igienico totale e il numero di pungiglioni, da cui risulta che nemmeno quei valori sono relazionati. Ci sono alveari igienici e meno igienici con variabile numero di pungiglioni, con valori di correlazione non significativi. Abbiamo calcolato i valori di correlazione tra il tempo per il primo pungiglione e il numero totale di pungiglioni, ottenendo un valore di correlazione negativo e significativo. Per noi questo è un risultato importante perché indica che possiamo utilizzare una qualsiasi delle due variabili per valutare il comportamento aggressivo e che non c'è correlazione significativa tra il comportamento igienico e il comportamento aggressivo.

I ricercatori impegnati nella ricerca e l'interazione con gli apicoltori. Le istituzioni universitarie che hanno partecipato allo sviluppo di questa ricerca sono: Facoltà di Scienze Agrarie sede di Balcarce; Università di Mar del Plata (da dove provengo), Facoltà di Scienze Veterinarie di Tandil, Facoltà di Scienze Esatte e Naturali di Mar del Plata. I risultati di questa ricerca potevano restare in ambito universitario e scientifico, ma in realtà il lavoro è stato realizzato congiuntamente con i produttori e il nostro obiettivo è che le api regine igieniche, che si stanno selezionando, riescano a risolvere il problema della peste americana.

Primo passo: la formazione.
Il Piano Integrale di Formazione è nato perché non esisteva, in Argentina, un sufficiente numero di tecnici apistici. E' stato necessario organizzare laboratori di formazione dove per un mese, in modo intensivo, si lavorava insieme con apicoltori professionisti. Quattro anni fa s'iniziò con quello che abbiamo chiamato Piano Integrale di Formazione che permette d'avere continuità nella formazione dei tecnici. Questo Piano consiste in un Primo Livello, dove si lavora con scuole secondarie e d'agraria (in cui, nell'ultimo anno, s'insegna l'apicoltura). Il PROAPI ha lavorato con i professori di questi corsi, anche per l'unificazione dei criteri e la formazione. Alcune di queste scuole hanno ricevuto delle borse di studio per potere accedere al Secondo Livello, che è un corso universitario di due anni d'insegnamento dell'apicoltura, chiamato Tecnica di Produzione Apicola, con professori specializzati sui vari argomenti con, anche, vari indirizzi: Gestione, Qualità e Manipolazione.
Si sta lavorando sul Terzo Livello che sarà un Master tecnologico. Con questo sistema siamo riusciti a formare 120 promotori. Per questi tecnici sono stati realizzati tre corsi post-laurea, tre viaggi di studio negli Stati Uniti e un programma di scambio tecnico con questo paese. Alcuni tecnici sono stati formati con ricercatori d'altri paesi, ed è stato realizzato un programma di formazione a distanza via posta e un altro per tv. Si è lavorato, insomma, per ora con 1500 allievi di scuole d'agraria.

