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I
Lavori della Commissione Sanitaria U.N.A.API. 3-4 dicembre 2003
Rimini
Un resoconto sintetico di due giorni
di lavoro sulle tematiche della lotta sanitaria.
Gli incontri organizzati dall'U.N.A.API. si confermano quale punto
di riferimento e di dibattito unico per l'insieme delle realtà
coinvolte nella lotta alle patologie apistiche.
Negli ultimi anni il numero dei partecipanti
alla Commissione Sanitaria ha avuto la medesima progressione della
varroa negli alveari: ogni volta raddoppia. Così quest'anno
abbiamo registrato oltre 150 partecipanti. Significativa la presenza
degli istituti di ricerca e quella, per la prima volta, di ispettori
degli organismi di controllo per la certificazione biologica. Il
compito non facile di moderare gli interventi dei relatori e fare
rispettare i tempi di un programma ricchissimo è stato assolto
da Luca Bonizzoni.
Giro di opinioni
Le varie testimonianze hanno consentito una veloce indagine da cui
è emerso il quadro di una situazione non positiva nell'insieme.
Da varie parti si è lamentata la carenza di scorte e la presenza
di casi di virosi.
In Friuli si è già raggiunto il 50% di mortalità
per fame. Il blocco di covata estivo ha fatto sì che le api
siano state invernate molto deboli.
Per quanto riguarda la varroa, le cadute estive non sono apparse
molto alte con i prodotti evaporanti (le tavolette sono, nella maggioranza
dei casi, evaporate molto velocemente), mentre con il trattamento
autunnale si sono verificate cadute molto significative di varroa:
da 500 a 1000.
Resistenza al timolo and company (Università di Udine)
Le prove condotte hanno evidenziato che non è ipotizzabile
al momento nessuna resistenza al timolo, mentre sono presenti quelle
al coumaphos e al fluvalinate. Inoltre è stato chiarito come
la reinfestazione che c'è stata questa estate, abbia in parte
vanificato il trattamento estivo. Le raccomandazioni generali per
la lotta alla varroa consigliate sono state quelle di non affidarsi
in modo esclusivo ad un unico trattamento, utilizzare in successione
acaricidi con meccanismo di azione diverso, alternare l'utilizzo
di acaricidi diversi negli anni e integrare i trattamenti con altre
tecniche di controllo.
Trattamenti con prodotti evaporanti (Aspromiele,
Apilombardia, Toscanamiele)
Sono stati presentati numerosi lavori sui trattamenti contro la
varroa con timolo sia in preparati artigianali che commerciali.
Timolo in cartoni con olio: un solo trattamento eseguito a giugno
ha avuto l'efficacia del 48%. Risultato interessante perché
è possibile ridurre la quantità di varroa in alveari
fortemente infestati già a giugno per poi rimandare i trattamenti
classici ad agosto.
Timolo in cartoni con alcol: 95% di efficacia media del trattamento
tampone estivo.
Apilife Var e Apiguard: le prove comparate hanno dato un risultato
del 93% di efficacia media. In un'altra prova eseguita solamente
con Apiguard il risultato dell'efficacia è stato del 73,9%
di media.
Acido Ossalico
(Istituto Nazionale Apicoltura, Università Torino, Istituto
Zooprofilattico di Palermo)
Il dott. Nanetti ha presentato il proseguimento della ricerca per
conoscere il destino dell'acido ossalico distribuito con i trattamenti
nell'alveare e nelle api e verificare i tempi di eliminazione dalle
varie matrici.
Attualmente è evidente che nel giro di pochi giorni il prodotto
non è più presente sulle api, ma dalle indagini condotte
con un sistema di marcatura radioattiva sembra che l'acido ossalico
possa essere metabolizzato dalle api con la formazione di nuove
sostanze che entrano nella cera.
La dott.sa Ferrero ha comparato l'efficacia del trattamento con
acido ossalico sublimato (con Varrox) con quello sgocciolato, valutando
anche l'impatto sulle api dei due tipi di somministrazione. L'efficacia
media del trattamento con acido ossalico sublimato è stata
del 97% nel 2001 e del 93,9% nel 2002, mentre per l'acido ossalico
sgocciolato del 92% nel 2001 e del 96,8% nel 2002. Le famiglie trattate
con acido ossalico sgocciolato per due volte a distanza di una settimana
hanno evidenziato uno sviluppo peggiore di quelle trattate per due
volte con l'acido ossalico sublimato.
Il dott. Arculeo ha eseguito una prova con strisce di carta imbibite
di una soluzione di acido ossalico al 9,2%. Il trattamento è
stato eseguito a Palermo nel mese di agosto inserendo due strisce
per alvea
re ed effettuando tre trattamenti a distanza di sette giorni. L'efficacia
media è stata del 77,2%.
