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L'apicoltura
cilena, è legata all'agricoltura che si concentra al centro
sud del paese. Delle 300.000 aziende agricole presenti sul territorio,
ben 240.000 sono gestite attraverso la conduzione famigliare. I
principali prodotti del centro del paese sono frutta e vino, al
sud si alleva bestiame e si coltivano cereali.
Il parco alveari è di 310.000 unità, suddiviso su
1.500 aziende. Di queste, solo 50 possiedono da 4.000 a 10.000 alveari.
Il 4% degli apicoltori detiene più di 250 famiglie.
Le arnie moderne utilizzate (Langstroth), sono circa 210.000. Le
restanti, sono rustiche e d'ogni tipo. L'ambiente rurale cileno
è favorevole all'allevamento delle api. Potenzialmente, il
territorio ne potrebbe accogliere un numero 10 volte superiore a
quelle già presenti sul luogo.
La quantità di miele prodotto, varia tra le 5.000 5.500 tonnellate
l'anno (pari allo 0,47% della produzione mondiale; l'Argentina ne
produce il 6,74%).
La domanda di alveari per l'impollinazione è molto importante
e rappresenta una buona parte del reddito dell'apicoltore cileno
(le coltivazioni cui si rivolge sono: mandorlo, avocado, kiwi, melo,
pero).
Il miele prodotto dalle api deve portare la denominazione "Miel
de abejas" (miele d'api). Viene chiamato invece "miel"
quello fatto con lo sciroppo di zucchero. I mieli prodotti sono
in genere millefiori (sia chiari che scuri), pochi sono quelli monoflorali.
Di questi ultimi, il più pregiato è quello d'ulmo
(albero a grossi fiori composti di quattro petali, presente nella
regione di Puerto Montt). Numerosi sono i professionisti che dal
centro del paese percorrono dai 1.000 ai 1.500 Km, imbarcando gli
alveari su traghetti, per raggiungere l'isola di CHILOE per sfruttare
tale fioritura.
Oggi, con l'aiuto del Ministero dell'Agricoltura, è stata
creata una rete di piccoli apicoltori che ricevono assistenza attraverso
interventi mirati. Quest'organismo (INDAP) conta 60.000 agricoltori,
di cui 1.300 apicoltori. I progetti attivati sono generalmente seguiti
da tecnici.
Le quattro aziende apistiche visitate, durante questo viaggio, sono
tutte a pochi chilometri da Valparaiso. Più a sud nella valle
del Bio Bio a sud est di Conception abbiamo incontrato gli apicoltori
di una comunità di Pehuenche.
Visita
presso Rossy Castillo Orozco ad Olmue
Olmue é una piccola città situata ad est di Valparaiso.
Rossy è argentina, ma si è trasferita in Cile dove
ha creato il suo allevamento sfruttando le esperienze fatte presso
i grandi allevatori argentini. Si dimostra stupita quando le parliamo
delle regine argentine che sono state fatte arrivare in Francia.
Infatti, secondo la sua opinione, è meglio importare regine
dal Cile per due motivi principali:
· per lo stato sanitario del patrimonio apistico cileno che
è migliore se messo a confronto con quello argentino (interessato,
come risaputo, dalla peste);
· per la docilità delle api cilene (noi l'abbiamo
potuto constatare) se paragonate al comportamento aggressivo delle
api africanizzate presenti in alcune regioni argentine.
Nella realtà, a nostro parere, l'Argentina si estende su
di un territorio così vasto che risulta difficile fare una
simile generalizzazione.
Tornando a Rossy, ci afferma che lavora con 400 alveari. La sua
attività principale è l'allevamento di regine: ne
produce circa 4.000 per stagione (che va da novembre a marzo).
Possiede 470 nuclei di fecondazione (corpo Langstroth diviso in
tre comparti, e favi Langstroth).
Le sue madri provengono da diverse fonti:
· una madre Ligustica Piana;
· svariate madri Buckfast;
· madri Altapis (incrocio stabilizzato fra ligustica e carnica)
fornite da apicoltori canadesi. Ci spiega che, l'idea di partenza
dei canadesi, era stata di dare ai cileni questo tipo di api al
fine di far sviluppare nel paese questa razza che sarebbe poi potuta
ritornare nel paese di origine sotto forma di sciami e pacchi d'api
e soddisfarne così la grande richiesta. Concretamente, gli
apicoltori cileni hanno effettivamente riprodotto su larga scala
queste api per i loro bisogni, senza rispondere però all'intento
canadese.
