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Quattro
apicoltori ed un cameramen tedeschi approfittano del Congresso di
Apimondia a Vancouver per partire alla scoperta dell'apicoltura
nell'ovest canadese. Affittano un camper, super equipaggiato, e
si lanciano nell'avventura
La
lunga strada verso l'est è costellata da picchi, colli, laghi
e da parchi nazionali di tutti i generi. Attraversiamo le Montagne
Rocciose e raggiungiamo la frontiera della provincia seguente, l'Alberta,
dopo due giorni di viaggio
Echo
e Reece Chandler
Duecento cinquanta chilometri a sud est di Calgary, non lontano
dalla frontiera con gli Stati Uniti, visitiamo Echo e l'apicoltore
Reece Chandler, la più grande azienda apistica del Canada,
specializzata
nell'impollinazione delle sementi di colza. Reece Chandler, 31 anni,
ha preso in gestione l'azienda da tre anni, all'epoca non aveva
alcuna nozione di apicoltura. Alle origini l'azienda, di 4000 colonie,
era basata sulla produzione di miele. Ora vi lavorano 8 persone
a tempo pieno, aiutate da 12 stagionali. L'organizzazione del lavoro
è rigorosa: gli alveari sono tutti numerati e i dipendenti
dispongono di un piano di lavoro di gruppo. Un apiario è
costituito sempre da 64 (o 128) colonie. Gli alveari sono raggruppati
a quattro su bancali che ne costituiscono le piattaforme per i fondi
delle arnie. Le porticine di volo sono opposte due a due. Il nomadismo
viene effettuato con alveari aperti. Gli elevatori (ce ne sono 9!)
"fatti in casa" sono costruiti a partire da vecchi cassoni
di pik up Toyota 4x4 modificati: si agganciano al camion come un
semplice rimorchio. Possono anche essere usati come fuoristrada
in caso di bisogno. Per il nomadismo sono previsti cinque camion.
Un équipe di due persone può spostare e piazzare fino
a 2000 alveari in una sola notte. In inverno, Chandler costruisce
altri elevatori e li vende agli apicoltori della zona.
Il raccolto è considerevole. I melari, impilati a 5 6, passano
subito da due a tre giorni in camera calda a 35 C. I locali di smielatura
sono impressionanti. I telaini vengono tolti automaticamente dai
melari; successivamente un dipendente li passa nella disopercolatrice
a coltelli rotanti. La covata è disopercolata insieme al
miele: all'uscita della macchina, una seconda persona toglie i telaini
difettosi. Una terza li dispone nell'estrattore ad asse orizzontale
(120 telaini in quattro cestelli). Dall'altra parte, i telaini smielati
vengono scaricati su sup porti scorrevoli. Una quarta persona li
ricolloca successivamente nei melari. La cera d'opercolo ed il miele
vengono pompati in un separatore "spinfloat"; una seconda
pompa invia il miele in un maturatore gigante da 30 tonnellate da
dove sarà messo in fusti da 300 kg. La cera è recuperata
con una pala e messa anch'essa nei fusti.
Gli alveari sono di tipo Langstroth, come in tutto il Canada, in
generale su due corpi da 9 telaini e un melario da 8. Non si utilizzano
griglie escludi regina. I telaini dei melari sono in materiale sintetico.
Le api vengono allontanate con sostanze repellenti.
Il nutrimento è costituito da sciroppo di saccarosio. I secchielli,
muniti di coperchio con foro, vengono piazzati direttamente sul
foro del nutritore. Gli sciroppi di mais non danno dei buoni risultati
e non vengono più utilizzati. Il Chinok, una sorta di fon
(vento molto caldo) pone non pochi problemi in inverno. Non è
raro assistere ad una variazione di temperatura di più di
60 C in una notte.
Le colonie vengono quindi invernate in vari hangar isolati dove
si mantiene una temperatura fresca e costante.
Le perdite di colonie si aggirano all'incirca al 12%. Presso altri
apicoltori possono arrivare al 50%.
Reece Chandler non si può assolutamente permettere perdite
significative poiché non arriva che a 110$ per colonia in
contratto di impollinazione.
Comperare
pacchetti d'api a 85$ l'uno costerebbe troppo, ne importa tuttavia
dalla Nuova Zelanda per altri apicoltori. Le sue regine provengono
dalle Hawaii. Sono marcate e vengono cambiate ogni tre anni. La
sciamatura non è controllata per mancanza di tempo. In inverno
si fonde la cera per altri apicoltori e si effettua la manutenzione
dei veicoli. I suoi dipendenti, buoni meccanici, cambiano un motore
di un elevatore in due ore. Si costruiscono e si assemblano anche
gli alveari e i telaini, comprati in parte all'esterno. I dipendenti
stagionali alloggiano nella vecchia casa di Reece Chandler, mentre
per il personale fisso sono state costruite delle case individuali.
La varroa viene combattuta con l'Apistan. Contro la peste, viene
somministrata terramicina in un candito mescolato con margarina.
Il nosema viene sistematicamente controllato con Fumidil ogni primavera.
Barry Termeer
Dopo aver visitato uno degli apiari di Reece Chandler in zona, riprendiamo
la strada e ci dirigiamo verso Edmonton, capitale dell'Alberta,
dove ci attende Barry Termeer. Quarantadue anni, simpatico, energico
ed ottimista, Barry è presidente dell'associazione degli
apicoltori dell'Alberta. In due anni ha costruito un superbo fabbricato
a fianco di quello vecchio diventato troppo piccolo. Di tutte le
imprese apistiche visitate, la sua è la più grande
e la più moderna, talmente bene concepita che può
ancora essere ingrandita senza problemi.
