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SELEZIONE
PER COMPORTAMENTO IGIENICO IN ARGENTINA
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La
sintesi del dibattito e degli approfondimenti a seguito della relazione
di M. A. Palacio nel convegno A.A.P.I. di Pescara del gennaio 2002.
Caratteri
genetici dell'aggressività.
Nell'ambito del miglioramento genetico oltre all'igienicità
è stata studiata anche un'altra problematica: l'aggressività.
In Argentina ci sono zone dove il comportamento aggressivo è
un problema. Nel nostro paese è comune la produzione d'api
regine, pacchi d'api e sciami che si trasferiscono poi ad altre
regioni del paese, in zone di maggiore produzione di miele. Per
la valutazione del comportamento aggressivo abbiamo utilizzato la
metodologia sviluppata da Stort nel 1974, che consiste nell'oscillazione
di una pallina di cuoio posta davanti all'alveare, dopo aver collocato
prima un pezzo di carta impregnato di feromone d'allarme all'ingresso
dell'alveare. Il test ha la durata di un minuto e si registrano
il numero di pungiglioni sulla pallina dopo un minuto, ed il tempo
trascorso prima del primo pungiglione. Queste valutazioni sono state
eseguite in due momenti diversi:
- i valori del numero di pungiglioni nel primo e nel secondo periodo;
- il tempo per il primo pungiglione nei due periodi.
Abbiamo
studiato la distribuzione dei valori medi e la varianza. Nella stessa
popolazione d'api, è stato valutato il comportamento igienico,
considerando per i due periodi la media e la varianza. I valori
delle tre variabili non sono stati diversi nei due periodi, cosa
che dimostra la stabilità di questa caratteristica. Abbiamo
calcolato la correlazione di questi valori e abbiamo notato che,
fra comportamento igienico totale e tempo del primo pungiglione,
non c'è correlazione rilevante. Il valore di correlazione
è negativo ma basso e non significativo.
Poi abbiamo fatto lo stesso calcolo per il comportamento igienico
totale e il numero di pungiglioni, da cui risulta che nemmeno quei
valori sono relazionati. Ci sono alveari igienici e meno igienici
con variabile numero di pungiglioni, con valori di correlazione
non significativi. Abbiamo calcolato i valori di correlazione tra
il tempo per il primo pungiglione e il numero totale di pungiglioni,
ottenendo un valore di correlazione negativo e significativo. Per
noi questo è un risultato importante perché indica
che possiamo utilizzare una qualsiasi delle due variabili per valutare
il comportamento aggressivo e che non c'è correlazione significativa
tra il comportamento igienico e il comportamento aggressivo.
I ricercatori impegnati nella ricerca e l'interazione
con gli apicoltori. Le istituzioni universitarie che hanno partecipato
allo sviluppo di questa ricerca sono: Facoltà di Scienze
Agrarie sede di Balcarce; Università di Mar del Plata (da
dove provengo), Facoltà di Scienze Veterinarie di Tandil,
Facoltà di Scienze Esatte e Naturali di Mar del Plata. I
risultati di questa ricerca potevano restare in ambito universitario
e scientifico, ma in realtà il lavoro è stato realizzato
congiuntamente con i produttori e il nostro obiettivo è che
le api regine igieniche, che si stanno selezionando, riescano a
risolvere il problema della peste americana.
Primo passo:
la formazione.
Il Piano Integrale di Formazione è nato perché non
esisteva, in Argentina, un sufficiente numero di tecnici apistici.
E' stato necessario organizzare laboratori di formazione dove per
un mese, in modo intensivo, si lavorava insieme con apicoltori professionisti.