Il programma di selezione genetica.
La parte basilare del programma di miglioramento é rappresentata dagli apicoltori e dagli allevatori di regine, insieme ai responsabili del Programma. In funzione delle diverse esigenze e delle diverse regioni del paese sono stati definiti criteri di selezione e sono state realizzate le selezioni primarie negli apiari. Api regine e colonie selezionate, corredate d'informazioni, sono state inviate ai CREM (Centri Regionali di Valutazione e Moltiplicazione), concentrando in un apiario comune i migliori alveari dei vari gruppi di apicoltori. Nei CREM si realizza, con un protocollo standardizzato, la valutazione delle colonie e i dati entrano in un software specifico, chiamato SoftApi. Le informazioni ed i dati sono inviati, per mezzo d'Apinet, al Nucleo del programma.
Il supporto per ogni alveare riduce un po'l'aggressività delle apiNel Nucleo, partendo dalle informazioni e dai criteri di ponderazione d'ogni zona, si ottiene un indice di selezione. Ogni colonia, ogni regina ha un indice di selezione e questo ci permette di stabilire una graduatoria delle regine. Le migliori regine selezionate sono inviate al Nucleo centrale, dove si realizza la selezione e l'incrocio controllato ed in cui si sta iniziando il lavoro della banca di germoplasma Nel Nucleo la selezione si realizza cercando di prescindere, il più possibile, dal contesto ambientale in cui sono collocati gli alveari. Per esempio nel CREM si realizza la valutazione di aggressività con il test della pallina, ma quando si lavora nel Nucleo del Programma viene misurato il consumo di ossigeno delle api, con somministrazione di feromone d'allarme. In questo modo, per incrocio e con fecondazione naturale, otteniamo regine migliorate che sono inviate nuovamente ai CREM. Se quell'incrocio genetico funziona nell'ambiente del CREM viene poi utilizzato, quale "riproduttore", per la produzione di regine che sono definite Materiale Vivo Certificato.
Il Materiale Vivo Certificato è utilizzato da allevatori di regine che partecipano al sistema e che producono materiale vivo con la genetica del Programma seguendo protocolli specifici. I CREM sono stati costituiti in modo che ognuno si trovi in aree agroecologiche diverse, ma si opera affinché, all'interno del materiale genetico testato di un CREM, ci sia sufficiente variabilità per trovare gli esemplari migliori. Ripeto: le funzioni dei CREM sono la selezione primaria, la valutazione, la moltiplicazione e un ruolo nella preservazione di germoplasma. Nel Nucleo del Programma si lavora sulle api regine selezionate, si utilizza il SoftApi, si realizzano i protocolli per la produzione di Materiale Vivo Certificato, e la base per la banca di germoplasma e si lavora nella formazione. Nel Nucleo si realizzano annualmente laboratori con gli allevatori di regine per ottimizzare i protocolli di produzione di materiale vivo.

Criteri di selezione.
I criteri di selezione sono comuni per le diverse regioni del paese: tolleranza alle malattie delle covate, aggressività limitata ed area di covata. Ciò che varia nel lavoro dei diversi CREM è il peso che si dà ad ognuna di queste caratteristiche. Nel nord d'Argentina, per esempio, dove le api locali sono più aggressive, il comportamento aggressivo è prioritario, ma in queste aree non si hanno problematiche di patologie della covata come nel sud del paese.

Non esiste: "la miglior ape regina". Noi insistiamo molto su un concetto basilare: non esiste la migliore ape bensì un'ape buona per determinate condizioni.

Peste americana.
In Argentina la peste americana è stato un grave problema, riscontrato per la prima volta nel 1990. Per riuscire a lottare contro questa patologia, su richiesta degli apicoltori, abbiamo deciso di lavorare sulla resistenza alle malattie della covata come criterio di selezione. Si pensò che il comportamento igienico fosse un buon elemento per valutare questa resistenza, ma da sole le api regine con più spiccato patrimonio genetico igienico non possono risolvere il problema. E' stato necessario sviluppare un piano di sanità con diverse azioni e su differenti direttrici:
- un pacchetto tecnico per il controllo della peste americana senza l'applicazione di antibiotici;
- la creazione di una rete di laboratori d'analisi, in partenza quelli delle università a cui, poi, si sono collegati ed uniformati altri;
- lo sviluppo di prodotti naturali per il controllo della varroa.

La strategia di lotta alla peste americana.
Il primo passo è stato la definizione della strategia per combattere la peste americana. Si realizzò un incontro di lavoro, nell'anno 94, con ricercatori stranieri. La situazione era molto diversa da quella italiana perché l'apicoltore argentino dovette capire che esisteva la peste americana in Argentina, imparare a riconoscerla nei propri apiari e poi comprendere che è necessario fare una manipolazione ed una gestione assolutamente diversa per combattere questa malattia. Con il Progetto è stato possibile configurare questo pacchetto tecnico, che è un insieme di misure consistenti in:
- sostituzione delle regine con altre aventi provate caratteristiche igieniche,
- recupero degli alveari per mezzo dei pacchi d'api, dello scuotimento e della disinfezione dei materiali.
Una volta realizzato questo pacchetto tecnico abbiamo attuato quelle che chiamiamo Apidimostrazioni. Ci incontravamo con gli apicoltori, in campagna, con gli alveari colpiti da peste americana; si insegnava a riconoscerla, a realizzare lo scuotimento e il recupero delle api e si mostrava come eseguire la disinfezione dei materiali. In quattro anni, con molto lavoro, si realizzarono 56 Apidimostrazioni in diverse zone del paese ed altre 194 riunioni. All'inizio, 1989/90, per mancanza di conoscenze la patologia aumentò, arrivando a valori di presenza del 14%, provocando anche l'abbandono di molti apicoltori. I risultati concreti del nostro lavoro (cominciato nel 89/90) cominciarono a vedersi negli anni 1996/97, quando l'incidenza della malattia cominciò a scendere, per arrivare, oggi sotto il 2%.