Rossy
utilizza dei finitori orfani, ai quali vengono regolarmente avvicendate
api giovani. Se la natura delle madri è ben conosciuta, il
controllo dei fuchi è più difficile.
Poichè il numero di nuclei di fecondazione impiegati è
insufficiente per coprire la grande richiesta di regine, Rossy è
ricorsa all'utilizzo di banche per la loro conservazione. A noi,
il loro utilizzo è sembrato eccessivo: afferma che può
lasciarvi le regine per lunghi periodi, che possono arrivare anche
fino ai tre mesi. Le regine rischiano, senza dubbio, di soffrire
di questa situazione (le abbiamo viste poste in uno spazio vuoto,
al disotto di un'arnia allevatrice). Va detto che, dopo le nostre
osservazioni, non ha più utilizzato questo metodo.
Oltre all'allevamento, Rossy lavora anche per produrre polline,
molto richiesto, con l'aiuto di trappole di mezzo. Si è parlato
a lungo di apicoltura e di altro, e la visita, si è conclusa
all'ombra di un pergolato di fronte ad un pranzo a base d'empanadas
di frutta di tutti i tipi, accompagnati da vino cileno.
Visita
presso Francisco Rey della Pacific Queen
La prima parte di questa visita si è svolta nei locali in
cui avviene la pulizia e il condizionamento del polline. Ci troviamo
a Limache, un piccolo villaggio a nord est di Valparaiso. Veniamo
accolti dalla moglie di Francisco che, con un loro salariato, ci
mostra le lavorazioni cui viene sottoposto il polline.
Grazie
alla collaborazione con uno specialista francese, sono state apportate
delle modifiche nei processi di lavorazione, rivolte al miglioramento
delle trappole e all'ottimizzazione dei metodi di pulizia. E' stato
inoltre installato un circuito di congelamento del polline fresco
e, soprattutto, si è cercato di potenziare il comportamento
igienico delle api avvalendosi della selezione fatta in base alla
produttività. I risultati ottenuti, hanno dimostrato un aumento
da 1 a 1,5 kg di polline raccolto per colonia in una settimana,
il che vale a dire più di 20 kg pro capite in una stagione
di circa tre mesi.
La produzione di polline viene interamente esportata in Francia,
ed è destinata al mercato per l'allevamento dei bombi.
Le arnie vengono interamente costruiti in azienda con legno di pino,
essendo quello di eucalipto, più pesante, destinato solo
alla costruzione delle basi che sostengono gli alveari. Ci siamo
successivamente spostati sul luogo dove sono situate le famiglie
di api, a mezzora dal villaggio sulla strada di Santiago. L'allevamento
si estende su 150 ettari, nei quali sono dislocati 2.500 alveari
che partecipano, tutti, all'impollinazione dell'avocado presente
nelle colture delle colline circostanti.
La particolarità della Pacific Queen riguarda la selezione
di api igieniche. Su questo particolare si basa anche la pubblicità
dell'azienda stessa.
Produce 3.000 regine e utilizza 1.200 nuclei di fecondazione. Questi
ultimi permettono di raccogliere le regine poco prima della spedizione.
Non vengono utilizzate banche, se non in casi speciali, e di breve
durata.
Le regine Ligustiche vengono selezionate secondo tre criteri:
- la docilità;
- la produzione di polline che, secondo Francisco, è in rapporto
con la produzione di miele;
- il comportamento igienico delle famiglie; si parla di api che
riconoscono e portano al di fuori dell'arnia,le larve ammalate o
morte quando sono ancora sotto gli opercoli.
Per quanto riguarda il comportamento igienico, i test fatti, in
tre riprese e in condizioni difficili come in assenza di raccolto,
si basano sul congelamento e successivo riposizionamento di una
sezione tagliata di covata opercolata. Si procede poi contando,
dopo 24 ore, le larve morte che sono state tolte dalle api.
Francisco ha testato tutti i suoi alveari. All'inizio le colonie
hanno dato risultati pari all'85 90%. Successivamente, selezionando
le regine ed incrociandole con maschi attraverso l'inseminazione
strumentale, si sono raggiunti risultati pari al 100% delle celle
pulite. Quanto si è ottenuto si è rivelato di grande
interesse perchè garantisce l'assenza di micosi nei favi
che contengono il polline.
