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SELEZIONE
PER COMPORTAMENTO IGIENICO
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Un'importante
esperienza argentina di selezione in popolazioni d'api senza il
controllo della fecondazione. Pubblichiamo la prima parte con relazione
tenuta dalla Dottoressa Maria Alejandra Palacio al convegno di Pescara
del gennaio 2002. Seguirà la pubblicazione di una sintesi
del dibattito e degli approfondimenti
La maggior parte delle caratteristiche di
importanza economica in apicoltura è il risultato del comportamento
complessivo della colonia. Lo studio di questo comportamento sociale
è più complesso da quando si considera il comportamento
dei singoli individui.
Uno
dei comportamenti più studiati nell'ape mellifera è
il comportamento igienico. Questo comportamento consiste nell'abilità
delle api operaie di aprire gli opercoli delle celle e rimuovere
le covate morte nel loro interno. Venne descritto per la prima volta
da Rothembuhler (1964) quando osservò che sciami di api resistenti
alla peste americana rimuovevano le covate morte. Al contrario,
le covate morte rimanevano all'interno delle celle in quelle colonie
che erano state infettate dalla malattia. Osservando queste differenze
nella capacità di rimozione delle covate si pensò
che il diverso comportamento igienico delle colonie avesse una base
genetica. Dopo lo studio di questo comportamento si concluse che
esso era controllato da due paia di geni recessivi: "u"
(disopercolatore) e "r" (rimuovitore), (Rothembuhler,
1964 b). Altri autori considerano che sono più di due i geni
coinvolti in questo comportamento (Message, 1979; Moritz, 1988;
Gramacho, 1999).
Questo comportamento è stato messo in relazione con la resistenza
alle malattie delle covate, visto che consente alle api di eliminare
la massa infettante dalla colonia (Rothermbuhler, 1964 a; Rothembuhler
et al, 1968; Goncalves e Kerr, 1970; Spivak e Gilliam, 1998 ).
Le malattie della covata sono state fra i maggiori problemi che
ha dovuto affrontare l'apicoltura in Argentina. Queste malattie
normalmente debilitano gli alveari e arrivano in qualche caso ad
ucciderli. I prodotti chimici utilizzati in eccesso o in momenti
inadeguati lasciano residui nel miele. La peste americana è
la più seria delle malattie delle covate delle api mellifere.
Anche se i metodi di controllo più efficaci includono pratiche
di manipolazione (impacchettamento e spazzolatura delle api, sterilizzazione
dei materiali, ecc.) (Del Hoyo e col. 1999), molti apicoltori usano
ancora l'ossitetraciclina per il controllo della malattia. Alippi
(1994) ha rilevato la resistenza del Paenibacillus larvae e del
Bacillus alvei alla ossitetraciclina; la tolleranza a questo antibiotico
è stata rilevata anche in alcune aree degli USA (Spivak e
Gilliam, 1998).
Un'altra
malattia della covata presente in Argentina è la covata calcificata,
provocata dal fungo Ascosphaera apis e, anche se non causa la morte
delle colonie, ha un effetto negativo nello sviluppo e produzione
delle stesse. Di fronte a questa situazione il nostro gruppo di
lavoro, nell'ambito del Progetto Integrato di Sviluppo Apistico
(PROAPI), ha sviluppato un lavoro con i seguenti obiettivi:
a) Studiare il comportamento igienico nella popolazione selezionata
senza controllo della fecondazione.
b) Studiare la relazione tra il comportamento igienico e le malattie
della covata.
MATERIALI
E METODI
Il lavoro fu sviluppato in quattro anni (1992 - 1996) nell'Apiario
Las Animas in Tandil (Provincia di Buenos Aires, 37° Latitudine
Sud).
a) Studio del comportamento igienico in una popolazione selezionata
senza controllo della fecondazione.
La popolazione iniziale era di 65 colonie, con regine fecondate
naturalmente, provenienti da diversi apiari della provincia di Buenos
Aires.
Le colonie contenute in alveari tipo Langstroth furono valutate
per il loro comportamento igienico tutti gli anni nel periodo da
Ottobre a Luglio (primavera - estate - autunno).