L'importanza dell'età delle larve per il pin test.
Noi lavoriamo con un tipo particolare di larva: pupa dagli occhi rosati. Il pintest in età di prepupa elimina emolinfa più facilmente e stimola ulteriormente l'igiene. Non è provato statisticamente, ma osservazioni realizzate ci consentono di fare queste affermazioni. Non è conveniente farlo quando l'ape è pronta a nascere perché l'indurimento della cuticola fa sì che l'incisione non sia sufficiente.

Quali razze d'api.
Il programma ha avuto avvio nella provincia di Buenos Aires, ove, anche se gli stessi produttori pensano di lavorare con l'ape ligustica, c'è stata, invece, una grande ibridazione per l'introduzione di diverse razze di api. Sono state realizzate analisi morfometriche ed abbiamo verificato che si tratta di un'ape diversa dalla ligustica pura e anche diversa dalla mellifera e dalla carnica. E' un'ape miscelata che noi chiamiamo ecotipo temperato. Abbiamo due ecotipi ben differenziati: uno subtropicale che ha influenze di africanizzata e uno temperato principalmente, ma non unicamente, europeo.

Come mantenere una igienicità superiore all'80% nel tempo.
Il Programma è basato sulla consegna delle Madri agli allevatori di regine che producono regine e producono anche fuchi di questo tipo. Le regine - figlie non hanno tutte caratteri igienici al di sopra dell'80%. Questo requisito è certificato solo per le madri ma con la continuità del lavoro si può affermare e consolidare, a livelli elevati e diffusi, la frequenza del comportamento di pulizia.

Non basta la selezione igienica per combattere la peste.
E' necessario, e molto importante, che gli apicoltori attivino, oltre alla selezione quell'insieme di azioni e di manutenzione degli allevamenti diversa, che il programma prevede, senza utilizzare antibiotici. Questo non vuol dire, ovviamente, che tutti gli apicoltori argentini usino questo metodo, c'è una parte minoritaria che usa ancora gli antibiotici.

Certificazione di prodotto su materiale vivo.
Si è lavorato, anche, per la definizione di protocolli per la certificazione di materiale vivo. Protocolli utilizzati dai produttori d'api regine che consistono in un controllo bilanciato dell'alimentazione, nel rinnovo dei favi e nel non utilizzo d'antibiotici.
Il finanziamento è finito ben presto. Questo progetto, già da qualche anno, non ha più il finanziamento dello stato, ma i vari soggetti e componenti, coinvolti ed interessati, continuano a lavorare insieme.
Lo sviluppo tecnologico introdotto ha aumentato il rendimento del settore apistico argentino dal 30 al 50%, migliorando la qualità e sviluppando nuovi prodotti che prima non esistevano. Si sono formati 150 gruppi d'apicoltori, con al loro interno un tecnico. La maggior parte dei tecnici è oggi pagata e finanziata dai gruppi d'apicoltori che trovano vantaggioso contare sulla loro assistenza.
Si è inserita la collaborazione con nuove zone di produzione che prima erano solo marginali.
Il Programma, insomma, ha contribuito a collocare l'apicoltura argentina ad un buon livello nell'ambito mondiale.

