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Circolare
n° 1 dell'11 febbraio 2003
1. Gravi difficoltà per la
concretizzazione del sostegno agli apicoltori
La campagna dell'U.N.A.API. cui hanno contribuito
i vari soggetti vitali del settore apistico (A.A.P.I. - Conapi -
Osservatorio del Miele - Movimento Città del Miele) e che
ha visto l'impegno di apicoltori d'ogni parte d'Italia, è
sfociata in un preciso impegno del MIPAF e del Ministro Gianni Alemanno
con l'inserimento delle aziende apistiche tra i fruitori delle misure
urgenti delle calamità naturali nell'ambito del Decreto n°
200 del 13/9/2002 convertito in legge n°256 del 13/11/2002 che
modifica la L. 185 del 14/02/1992 "Nuova disciplina del Fondo
di Solidarietà Nazionale".
All'art.1, comma 1 sono state inserite, dopo le parole "a favore
delle aziende agricole di cui al comma 1" le seguenti: "delle
aziende zootecniche e delle aziende apistiche".
Al momento si è in attesa del parere di merito da parte della
U.e. e vi sono fondate ragioni per poter sperare in un giudizio
positivo.
Ciò nonostante permangono alcuni fondati dubbi sull'applicabilità
della norma.
Una questione, di non poco conto, è stata sollevata nel merito
del periodo temporale di riferimento cui può essere applicata
la norma nello specifico del comparto apistico. Un'altra obiezione
è emersa, invece, dalla necessità d'applicare l'art.2
della L. 185/92 (cui la legge 256 si riferisce) che al comma 1 dice:
"avversità atmosferiche di carattere eccezionale".
Tale dicitura è rapportata a fenomeni di carattere puntuale
ben delimitati nel tempo quali: grandine, gelo, gelata, alluvione
ecc…, ben diversi dall'insieme di eventi verificatasi nell'insieme
della stagione produttiva apistica del 2002 con conseguente grave
danno del settore apistico.
Tale incertezza non ha consentito, al momento, neanche di poter
presentare domanda agli uffici competenti ai sensi del comma 2 della
legge 256.
L'auspicio e la speranza (che si dimostra proprio l'ultima a morire)
è che in breve tempo gli uffici del MIPAF riescano a tradurre
in realtà gli impegni assunti.
2. Successi significativi della Campagna
per il riconoscimento del Miele Vergine Integrale
La comunicazione e le iniziative per il riconoscimento
quale Specialità Tradizionale Garantita (STG) del miele fresco
e non sottoposto a pastorizzazione prosegue con importanti risultati
di visibilità sia sui quotidiani, sia nelle reti radio-televisive.
L' U.N.A.API invita, così come ai tempi della battaglia sulla
Direttiva del miele, gli enti locali ad esprimere una forte posizione,
giocando, quindi, un ruolo nella battaglia in sede nazionale e comunitaria.
Alla U.e. sono pervenute opposizioni fotocopia (sollecitate da precise
Linee Guida emanate dalla Feedem, l'organizzazione degli importatori)
da diversi paesi comunitari.
Il 13 dicembre si è svolta al Ministero dell'Agricoltura
un'audizione dei vari soggetti della filiera apistica. Gli importatori
e confezionatori hanno, ovviamente, riproposto la loro dura opposizione
trovandosi, purtroppo, in piena sintonia con alcuni rappresentanti
del modo agricolo nazionale.
Il disciplinare proposto, per il Miele Vergine Integrale, rientra
invece a pieno titolo nello spirito e nella filosofia della differenziazione
qualitativa comunitaria e l'U.N.A.API. confida che il nostro paese
possa ottenere quest'ambito riconoscimento.
Nell'ambito del Convegno dell'Apicoltura Professionale di Zafferana
Etnea l'U.N.A.API., in coerenza con la politica della qualificazione
e differenziazione del miele vergine integrale, propone, il 16 febbraio,
un dibattito sulla possibilità di costruire una denominazione
geografica IGP per il miele d'agrumi italiano.