Per valutare il comportamento igienico fu utilizzato il metodo di
bucatura delle covate, venivano cioè contate tutte le celle
presenti in un'area di 10 cm x 15 cm (x) e poi venivano forate usando
un ago entomologico.
Il
telaino trattato si ricollocava nella colonia originale e dopo 24
ore si registrava il numero di celle con covata morta nel loro interno
(z) e il numero di celle che rimanevano opercolate (y). Partendo
da questi valori si calcolava il Comportamento Igienico Totale (CHT).
Il CHT era il numero totale di celle con covata morta che veniva
rimossa dalle api diviso per il numero totale di celle perforate.
C.H.T = (x-y-z) : x .100
Le colonie venivano valutate per il loro comportamento igienico
almeno sei volte, una volta al mese, e quelle che registravano valori
di CHT superiori all'80 % in almeno tre verifiche venivano selezionate
e usate per l'allevamento di regine. Furono utilizzati i valori
medi di ogni colonia.
Le regine figlie venivano introdotte in nuclei di quattro telaini
per la loro fecondazione naturale e dopo 40 giorni si valutava il
loro comportamento igienico. Un numero variabile di colonie provenienti
da diversi apiari fu introdotto ogni anno nel programma per la sua
valutazione. Le valutazioni menzionate sono state realizzate nel
periodo Ottobre - Luglio delle stagioni 1993-94, 1994-95 e 1995-96.
I valori medi di CHT vennero calcolati ogni anno per la popolazione
totale (popolazione), per le colonie selezionate per ogni periodo
(madri), e per le colonie capeggiate da regine figlie (figlie).
Le popolazioni iniziali e finali furono comparate mediante un test
di chi - square.
b)
Studio della relazione tra il comportamento igienico e la resistenza
alle malattie della covata.
Insieme alle valutazioni del comportamento igienico venivano registrati
lo stato generale della colonia valutata e la presenza o assenza
di malattie della covata (covata calcificata, covata a sacco, peste
americana, peste europea). Dette determinazioni sono state realizzate
per la totalità delle colonie nella prima stagione; su di
un campione da 50 a 60 colonie nelle stagioni seguenti. Le colonie
furono classificate come igieniche (CHT>80 %) e non igieniche
(CHT< 80 %) e questi dati furono relazionati alla presenza o
assenza di malattie della covata mediante un test di chi - square.
RISULTATI
E DISCUSSIONE
a) Studio del comportamento igienico in una popolazione selezionata
senza controllo della fecondazione.
Nella tabella N° 1 si presentano i valori medi di CHT per la
popolazione totale, le colonie selezionate e le colonie figlie in
ogni stagione. Si utilizzò la mediana come misurazione appropriata
alla distribuzione asimmetrica delle variabili.
Il CHT aumentò nella popolazione, durante lo sviluppo del
lavoro, dal 66 % ad un valore dell'85 %, anche se non è stata
utilizzata la tecnica della inseminazione strumentale e nuove colonie
sono state introdotte nella popolazione per la loro valutazione.
La distribuzione di frequenza del CHT nella popolazione iniziale
e nella popolazione finale risulta asimmetrica; l'asimmetria è
particolarmente evidente nella popolazione finale in cui il 74 %
delle colonie presentarono valori di CHT superiori al 80 %. Nella
popolazione iniziale solo il 43 % delle colonie superarono quei
valori di CHT. Queste differenze sono statisticamente significative
(p< 0,001).
I
suddetti risultati confermano quanto già espresso da Message
e Goncalves (1978) i quali, lavorando con api africanizzate, trovarono
variabilità dovuta a questa caratteristica e suggerirono
l'incorporazione del comportamento igienico nei programmi di selezione.
Anche Oldroyd (1996) suggerì che la selezione per questo
comportamento in colonie provenienti dall'Australia permetterebbe
di ottenere genotipi migliorati.
Le colonie utilizzate in questo lavoro erano state selezionate precedentemente
dagli apicoltori per la loro buona indole (area di covata, mansuetudine,
assenza di malattie). Nonostante ciò anche con questa selezione
preventiva fu rintracciata variabilità per questo comportamento
nella popolazione iniziale.