Quattro anni fa s'iniziò con quello che abbiamo chiamato
Piano Integrale di Formazione che permette d'avere continuità
nella formazione dei tecnici. Questo Piano consiste in un Primo
Livello, dove si lavora con scuole secondarie e d'agraria (in cui,
nell'ultimo anno, s'insegna l'apicoltura). Il PROAPI ha lavorato
con i professori di questi corsi, anche per l'unificazione dei criteri
e la formazione. Alcune di queste scuole hanno ricevuto delle borse
di studio per potere accedere al Secondo Livello, che è un
corso universitario di due anni d'insegnamento dell'apicoltura,
chiamato Tecnica di Produzione Apicola, con professori specializzati
sui vari argomenti con, anche, vari indirizzi: Gestione, Qualità
e Manipolazione.
Si sta lavorando sul Terzo Livello che sarà un Master tecnologico.
Con questo sistema siamo riusciti a formare 120 promotori. Per questi
tecnici sono stati realizzati tre corsi post-laurea, tre viaggi
di studio negli Stati Uniti e un programma di scambio tecnico con
questo paese. Alcuni tecnici sono stati formati con ricercatori
d'altri paesi, ed è stato realizzato un programma di formazione
a distanza via posta e un altro per tv. Si è lavorato, insomma,
per ora con 1500 allievi di scuole d'agraria.
Il programma di selezione genetica.
La parte basilare del programma di miglioramento é rappresentata
dagli apicoltori e dagli allevatori di regine, insieme ai responsabili
del Programma. In funzione delle diverse esigenze e delle diverse
regioni del paese sono stati definiti criteri di selezione e sono
state realizzate le selezioni primarie negli apiari. Api regine
e colonie selezionate, corredate d'informazioni, sono state inviate
ai CREM (Centri Regionali di Valutazione e Moltiplicazione), concentrando
in un apiario comune i migliori alveari dei vari gruppi di apicoltori.
Nei CREM si realizza, con un protocollo standardizzato, la valutazione
delle colonie e i dati entrano in un software specifico, chiamato
SoftApi. Le informazioni ed i dati sono inviati, per mezzo d'Apinet,
al Nucleo del programma.
Nel
Nucleo, partendo dalle informazioni e dai criteri di ponderazione
d'ogni zona, si ottiene un indice di selezione. Ogni colonia, ogni
regina ha un indice di selezione e questo ci permette di stabilire
una graduatoria delle regine. Le migliori regine selezionate sono
inviate al Nucleo centrale, dove si realizza la selezione e l'incrocio
controllato ed in cui si sta iniziando il lavoro della banca di
germoplasma Nel Nucleo la selezione si realizza cercando di prescindere,
il più possibile, dal contesto ambientale in cui sono collocati
gli alveari. Per esempio nel CREM si realizza la valutazione di
aggressività con il test della pallina, ma quando si lavora
nel Nucleo del Programma viene misurato il consumo di ossigeno delle
api, con somministrazione di feromone d'allarme. In questo modo,
per incrocio e con fecondazione naturale, otteniamo regine migliorate
che sono inviate nuovamente ai CREM. Se quell'incrocio genetico
funziona nell'ambiente del CREM viene poi utilizzato, quale "riproduttore",
per la produzione di regine che sono definite Materiale Vivo Certificato.
Il Materiale Vivo Certificato è utilizzato da allevatori
di regine che partecipano al sistema e che producono materiale vivo
con la genetica del Programma seguendo protocolli specifici. I CREM
sono stati costituiti in modo che ognuno si trovi in aree agroecologiche
diverse, ma si opera affinché, all'interno del materiale
genetico testato di un CREM, ci sia sufficiente variabilità
per trovare gli esemplari migliori. Ripeto: le funzioni dei CREM
sono la selezione primaria, la valutazione, la moltiplicazione e
un ruolo nella preservazione di germoplasma. Nel Nucleo del Programma
si lavora sulle api regine selezionate, si utilizza il SoftApi,
si realizzano i protocolli per la produzione di Materiale Vivo Certificato,
e la base per la banca di germoplasma e si lavora nella formazione.