3. Aethina tumida
La notizia ufficiale del ritrovamento del
piccolo coleottero degli alveari in Australia ed in Egitto annuncia
un'altra terribile piaga che rischia d'abbattersi sull'apicoltura
europea. Per impedire e fronteggiare, se ancora possibile, l'arrivo
dell'Aethina servono misure di polizia veterinaria che abbiamo fortemente
sollecitato, con una richiesta dell' U.N.A.API. ai Ministri Alemanno
e Sirchia di blocco di qualsiasi importazione d'api, conformemente
a quanto tempestivamente deliberato dalla Francia. Necessita però
e più che altro un informazione adeguata di tutti gli operatori
apistici cui conseguano comportamenti coerenti da parte di tutti
gli apicoltori italiani, nessuno escluso. Nella cultura e nel bagaglio
di conoscenze di ogni apicoltore deve essere d'ora in poi chiaro
il rischio, con tutti i suoi risvolti, che comporta l'importazione
d'api.
4. Antibiotici nel miele
La denuncia viene dal comitato consumatori
Altroconsumo, che ha condotto un'indagine su miele, uova, carne
di maiale e gamberetti di Belgio, Italia, Portogallo e Spagna: 320
campioni in tutto, 20 per alimento e 80 per ciascun Paese.
I risultati dell'inchiesta saranno inviati anche al ministro della
Salute, Girolamo Sirchia, all'Istituto superiore di sanita' (Iss),
al Nucleo antisofisticazione (Nas) dei Carabinieri e alla Commissione
europea.
Attraverso analisi eseguite ''tutte nello stesso laboratorio (altamente
specializzato nel settore) e seguendo metodi riconosciuti a livello
europeo con una prima fase di screening e una successiva di conferma''
Altroconsumo ha accertato che:
nel miele 13 campioni su 20 sono stati trovati positivi in Belgio
(65%), 10 in Portogallo (50%),
7 in Spagna (35%) e 3 in Italia (15%).
Sul mercato italiano sono state sottoposte a controllo alcune delle
marche più significative quali:
Piana Miele millefiori - Consilia Miele di Acacia - Coop Miele Fiori
di acacia - Esselunga miele di acacia - Sidis miele millefiori -
Langnese Miele Acacia - Mielizia Fiori di acacia - Mielizia Fiori
di acacia da apicoltura bio - Standa Miele acacia - Terre d'Italia
Miele millefiori d'Umbria.
L'inserto di Altroconsumo Salutest riporta, quindi, il rinvenimento
di tracce di streptomicina nel miele di Acacia Ambrosoli e nel miele
Millefiori Maribel e di residui di tetracicline nel miele di Acacia
Messidoro, certificato da AIAB prodotto secondo il metodo biologico.
Se da un lato l'inchiesta evidenzia quanto da noi denunciato ripetutamente
sull'insufficiente qualità dei controlli a difesa dei consumatori,
in particolare per i mieli di provenienza extra comunitaria, dall'altro
impone un salto qualitativo nelle tecniche apistiche produttive
tali da poter proporre al consumo prodotto italiano pienamente conforme
all'immagine che il miele evoca.
5. Disponibile il CD dell'U.N.A.API.
"I colori del miele"
L'innovativo strumento di comunicazione e
di formazione sulle qualità, la storia, i pregi del miele
e dell'apicoltura è disponibile sia nel sito www.mieliditalia.it,
da cui può essere agevolmente scaricato, sia in CD e può
essere richiesto alla Segreteria U.N.A.API. via mail all'indirizzo
unaapi.al@mieliditalia.it,
oppure via fax allo 0131-252144 (specificando all'attenzione U.N.A.API.).
L'U.N.A.API. mette a totale disposizione del settore apistico, delle
associazioni e dei vari enti tale strumento senza ostacoli per i
diritti d'autore.
La riproduzione da parte di enti pubblici, di soggetti operanti
nell'ambito della formazione o della difesa dell'ambiente, o di
operatori privati (comprendente eventuali specifiche integrazioni)
può essere concordata con U.N.A.API.. L'unico requisito richiesto
è la sottoscrizione di un'apposita convenzione senz'altro
onere che la coerenza del messaggio.
Distinti saluti
Francesco Panella
Presidente U.N.A.API.
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