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Circolare
n° 2 del 5 febbraio 2002
MANIFESTAZIONE DEGLI APICOLTORI IL 18 FEBBRAIO A BRUXELLES
Stiamo,
con tempestività, organizzando la manifestazione a Bruxelles
del 18 febbraio, sui temi degli aiuti alla produzione ed al mercato.
Sappiamo che saremo ricevuti dal Consiglio dei ministri dell'agricoltura
dell'Unione Europea, per rivendicare un più consistente pacchetto
a supporto dell'apicoltura. Segue il testo
delle nostre rivendicazioni.
Contiamo sulla vostra disponibilità, l'occasione è
importante: si può ottenere qualcosa di molto significativo.
Possiamo, dobbiamo, batterci, con forza, per la sopravvivenza dell'apicoltura.
"Chi non sa attivarsi per difendere il suo futuro non si lamenti
della sua sorte."
Stiamo
organizzando il viaggio aereo, alle seguenti condizioni:
- partenza da Bologna sabato 16 alle ore 12.20 con arrivo alle 14.20
- partenza da Bruxelles lunedì 18 alle ore 19.15 con arrivo
alle 21 a Bologna. Volo a/r: 190 Euro
E'
necessario trovarsi in aeroporto quantomeno un'ora prima.
Per l'espatrio è necessario essere dotati di carta d'identità
valida.
- L'ospitalità è prevista in un albergo molto economico,
ma dignitoso,
Due notti con la prima colazione: 65 Euro.
Quindi
la spesa complessiva per viaggio e alloggio è attorno ai
250 Euro.
Bisognerà,
poi, coprire le spese di vitto, con varie possibilità. Può
essere, anche, un'ottima occasione per un viaggio di famiglia. (La
manifestazione, infatti, sarà assolutamente pacifica)
In loco cercheremo, la domenica, di organizzarci al meglio per la
visita della città.
Le
prenotazioni devono arrivare al più presto.
Contattare
Elisabetta Fasano
Telefono 0131 286640
aspromiele@aspromiele.191.it
Distinti
saluti
Francesco Panella
TESTO
DELLE RIVENDICAZIONI
Consiglio
Agricoltura Bruxelles, 18 febbraio 2002
MI(01)04X1 - LL/SZ
L'APICOLTURA
EUROPEA È REALMENTE in pericolo
Manifestazione
a Bruxelles il 18 febbraio 2002 di tutti gli apicoltori europei.
Nella
sua risoluzione votata alla quasi unanimità il 13 dicembre
2001 a Strasburgo, il Parlamento Europeo riconosce che l'attività
apicola dell'Unione Europea è più che mai in pericolo.
Inoltre, i produttori europei condividono il parere dei parlamentari
secondo cui il regolamento 1221/97, il cui obiettivo è il
miglioramento della produzione e della commercializzazione del miele,
è molto utile ma assolutamente insufficiente e troppo restrittivo
per garantire la redditività delle aziende apicole, evitare
la scomparsa dell'apicoltura professionale europea e evitare che,
ogni anno, migliaia di piccoli e medi apicoltori abbandonino l'attività.
Essi svolgono un ruolo fondamentale per il mantenimento del tessuto
rurale e nell'attività di impollinazione e quindi di mantenimento
della biodiversità.
Perché ?
- Gli 8.800.000 alveari europei sono minacciati da patologie (varroasi
e altre malattie) sempre più difficili da trattare (resistenza
ai pochi prodotti autorizzati), con un conseguente aumento dei costi
di produzione. Inoltre, i problemi di intossicazione da certi prodotti
fitosanitari che si sono verificati in diversi paesi dell'Unione,
comportano una riduzione importante del patrimonio apicolo (la cui
ricostituzione è molto difficile e molto onerosa) nonché
una diminuzione della produttività.
- La differenza tra il prezzo medio del miele importato (a volte
di cattiva qualità) e il prezzo medio alla produzione del
miele europeo di qualità è dell'ordine del 100% (1,11
/kg contro 2,05 /kg). Questa disparità di mercato
si acuirà ulteriormente con l'apertura delle frontiere (ingresso
della Cina nell'OMC, accordi MERCOSUR…). In realtà, il dumping
non è poi così lontano.
- In tali condizioni, l'apicoltura non attira più nessuno,
nonostante la produzione europea copra meno del 50% della domanda
interna. Al giorno d'oggi, un giovane non può più
sperare di farne la sua professione. Anche i piccoli produttori,
per cui l'apicoltura è un'attività secondaria e complementare,
sono scoraggiati e demotivati.
Quindi
il Parlamento Europeo, così come gli apicoltori, insiste
sull'URGENZA con cui bisogna AGIRE per evitare che questa professione,
perfettamente integrata nel tessuto rurale e nell'ambiente, scompaia
e che, in seguito a una carenza di insetti impollinatori, insorgano
problemi che non potranno più essere risolti (salvaguardia
della biodiversità, conservazione della natura, agricoltura…).
Le
soluzioni esistono!
1. Ampliare il quadro di applicazione del Regolamento 1221/97 per:
-
Assicurare il mantenimento, la ricostituzione e lo sviluppo degli
allevamenti apistici produttivi e delle aziende da reddito apistico;
-
Retribuire il servizio ambientale reso dall'apicoltura (attività
impollinatrice);
2. È preferibile che la Comunità Europea finanzi integralmente
le spese affrontate nel quadro del Regolamento (sulla base del totale
attuale, ossia 33 Milioni di Euro), e che l'applicazione di questo
Regolamento sia resa obbligatoria; una guida all'interpretazione
del Regolamento 1221/97 deve essere elaborata dalla Commissione
per evitare disparità tra gli Stati membri;
3. La procedura di omologazione dei prodotti fitosanitari deve essere
rivista, tenendo maggiormente in considerazione il principio di
precauzione e l'impatto dei prodotti sugli allevamenti apistici;
4. Supportare la redditività delle aziende apicole prevedendo
misure specifiche e priorità per l'apicoltura nell'accesso
alle risorse destinate all'agricoltura ed agli agricoltori, compensando
in tale modo le perdite di reddito legate a disparità del
mercato generate dalla mancanza di una preferenza comunitaria in
questo settore;
5. Promuovere il miele europeo di qualità nella politica
di promozione interna ed attraverso l'utilizzazione delle DOP, IGP
ed STG
6. Creare una linea "Malattie delle api" nell'ambito del
Fondo veterinario europeo;
Il
miele può essere importato, l'impollinazione di nostri campi
e delle nostre foreste, no!
L'apicoltura europea è indispensabile per il nostro ambiente!
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