La sintesi dei contributi del dibattito di M. A. Palacio, sono a cura di F. Panella

Il Propapi
PROPAPI (Progetto integrato di sviluppo apistico) è nato da una proposta dell'ing. Bedascarrasbure dell'INTA, per sollecitare lo sviluppo del settore apistico.
Si costruì, quindi, un Progetto interistituzionale, con una forte partecipazione locale, con i promotori apistici e con una rete di specialisti chiamata Servizi Tecnologici Strategici. Questo permise di costituire e consolidare un vero gruppo di lavoro, in grado di svolgere compiti di ricerca, formazione e trasferimento tecnico (con una configurazione a rete), emulando lo Spirito dell'alveare.
Ci siamo mossi con l'obiettivo: di incrementare lo sviluppo dell'apicoltura in alcune aree e di ridurre e controllare i fattori negativi che condizionavano la crescita in altre zone con le seguenti azioni:
a) Espansione orizzontale: promozione della produzione di miele e altri prodotti dell'alveare nelle aree vergini o meno sfruttate, non solo per la produzione in grande scala ma anche per supportare la diversificazione e l'ottimizzazione dei guadagni familiari in aree marginali. Promozione, inoltre, della produzione di materiale vivo in zone del paese con alto potenziale per l'allevamento degli sciami e non ottimali per la produzione di miele.
b) Espansione verticale: eravamo coscienti che la produttività media del nostro paese era inferiore a quella raggiunta da apicoltori leader o in unità sperimentali con alti indici di mortalità che colpivano i ricavati economici delle imprese apistiche. Questi problemi, che hanno una base tecnica, sono stati affrontati principalmente per mezzo dei Servizi Tecnologici Strategici di Genetica e Sanità, tendenti ad ottenere migliori rendimenti degli alveari senza rinunciare alla qualità dei prodotti.
In questo senso possiamo porre in evidenza alcuni risultati raggiunti:
- selezione di materiali genetici ad alto comportamento igienico che consentono di evitare l'uso di antibiotici negli alveari,
- sviluppo di acaricidi basati su acidi organici: BeeVar® e OxaVar®,
- messa a punto di tecnologie per il controllo della Peste Americana.
c) Miglioramento della qualità del prodotto e diversificazione: in tal senso si sono sviluppati protocolli per la produzione di mieli differenziati, per ottenere un maggiore prezzo unitario per i nostri prodotti. Si è lavorato in questi anni al miglioramento della tecnologia di raccolta ed elaborazione del propoli come anche allo studio della qualità dei propoli argentini.
d) Formazione: è stata uno dei pilastri fondamentali del progetto. Attualmente sono in funzione i primi due livelli del piano di formazione. Esso punta all'equità nell'accesso alla formazione, trasformando un gruppo di 20 Scuole d'Agraria in punti nodali di una formazione che può poi proseguire a livello universitario.
e) Comunicazione: questo punto è fondamentale per il mantenimento di un contatto fluido tra i Servizi Tecnologici Strategici e i guppi e moduli di lavoro regionali. In questo ambito si è sviluppato ApiNet, anche quale portale latino americano, che consente ad apicoltori, promotori e specialisti, di collegarsi tra loro via Internet.

 

Regine e fuchi …dei paesi tuoi!
Se proponiamo la lettura di questo secondo contributo della ricercatrice argentina, se la AAPI si è adoperata per sapere di più sul programma di selezione in Argentina non è certo per importare od incitare ad importare qualche regina igienica quale "madre" da cui allevare.
Agli amanti della regina in saccoccia, senza voler aprire un dibattito su ape ligustica, razze autoctone, ibridazione e via discorrendo… vogliamo, solo, ricordare che in America latina ed in parte dell'America del nord vi è un terrificante fenomeno di ibridazione con l'ape Adansoni.
Basti ricordare, a mo' d'esempio, che in Venezuela nel primo anno di ibridazione delle api, furono uccise più di novecento persone!
In Argentina la situazione è meno compromessa ma… tanté gli apicoltori argentini non possono presentarsi in apiario se non "bardati" di tutto punto con guanti e, sovente, doppia maschera!
In Italia l'Adansonii non può sopravvivere tal quale, ma un qualche ibrido che abbia parte del suo patrimonio genetico si!
Ed abbiamo visto bene quale forza e capacità espansiva abbia tale patrimonio genetico.
Ovvero l'aggressività potrebbe arrivare in Italia tramite un ben pericoloso cavallo di Troia.
Su questo dovrebbero ben riflettere coloro che, sportivamente, pensino d'avviare allegre importazioni dall'America... giocando col fuoco.
Ma un detto popolare dice che "La madre degli sciocchi è sempre incinta" l'altro detto dice pure: "Uomo avvisato mezzo salvato".
F. P.



ultima modifica:11 Aprile, 2004 -