Per quanto riguarda i test sulla peste, ufficialmente non presente
in Cile, sono stati eseguiti in Francia e negli Stati Uniti. Dai
risultati ottenuti, è stato possibile dimostrare la tendenza
delle api igieniche a riconoscere le larve infette ed eliminarle
prima che lo stadio di virulenza, e quindi l'infezione, diventi
troppo avanzato.
Sull'importante relazione tra varroa e colonie igieniche, Francisco,
con l'aiuto di Kefuss (un allevatore americano installatosi in Francia),
conta la quantità di varroe presenti sotto agli opercoli
e quella caduta sul fondo delle arnie, per poi mettere in relazione
tali dati al comportamento igienico delle colonie.
Secondo Keffus, esiste una correlazione tra le colonie con comportamento
igienico e quelle resistenti alla varroa: le colonie con comportamento
igienico più spiccato si difendono meglio dalla varroa.
Avendo importato alcune regina igieniche in Francia, sarà
possibile in seguito valutare e verificare il loro comportamento,
che sembra molto interessante.
Visita
presso Suizos (HUELQUEN PAINE)
Il nostro collega, svizzero cileno, non si è dimostrato sul
tema del comportamento igienico delle api così entusiasta.
Ciò nonostante, effettua la selezione delle madri sempre
basandosi su questi criteri, utilizzando l'azoto liquido per i suoi
test.
L'azienda Suizos, svolge la sua attività in conduzione famigliare
su di un territorio che si estende su 1500 ettari. Produce della
frutta, soprattutto mandorle coltivate dal padre, miele, di cui
si occupa il fratello, e delle regine che Andreas Schuck alleva
direttamente; altro suo compito è di trasformare la cera.
Andreas
lavora su 900 arnie, dedicate all'allevamento, e 100 destinate alla
produzione di miele; queste ultime vengono anche utilizzate per
testare la produttività delle madri. La selezione delle madri
Ligustiche è fatta in base alla produttività di miele
ed alla docilità. Lavora su due linee di discendenza incrociate
attraverso l'inseminazione artificiale. Le sue regine sono testate
e valutate per un periodo di due anni e, solo dopo, diventano madri
dell'allevamento. Le figlie, si feconderanno naturalmente negli
appositi nuclei.
La Suizos produce dalle 9.000 alle 15.000 regine all'anno. Potrebbe
in realtà produrne fino a 25.000, ma i problemi dipendono
dalla ripartizione della domanda nel corso della stagione: troppo
elevata all'inizio della stagione, e troppo scarsa alla fine. Si
allevano regine sino alla fine di marzo.
Nelle arnie di fecondazione, costituite da quattro corpi Langstroth,
vengono distribuiti 200 favi con celle da fuco. I nuclei, formati
da corpi divisi in tre parti, o le piccole arniette sono sufficientemente
numerosi, più di 3.000, per permettere di lasciare al loro
interno le regine per ben tre settimane, finché nascono le
prime operaie dalla covata deposta dalla nuova regina; verranno
raccolte solo dopo tale periodo.
Suizos è contrario all'utilizzo delle banche: il colmo per
uno svizzero!
Per quanto riguarda la produzione di miele, si può dire che
è molto elevata: in genere superiore a 100 kg per arnia...
escluse però le annate secche, in cui non si produce nulla.
Alcuni esempi:
nel 1997 sono stati prodotti 175 kg di miele per alveare;
nel 1998 zero kg di miele per alveare;
nel 1999 ne sono stati prodotti 120 kg per alveare.
A voi un giudizio!
Visita
presso Werner
Stiamo parlando del più grande apicoltore cileno Lavora con
9.000 alveari!
Nel Cile ci sono otto apicoltori che possiedono dalle 4.000 alle
9.000 colonie.
Le sue due attività principali sono l'allevamento di regine,
25.000 all'anno, e la produzione di miele, dalle 400 alle 500 tonnellate.
L'allevamento si svolge in un periodo molto breve, che va da settembre
a novembre, durante il quale escono ogni giorno 600 regine.
Le madri Altapis, ibridi stabilizzati di Carnica e Ligustica, vengono
esportate in America del Sud per i canadesi. Sono selezionate per
le caratteristiche della docilità e produttività.
