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CARLO
CARLINI: MAESTRO DELLE API
Un ricordo di Carlo Carlini, figura di rilievo dell'apicoltura italiana,
che ha determinato il passaggio alla moderna e razionale gestione
degli alveari.
Descrivere un apicoltore ad altri apicoltori
è abbastanza facile e spesso il tutto viene sintetizzato
con il classico "ha una grande passione per le api".
Per Carlo Carlini non è così, ci vuole molto di più,
perché la sua fama non era dovuta solo alla grande passione,
ma alle sue opere, al suo impegno, ai suoi fatti, al suo amore.
Nacque a Santarcangelo di Romagna il 27/09/1875, diplomato alle
scuole magistrali svolse la professione di maestro di scuola. Senza
nulla togliere al suo valore di insegnante, poi diventato direttore
didattico, e alla stima indotta dal suo impegno civile, mi limiterò
a parlare di Carlo Carlini maestro delle api. Il poeta Tonino Guerra,
suo allievo elementare lo descrive recentemente, per la sua celebrazione
avvenuta a Sant'Arcangelo nell'agosto 2003 con queste parole "Carlo
Carlini aveva il miele sulla lingua quando insegnava e quando parlava
con le api…, dando loro la prima casa che si chiama sempre "gabbiotto"*
Carlini. Ricordo sempre la sua figura chiara di pelle e di capelli,
che camminava dondolando leggermente sui sassi delle contrade. Come
mio padre, anche lui quando prendeva un impegno dava una stretta
di mano e basta". * Arnia Italica Carlini.
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Della sua formazione apistica non è dato conoscerne i particolari
tranne che per una foto che lo ritrae davanti a un apiario di proprietà
di oltre 100 alveari Sartori. Il debutto è come relatore
nel 3° Congresso apistico di Ravenna fondato nel 1902 da Silvio
Gardini. A circa 300 apicoltori giunti da tutt'Italia propose la
relazione "Unificazione dei modelli di arnie e di usare il
telaino Dadant-Blatt tanto nell'arnia Dadant-Blatt, come in quella
marchigiana e nella De Michetti tipo Layens". Alcuni brani
di tale relazione furono riportati oltre che dalla stampa specializzata
italiana, anche nel monumentale trattato americano "L'ape e
l'arnia" edizione inglese. Enorme lo scontro di tipo industriale
per la costruzione delle arnie e solo 28 anni dopo, nel convegno
di Brescia 1932, fu definitivamente sancito che l'arnia standard
italiana era l'Arnia Italica Carlini. Oggi è lo standard
sul quale è basata tutta l'apicoltura italiana. Diventa poi
assiduo frequentare di congressi apistici come relatore e nel 1911
a Roma presentò una relazione su Legislazione Apistica, indicando
le basi per la prima legge sull'apicoltura italiana, che fino ad
allora si rifaceva ad un articolo del codice civile che riconosceva
ad ogni proprietario di sciami il diritto di inseguirli sul fondo
altrui, sempre che fosse disposto a risarcire il danno causato al
proprietario del fondo; questo articolo proveniva da una vecchia
disposizione del Codice Napoleonico. Dopo 14 anni, e precisamente
nel 1925, venne approvata la prima legge sull'apicoltura che è
tutt'oggi legge della Repubblica. Nel 1914 pubblicò a sue
spese "Lezioni di Apicoltura per il corso popolare, illustrata
con proiezioni luminose" le cui immagini sono giunte sino a
noi. Ebbe grande successo ma poi venne la guerra 1915-1918.
Osservò nelle province di Ravenna, Forlì e Pesaro
l'intenso nomadismo che era praticato fino dalla metà dell'800
e ne scrisse dati e regolamento.
Scrisse numerosi articoli, produsse dispense e un manuale di apicoltura
ancora attuale; venne soprannominato da Silvio Gardini l'Apostolo
e da Zappi Recordati l'ottimo Professor Carlini, ma credo che passerà
alla storia come Carlo Carlini maestro delle api.
Ho scritto poco e per sommi capi di Carlo Carlini; sarebbe necessaria
un'opera più grande perché gli apicoltori italiani
ne traggano esempio e insegnamento.La sua figura meriterebbe attenzione,
affinché l'illustre figlio di Santarcangelo di Romagna, eccezionale
figura che ha indicato la strada dell'apicoltura moderna, trovi
giusta celebrazione a memoria futura al pari degli altri grandi
Italiani che danno il nome ai luoghi pubblici.
A tutti i consumatori di miele ricordo che nella fragranza dei mille
profumi e sapori del miele c'è anche un po' di spirito del
genio di Carlo Carlini maestro delle api.
Fausto Ridolfi
Appassionato allevatore di api regine e "storico apistico"
(Da
L'Apis n.8 - 2003)
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ultima modifica:1 Agosto, 2006
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