Nel Nucleo si realizzano annualmente laboratori con gli allevatori
di regine per ottimizzare i protocolli di produzione di materiale
vivo.
Criteri di
selezione.
I criteri di selezione sono comuni per le diverse regioni del paese:
tolleranza alle malattie delle covate, aggressività limitata
ed area di covata. Ciò che varia nel lavoro dei diversi CREM
è il peso che si dà ad ognuna di queste caratteristiche.
Nel nord d'Argentina, per esempio, dove le api locali sono più
aggressive, il comportamento aggressivo è prioritario, ma
in queste aree non si hanno problematiche di patologie della covata
come nel sud del paese.
Non esiste: "la miglior ape regina".
Noi insistiamo molto su un concetto basilare: non esiste la migliore
ape bensì un'ape buona per determinate condizioni.
Peste americana.
In Argentina la peste americana è stato un grave problema,
riscontrato per la prima volta nel 1990. Per riuscire a lottare
contro questa patologia, su richiesta degli apicoltori, abbiamo
deciso di lavorare sulla resistenza alle malattie della covata come
criterio di selezione. Si pensò che il comportamento igienico
fosse un buon elemento per valutare questa resistenza, ma da sole
le api regine con più spiccato patrimonio genetico igienico
non possono risolvere il problema. E' stato necessario sviluppare
un piano di sanità con diverse azioni e su differenti direttrici:
- un pacchetto tecnico per il controllo della peste americana senza
l'applicazione di antibiotici;
- la creazione di una rete di laboratori d'analisi, in partenza
quelli delle università a cui, poi, si sono collegati ed
uniformati altri;
- lo sviluppo di prodotti naturali per il controllo della varroa.
La strategia
di lotta alla peste americana.
Il primo passo è stato la definizione della strategia per
combattere la peste americana. Si realizzò un incontro di
lavoro, nell'anno 94, con ricercatori stranieri. La situazione era
molto diversa da quella italiana perché l'apicoltore argentino
dovette capire che esisteva la peste americana in Argentina, imparare
a riconoscerla nei propri apiari e poi comprendere che è
necessario fare una manipolazione ed una gestione assolutamente
diversa per combattere questa malattia. Con il Progetto è
stato possibile configurare questo pacchetto tecnico, che è
un insieme di misure consistenti in:
- sostituzione delle regine con altre aventi provate caratteristiche
igieniche,
- recupero degli alveari per mezzo dei pacchi d'api, dello scuotimento
e della disinfezione dei materiali.
Una volta realizzato questo pacchetto tecnico abbiamo attuato quelle
che chiamiamo Apidimostrazioni. Ci incontravamo con gli apicoltori,
in campagna, con gli alveari colpiti da peste americana; si insegnava
a riconoscerla, a realizzare lo scuotimento e il recupero delle
api e si mostrava come eseguire la disinfezione dei materiali. In
quattro anni, con molto lavoro, si realizzarono 56 Apidimostrazioni
in diverse zone del paese ed altre 194 riunioni. All'inizio, 1989/90,
per mancanza di conoscenze la patologia aumentò, arrivando
a valori di presenza del 14%, provocando anche l'abbandono di molti
apicoltori. I risultati concreti del nostro lavoro (cominciato nel
89/90) cominciarono a vedersi negli anni 1996/97, quando l'incidenza
della malattia cominciò a scendere, per arrivare, oggi sotto
il 2%.
L'importanza
dell'età delle larve per il pin test.
Noi lavoriamo con un tipo particolare di larva: pupa dagli occhi
rosati. Il pintest in età di prepupa elimina emolinfa più
facilmente e stimola ulteriormente l'igiene. Non è provato
statisticamente, ma osservazioni realizzate ci consentono di fare
queste affermazioni. Non è conveniente farlo quando l'ape
è pronta a nascere perché l'indurimento della cuticola
fa sì che l'incisione non sia sufficiente.
Quali razze
d'api.