Un chiaro aumento nel comportamento igienico della popolazione fu
registrato dopo quattro anni di selezione, anche con l'introduzione
nel programma di nuove colonie e senza l'utilizzo di inseminazione
strumentale per il controllo di fecondazione delle api regine. Durante
il secondo anno un gran numero di colonie furono introdotte per
la valutazione del loro comportamento igienico e questa potrebbe
essere la causa della diminuzione del comportamento igienico nella
popolazione (64 %). Le colonie introdotte hanno avuto valori di
CHT molto bassi e il valore medio delle madri selezionate quell'anno
è stato inferiore all' 80 % stabilito (74 %). Colonie con
solo due (e non tre, come previsto all'inizio della sperimentazione)
valori di CHT superiori all'80 % furono selezionate durante quell'anno,
sebbene venissero considerati i valori di tutte le valutazioni per
il calcolo dei valori medi. Nelle stagioni seguenti il CHT aumentò
sempre raggiungendo valori dell'85 % nella stagione 96-97.
Anche se le api regine non erano state fecondate in zone isolate,
la frequenza di geni igienici aumentò nell'apiario per mezzo
dell'incremento di colonie igieniche ogni anno. I geni igienici
non si trovavano presenti solo nelle regine ma anche nei fuchi che
erano prodotti dalle colonie.
Trump et al. (1967) suggerirono che affinché la colonia esprima
il comportamento igienico, 13 - 50 % delle loro api dovrebbero portare
geni igienici. Questo potrebbe spiegare il miglioramento nella popolazione
studiata, giacché è stato possibile almeno ottenere
che alcune api igieniche dentro la colonia permettessero alle colonie
di comportarsi come igieniche.
c) Relazione tra il comportamento igienico e la resistenza alle
malattie della covata.
Nella tabella n° 2 le colonie valutate nelle diverse stagioni
furono classificate come igieniche e non igieniche in base alla
presenza o 'assenza di malattie della covata in ogni gruppo. I dati
corrispondenti alle diverse stagioni furono considerati complessivamente.
Le colonie igieniche presentarono una minore frequenza di malattie
della covata quando venivano comparate con le non igieniche. Solo
9 di 109 colonie igieniche presentarono segni visivi di malattie
della covata (8,00 %). Però 44 delle 178 colonie non igieniche
manifestarono questi sintomi (24,70 %).
Data l'importanza della pesta americana, la presenza di sintomi
di questa malattia fu relazionata in forma indipendente con i valori
di comportamento igienico delle colonie valutate. La percentuale
di colonie igieniche affette da questa malattia fu dell'1,8 % e
nelle colonie non igieniche fu del 10,1%.
Questi dati ci consentono di arrivare alla conclusione che il comportamento
igienico è relazionato con la tolleranza alle malattie della
covata. Questi risultati coincidono con quelli ottenuti da Spivak
e Gilliam (1993) lavorando con Ascosphaera apis e da Spivak (1997)
che trovò minori i livelli di questa malattia e della peste
americana in alveari igienici. La minore frequenza di colonie affette
da malattie della covata e particolarmente da peste americana è
molto importante perché dimostra che è possibile manipolare
gli alveari senza controllo chimico, che non sempre è efficace
e non agisce sulle forme con spore.
Questo lavoro dimostra che è possibile aumentare la frequenza
di questo carattere in popolazioni con regine fecondate naturalmente
(senza utilizzo d'inseminazione strumentale), pertanto il comportamento
igienico dovrebbe essere preso in considerazione ai fini della selezione
che gli allevatori di regine realizzano nei loro apiari.
Palacio, Maria Alejandra (1),
FIGINI, Emilio (2),
RUFFINENGO, Sergio (1),
RODRIGUEZ, Edgardo Mario (2),
DEL HOYO, Marcelo (2),
BEDASCARRASBURE, Enrique (2)
(1) Unità Integrata INTA (Istituto
Nazionale di Tecnonologia Agraria ) - Facoltà di Scienze
Agrarie, Università Nazionale di Mar del Plata. C.C. 276
(7620 ) Balcarce, Argentina.
(2) Facoltà di Scienze Veterinarie. UNCPBA. Argentina. Campus
Universitario. Paraje Arroyo Seco (7000) Tandil. Argentina. PROAPI.
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ultima modifica:10 Aprile, 2004
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