Virosi (Istituto Zooprofilattico delle Venezie)
La situazione delle virosi è preoccupante perchè è
in costante aumento il numero di segnalazioni sulle api. La varroa
sembra essere un vettore di svariate virosi. Molte hanno la sintomatologia
simile a malattie di origine diversa (batteriche, etc.). Per quanto
riguarda la cura non sono disponibili attualmente farmaci e il lavoro
è soprattutto preventivo. Occorre fare in modo che le api
siano sempre in forza e con infestazioni da varroa il più
contenute possibili.
Rotenone (D. Pittatore, Asti)
E' stato effettuata una prova con una concentrazione allo 0,66%
di rotenone per alveare. Sono stati eseguiti sei trattamenti a distanza
di quattro giorni nel mese di settembre. L'efficacia è risultata
variabile tra il 95,9% e il 99,9%. Il costo per ogni trattamento
è stato di circa 0,22 E.
Estratto naturale di semi di pompelmo (IZS
dell'Abruzzo e del Molise)
Prosegue il lavoro per individuare un prodotto con proprietà
batteriostatiche stabili. Attualmente sono stati indagati numerosi
campioni trovati in commercio con esiti contrastanti.
Kit per diagnosi peste americana (Vita Europe)
Molto presto sarà in commercio un nuovo strumento per una
diagnosi di campo inequivocabile della peste americana. Il preparato
si basa su reazioni enzimatiche che, in caso di presenza di peste
americana, evidenziano visivamente l'esito del test. Valido strumento
che può essere utilizzato sia dal singolo apicoltore che
dai tecnici di campo quale supporto per l'assistenza tecnica.
Nosema in Sardegna (Ersat Sardegna, Aspromiele)
E' stata avviata una prima prova in Sardegna per evidenziare la
presenza di nosema che ultimamente sembra creare molti danni. La
prova consiste nella quantificazione mensile delle spore di nosema
in tre tesi messe a confronto: nella prima gli alveari verranno
lasciati senza nutrizione artificiale, nella seconda verranno nutriti
con candito zuccherino, nella terza con un candito addizionato di
proteine.
Nutrizione proteica (Università di
Udine)
La nutrizione diventa sempre più una tecnica importante per
evitare problemi di indebolimento delle famiglie dovuti sia a cause
climatiche che patologiche. La nutrizione proteica ultimamente riscuote
l'interesse degli apicoltori e di alcune ditte che stanno elaborando
nuove ricette da mettere poi in commercio. Mentre la nutrizione
a base di zuccheri apporta energia, quella proteica incide positivamente
sulla crescita e longevità della famiglia di api. Le fonti
proteiche utilizzabili vanno dalle farine di soia, al latte in polvere,
ai lieviti. La scelta del prodotto non è facile e quello
che sembra dare i risultati migliori rimane il polline fresco.
Luca Allais
N.B.: come relatori hanno partecipato: Aspromiele,
Apilombardia, Toscana Miele, Istituto Nazionale di Apicoltura, Istituto
Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, Istituto Zooprofilattico
Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise (G. Caporale), Dipartimento
di biologia applicata alla difesa della piante Università
di Udine, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia Palermo,
ERSAT Sardegna, Di.V.A.P.R.A. Settore Entomologia applicate all'ambiente
"Carlo Vidano" dell'Università di Torino.
Presenti:
Aspromiele, Apilombardia, Toscana Miele, Istituto Nazionale di Apicoltura,
Istituto Sperimentale per la Zoologia Agraria Sezione di Apicoltura
di Roma, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, Istituto Zooprofilattico
Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise (G. Caporale), Dipartimento
di biologia applicata alla difesa della piante Università
di Udine, Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia Palermo,
ERSAT Sardegna, Di.V.A.P.R.A. Settore Entomologia applicate all'ambiente
"Carlo Vidano" dell'Università di Torino; Università
di Milano, Università Cattolica di Piacenza, APReg Veneto,
Agripiemontemiele, APAT, COMET/AR, Miele Veneto, APPA-Sassari, APAN-Nuoro,
ARPAT-Firenze, AFA SCARL Forlì, APA Padova, APAT Treviso,
ALPA Liguria, Chemical Laif, Vita Europe, AUSL n.18 Rovigo, API
Puglia, ASS. Apicoltori Lucani, Apilazio, Consorzio Apistico Prov.
Pesaro, ASS. Apic. Varese, ASS. Cremona, ASS.RE PR, AAPI,e numerose
aziende apistiche professionali.
(Da
L'Apis n.2 - 2004)
31 Luglio, 2010
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