Il miele che si produce è principalmente di colza e di borragine.
La produzione media è di più di 100 kg per alveare.
Un apicoltore filippino è stato assunto a tempo pieno. Due
stagionali e qualche giovane ragazza della zona collaborano per
l'estrazione del miele. Il miele è stoccato per qualche giorno
nelle camere calde prima di essere smielato. Vengono utilizzate
griglie escludi regina e fugaapi, al posto dei soffiatori. I telaini
dei melari sono sintetici. I locali di smielatura sono nuovi come
il fabbricato. I telaini vengono posti automaticamente su un tappeto
scorrevole. Un dipendente li dispone nella disopercolatrice. All'uscita,
un altro tappeto rotante permette ad una persona di sistemare i
favi successivamente in cinque smielatori da 64 telaini. Una terza
persona toglie poi i telaini dagli smielatori e li ricolloca nei
melari. Il miele estratto scorre sotto il tappeto scorrevole e si
unisce a quello proveniente dalla disopercolatrice. Di là,
il tutto viene pompato verso lo "spinfloat" (N.d.R separatore).
Barry ha disposto l'apparecchio su di un piedistallo perché
la cera possa cadere direttamente in un fusto da 300 kg. Il miele
viene filtrato ed è stoccato in un silos gigante, che può
essere scaldato, situato all'esterno.
La nutrizione viene effettuata con sciroppo di saccarosio, distribuito
all'esterno in fusti da 300 kg contenenti, anche, della fibra di
legno. Siccome tutti gli apicoltori della zona si comportano in
questo modo, il sistema non pone problemi.
Contro la varroa si utilizza l'Apistan e, da poco, l'acido formico.
Il mentolo viene utilizzato contro l'acariosi (N.d.R. Acarapis woodi),
che in Canada pone sempre maggiori problemi. Nell'azienda viene
inoltre generosamente impiegato un candito alla terramicina. In
primavera, le colonie ricevono in più una pasta al bianco
d'uovo, soia, polline di girasole e Fumidil. Gli alveari sono raggruppati
due per due e orientati verso sud. Un apiario comprende circa 60
alveari.
In inverno, si avvolgono gli alveari in una pellicola di plastica
nera isolante e un legno speciale per ripararle dal vento. Da due
anni, una parte degli alveari viene invernata nel nuovo fabbricato.
Le perdite si aggirano intorno al 15%. Il vento caldo Chinok pone
meno problemi che nel sud dell'Alberta. Si fa nomadismo a braccia.
Le arnie sono acquistate all'esterno. Le regine (Carnica) provengono
dalle Hawaii; quelle neozelandesi non hanno fornito risultati soddisfacenti.
La maggior parte del miele viene venduto in Canada, ma qualche lotto
è esportato, tra l'altro anche verso la Germania.
Cor
de Vitte
A cinque chilometri dalla azienda di Barry Termeer, abbiamo incontrato
Cor de Witt, che possiede 2500 colonie e alleva in proprio delle
regine.
E' un'azienda famigliare, che non necessita di mano d'opera esterna,
basata sulla produzione di miele. Anche qui vengono utilizzate arnie
Langstroth, 8 telaini nel nido e 8 nei melari, senza griglia escludiregina.
Cor alleva le proprie regine nel mese di giugno, con il sistema
degli starter finitori. Il suo materiale genetico proviene dalle
migliori colonie. Egli pensa che gli acquisti di regine o di api
esterne siano fonte di acariosi e di malattie in generale. Le celle
sono allevate in arniette molto forti. La sua produzione media è
di circa 75 kg per alveare. Non
ha il tempo di praticare il nomadismo. Le colonie invernano all'esterno.
Tutto il suo miele è venduto ad una cooperativa. Egli costruisce
ed effettua la manutenzione dei suoi alveari da solo. Tutti i suoi
pik up sono equipaggiati di un monta carichi idraulico. La nutrizione
viene effettua come da Reece, con due secchi di sciroppo di saccarosio.
Se ne somministrano circa 20 kg per colonia. Il raccolto è
minore che da Barry Termeer, ma il sistema di lavorazione è
identico: disopercolatrice Dakota, 4 estrattori da 64 telaini, separatore.
Prima di arrivare all'ultimo appuntamento apistico, il gruppo del
camper visita il West Edmonton Mall, il più grande centro
commerciale del mondo: 800 negozi, 110 ristoranti, 26 cinemi, un
parco di attrazioni, una pista di pattinaggio e un'immensa piscina.
Passiamo la notte, come capita spesso, in una fattoria abbandonata
e siamo risvegliati dalle uova al lardo di Karl Rainer Koch.
Bee
Maid
Sempre a Edmonton, nella zona industriale, arriviamo alla più
grande cooperativa canadese, Bee Maid. E' anche uno dei più
grandi confezionatori e distributori di tutta l'America del nord,
il "langnese" del Canada. E' qui che si riforniscono la
maggior parte degli apicoltori dell'Alberta. Ma è sabato
e possiamo ammirare solo l'esterno della gigantesca azienda! E'
ormai tempo di tornare a Vancouver ammirando i su perbi paesaggi
attraversati.
Abbiamo ancora la chance di filmare un'orsa con il suo orsacchiotto
prima di ritornare nel mondo interno all'Apiexpo.
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