Il programma ha avuto avvio nella provincia di Buenos Aires, ove,
anche se gli stessi produttori pensano di lavorare con l'ape ligustica,
c'è stata, invece, una grande ibridazione per l'introduzione
di diverse razze di api. Sono state realizzate analisi morfometriche
ed abbiamo verificato che si tratta di un'ape diversa dalla ligustica
pura e anche diversa dalla mellifera e dalla carnica. E' un'ape
miscelata che noi chiamiamo ecotipo temperato. Abbiamo due ecotipi
ben differenziati: uno subtropicale che ha influenze di africanizzata
e uno temperato principalmente, ma non unicamente, europeo.
Come mantenere
una igienicità superiore all'80% nel tempo.
Il Programma è basato sulla consegna delle Madri agli allevatori
di regine che producono regine e producono anche fuchi di questo
tipo. Le regine - figlie non hanno tutte caratteri igienici al di
sopra dell'80%. Questo requisito è certificato solo per le
madri ma con la continuità del lavoro si può affermare
e consolidare, a livelli elevati e diffusi, la frequenza del comportamento
di pulizia.
Non basta
la selezione igienica per combattere la peste.
E' necessario, e molto importante, che gli apicoltori attivino,
oltre alla selezione quell'insieme di azioni e di manutenzione degli
allevamenti diversa, che il programma prevede, senza utilizzare
antibiotici. Questo non vuol dire, ovviamente, che tutti gli apicoltori
argentini usino questo metodo, c'è una parte minoritaria
che usa ancora gli antibiotici.
Certificazione
di prodotto su materiale vivo.
Si è lavorato, anche, per la definizione di protocolli per
la certificazione di materiale vivo. Protocolli utilizzati dai produttori
d'api regine che consistono in un controllo bilanciato dell'alimentazione,
nel rinnovo dei favi e nel non utilizzo d'antibiotici.
Il finanziamento è finito ben presto. Questo progetto, già
da qualche anno, non ha più il finanziamento dello stato,
ma i vari soggetti e componenti, coinvolti ed interessati, continuano
a lavorare insieme.
Lo sviluppo tecnologico introdotto ha aumentato il rendimento del
settore apistico argentino dal 30 al 50%, migliorando la qualità
e sviluppando nuovi prodotti che prima non esistevano. Si sono formati
150 gruppi d'apicoltori, con al loro interno un tecnico. La maggior
parte dei tecnici è oggi pagata e finanziata dai gruppi d'apicoltori
che trovano vantaggioso contare sulla loro assistenza.
Si è inserita la collaborazione con nuove zone di produzione
che prima erano solo marginali.
Il Programma, insomma, ha contribuito a collocare l'apicoltura argentina
ad un buon livello nell'ambito mondiale.
La sintesi dei contributi del
dibattito di M. A. Palacio, sono a cura di F. Panella
Il
Propapi
PROPAPI (Progetto integrato di sviluppo
apistico) è nato da una proposta dell'ing. Bedascarrasbure
dell'INTA, per sollecitare lo sviluppo del settore apistico.
Si costruì, quindi, un Progetto interistituzionale, con
una forte partecipazione locale, con i promotori apistici e
con una rete di specialisti chiamata Servizi Tecnologici Strategici.
Questo permise di costituire e consolidare un vero gruppo di
lavoro, in grado di svolgere compiti di ricerca, formazione
e trasferimento tecnico (con una configurazione a rete), emulando
lo Spirito dell'alveare.