Gli allevatori orfani, non in funzione al momento della nostra visita,
sono posti al disopra di colonie con regina, dalla quale viene regolarmente
prelevata e portata nella parte superiore, della covata e api giovani.
Le celle reali di 10 giorni vengono messe in incubatrice a 34 C,
e le regine vergini vengono ingabbiate a 32 C. Werner ci confida
la sua netta preferenza nel mettere le regine vergini dentro i nuclei
e, proprio per questo, ha brevettato una gabbietta di cartone che
favorisce l'introduzione. La sua produzione di miele si aggira intorno
alle 400 500 tonnellate di miele all'anno, essenzialmente millefiori.
Uno
dei rari mieli monoflorali prodotti in Cile è quello d'ulmo
(Eucryphia cordifolia). E' presente in grandi quantità nella
regione di Castro, sull'isola di Chiloé. Occasionalmente,
quando l'eucalipto fiorisce all'inizio della stagione, si può
produrre dell'altro miele uniflorale. L'introduzione di queste nuove
piante, insieme ai pini, è stata all'origine della scomparsa
di una ricca vegetazione autoctona.
Legati a questo ambiente naturale e selvaggio, gli indiani Mapuche,
subiscono la pressione delle grosse multinazionali responsabili
della trasformazione e dello sfruttamento della foresta cilena.
Queste popolazioni, vengono quindi respinte in "Reduccionnes",
riserve realizzate con l'intento di ridurre il loro territorio.
Noi abbiamo avuto l'occasione di incontrare i membri di una di queste
comunità.
Incontro con gli apicoltori di una Comunità di Pehuenche
Questa comunità è installata nella alta valle di BIO
BIO, al sud est de Concepcion. Sopravvive in precarie condizioni,
senza elettricità e senza veicoli per il trasporto.
Il loro solo mezzo di comunicazione è costituito dai cavalli
tanto che, le distanze, vengono calcolate in termini di "ore
cavallo". Una domanda scherzosa che ci è stata posta
da un apicoltore è infatti stata: "a quante ore cavallo
si trova la Francia?". Rimangono, comunque, in contatto con
la civiltà perché i loro territori sono attraversati
da una pista che porta nella parte alta della vallata di Bio Bio.
All'interno di questa comunità indiana, una ventina di famiglie
ha scelto di svolgere l'attività apistica, che consente loro
di incamerare un piccolo reddito supplementare. Possiedono da 10
a 30 alveari.
Gli
apicoltori comunicano con noi attraverso il loro tecnico, non indiano,
che si occupa di due altre comunità indiane. Il progetto
è iniziato otto anni fa, quando non esisteva nessuna tradizione
di apicoltura in seno alla comunità. Tutto ciò ha
permesso di far sviluppare, in rapporto ai mezzi disponibili, metodi
di allevamento delle api moderni. Questi apicoltori lavorano con
arnie Langstroth, praticano l'allevamento di regine e moltiplicano
le loro colonie attraverso la produzione di sciami artificiali.
Un alveare può produrre anche 45 kg di miele, una buona media
se si pensa alle difficili condizioni sia materiali che naturali:
altitudine superiore ai 600 m.
Ognuno produce il suo miele e lo vende. La parte restante della
produzione, la maggiore, è invece destinata al "mercato
eco solidale" diretto verso l'Europa. Questo progetto apistico
permette ai membri della comunità indiana, molto povera ma
molto legata alle sue tradizioni, di diversificare il mezzo di sopravvivenza
in modo da poter continuare ad esistere come comunità. Oggi
si cerca di far sviluppare, in parallelo all'apicoltura, un turismo,
sotto forma di campeggi, nelle fattorie situate sulle rive del fiume
Bio Bio.
In
conclusione, i grossi apicoltori cileni dispongono di attrezzature
con un buon livello tecnologico. I piccoli produttori, al contrario,
si sono raggruppati in seno ad una rete, il R.E.D. (rete de pequenos
apicultores), che dovrebbe permettere di superare i problemi tecnici
e commerciali.
E' forte la domanda di informazioni e formazione sulla lotta biologica
contro la varroa e le altre malattie delle api. Vi é una
gran disponibilità alla cooperazione e confronto con gli
apicoltori europei.
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