Ci
siamo mossi con l'obiettivo: di incrementare lo sviluppo dell'apicoltura
in alcune aree e di ridurre e controllare i fattori negativi
che condizionavano la crescita in altre zone con le seguenti
azioni:
a) Espansione orizzontale: promozione della produzione di miele
e altri prodotti dell'alveare nelle aree vergini o meno sfruttate,
non solo per la produzione in grande scala ma anche per supportare
la diversificazione e l'ottimizzazione dei guadagni familiari
in aree marginali. Promozione, inoltre, della produzione di
materiale vivo in zone del paese con alto potenziale per l'allevamento
degli sciami e non ottimali per la produzione di miele.
b) Espansione verticale: eravamo coscienti che la produttività
media del nostro paese era inferiore a quella raggiunta da apicoltori
leader o in unità sperimentali con alti indici di mortalità
che colpivano i ricavati economici delle imprese apistiche.
Questi problemi, che hanno una base tecnica, sono stati affrontati
principalmente per mezzo dei Servizi Tecnologici Strategici
di Genetica e Sanità, tendenti ad ottenere migliori rendimenti
degli alveari senza rinunciare alla qualità dei prodotti.
In questo senso possiamo porre in evidenza alcuni risultati
raggiunti:
- selezione di materiali genetici ad alto comportamento igienico
che consentono di evitare l'uso di antibiotici negli alveari,
- sviluppo di acaricidi basati su acidi organici: BeeVar®
e OxaVar®,
- messa a punto di tecnologie per il controllo della Peste Americana.
c) Miglioramento della qualità del prodotto e diversificazione:
in tal senso si sono sviluppati protocolli per la produzione
di mieli differenziati, per ottenere un maggiore prezzo unitario
per i nostri prodotti. Si è lavorato in questi anni al
miglioramento della tecnologia di raccolta ed elaborazione del
propoli come anche allo studio della qualità dei propoli
argentini.
d) Formazione: è stata uno dei pilastri fondamentali
del progetto. Attualmente sono in funzione i primi due livelli
del piano di formazione. Esso punta all'equità nell'accesso
alla formazione, trasformando un gruppo di 20 Scuole d'Agraria
in punti nodali di una formazione che può poi proseguire
a livello universitario.
e) Comunicazione: questo punto è fondamentale per il
mantenimento di un contatto fluido tra i Servizi Tecnologici
Strategici e i guppi e moduli di lavoro regionali. In questo
ambito si è sviluppato ApiNet, anche quale portale latino
americano, che consente ad apicoltori, promotori e specialisti,
di collegarsi tra loro via Internet. |
Regine e
fuchi …dei paesi tuoi!
Se proponiamo la lettura di questo secondo contributo della
ricercatrice argentina, se la AAPI si è adoperata per
sapere di più sul programma di selezione in Argentina
non è certo per importare od incitare ad importare qualche
regina igienica quale "madre" da cui allevare.
Agli amanti della regina in saccoccia, senza voler aprire un
dibattito su ape ligustica, razze autoctone, ibridazione e via
discorrendo… vogliamo, solo, ricordare che in America latina
ed in parte dell'America del nord vi è un terrificante
fenomeno di ibridazione con l'ape Adansoni.
Basti ricordare, a mo' d'esempio, che in Venezuela nel primo
anno di ibridazione delle api, furono uccise più di novecento
persone!
In Argentina la situazione è meno compromessa ma… tanté
gli apicoltori argentini non possono presentarsi in apiario
se non "bardati" di tutto punto con guanti e, sovente,
doppia maschera!
In Italia l'Adansonii non può sopravvivere tal quale,
ma un qualche ibrido che abbia parte del suo patrimonio genetico
si!
Ed abbiamo visto bene quale forza e capacità espansiva
abbia tale patrimonio genetico.
Ovvero l'aggressività potrebbe arrivare in Italia tramite
un ben pericoloso cavallo di Troia.
Su questo dovrebbero ben riflettere coloro che, sportivamente,
pensino d'avviare allegre importazioni dall'America... giocando
col fuoco.
Ma un detto popolare dice che "La madre degli sciocchi
è sempre incinta" l'altro detto dice pure: "Uomo
avvisato mezzo salvato".
F. P. |
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ultima modifica:11 Aprile, 2004
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