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foto reportage reportage dal mondo dell'apicoltura
L'APICOLTURA NELL'OVEST DEL CANADA
a Cura di Karl Rainer Koch, tratto da IT magazin n. 3/99 (traduzione a cura di S. Curti)

Quattro apicoltori ed un cameramen tedeschi approfittano del Congresso di Apimondia a Vancouver per partire alla scoperta dell'apicoltura nell'ovest canadese. Affittano un camper, super equipaggiato, e si lanciano nell'avventura

La lunga strada verso l'est è costellata da picchi, colli, laghi e da parchi nazionali di tutti i generi. Attraversiamo le Montagne Rocciose e raggiungiamo la frontiera della provincia seguente, l'Alberta, dopo due giorni di viaggio

Echo e Reece Chandler
Duecento cinquanta chilometri a sud est di Calgary, non lontano dalla frontiera con gli Stati Uniti, visitiamo Echo e l'apicoltore Reece Chandler, la più grande azienda apistica del Canada, Barry Termeer, produttore di miele, ci accoglie nelle sua nuovissima azienda vicino ad Edmontonspecializzata nell'impollinazione delle sementi di colza. Reece Chandler, 31 anni, ha preso in gestione l'azienda da tre anni, all'epoca non aveva alcuna nozione di apicoltura. Alle origini l'azienda, di 4000 colonie, era basata sulla produzione di miele. Ora vi lavorano 8 persone a tempo pieno, aiutate da 12 stagionali. L'organizzazione del lavoro è rigorosa: gli alveari sono tutti numerati e i dipendenti dispongono di un piano di lavoro di gruppo. Un apiario è costituito sempre da 64 (o 128) colonie. Gli alveari sono raggruppati a quattro su bancali che ne costituiscono le piattaforme per i fondi delle arnie. Le porticine di volo sono opposte due a due. Il nomadismo viene effettuato con alveari aperti. Gli elevatori (ce ne sono 9!) "fatti in casa" sono costruiti a partire da vecchi cassoni di pik up Toyota 4x4 modificati: si agganciano al camion come un semplice rimorchio. Possono anche essere usati come fuoristrada in caso di bisogno. Per il nomadismo sono previsti cinque camion.
Un équipe di due persone può spostare e piazzare fino a 2000 alveari in una sola notte. In inverno, Chandler costruisce altri elevatori e li vende agli apicoltori della zona.
Il raccolto è considerevole. I melari, impilati a 5 6, passano subito da due a tre giorni in camera calda a 35 C. I locali di smielatura sono impressionanti. I telaini vengono tolti automaticamente dai melari; successivamente un dipendente li passa nella disopercolatrice a coltelli rotanti. La covata è disopercolata insieme al miele: all'uscita della macchina, una seconda persona toglie i telaini difettosi. Una terza li dispone nell'estrattore ad asse orizzontale (120 telaini in quattro cestelli). Dall'altra parte, i telaini smielati vengono scaricati su sup porti scorrevoli. Una quarta persona li ricolloca successivamente nei melari. La cera d'opercolo ed il miele vengono pompati in un separatore "spinfloat"; una seconda pompa invia il miele in un maturatore gigante da 30 tonnellate da dove sarà messo in fusti da 300 kg. La cera è recuperata con una pala e messa anch'essa nei fusti.
Gli alveari sono di tipo Langstroth, come in tutto il Canada, in generale su due corpi da 9 telaini e un melario da 8. Non si utilizzano griglie escludi regina. I telaini dei melari sono in materiale sintetico. Le api vengono allontanate con sostanze repellenti.
Il nutrimento è costituito da sciroppo di saccarosio. I secchielli, muniti di coperchio con foro, vengono piazzati direttamente sul foro del nutritore. Gli sciroppi di mais non danno dei buoni risultati e non vengono più utilizzati. Il Chinok, una sorta di fon (vento molto caldo) pone non pochi problemi in inverno. Non è raro assistere ad una variazione di temperatura di più di 60 C in una notte.
Le colonie vengono quindi invernate in vari hangar isolati dove si mantiene una temperatura fresca e costante.
Le perdite di colonie si aggirano all'incirca al 12%. Presso altri apicoltori possono arrivare al 50%.
Reece Chandler non si può assolutamente permettere perdite significative poiché non arriva che a 110$ per colonia in contratto di impollinazione.
Barry utilizza una disopercolatrice a grande capacità fabbricata negli Stati Uniti.Comperare pacchetti d'api a 85$ l'uno costerebbe troppo, ne importa tuttavia dalla Nuova Zelanda per altri apicoltori. Le sue regine provengono dalle Hawaii. Sono marcate e vengono cambiate ogni tre anni. La sciamatura non è controllata per mancanza di tempo. In inverno si fonde la cera per altri apicoltori e si effettua la manutenzione dei veicoli. I suoi dipendenti, buoni meccanici, cambiano un motore di un elevatore in due ore. Si costruiscono e si assemblano anche gli alveari e i telaini, comprati in parte all'esterno. I dipendenti stagionali alloggiano nella vecchia casa di Reece Chandler, mentre per il personale fisso sono state costruite delle case individuali. La varroa viene combattuta con l'Apistan. Contro la peste, viene somministrata terramicina in un candito mescolato con margarina. Il nosema viene sistematicamente controllato con Fumidil ogni primavera.

Barry Termeer
Dopo aver visitato uno degli apiari di Reece Chandler in zona, riprendiamo la strada e ci dirigiamo verso Edmonton, capitale dell'Alberta, dove ci attende Barry Termeer. Quarantadue anni, simpatico, energico ed ottimista, Barry è presidente dell'associazione degli apicoltori dell'Alberta. In due anni ha costruito un superbo fabbricato a fianco di quello vecchio diventato troppo piccolo. Di tutte le imprese apistiche visitate, la sua è la più grande e la più moderna, talmente bene concepita che può ancora essere ingrandita senza problemi.
Il miele che si produce è principalmente di colza e di borragine. La produzione media è di più di 100 kg per alveare. Un apicoltore filippino è stato assunto a tempo pieno. Due stagionali e qualche giovane ragazza della zona collaborano per l'estrazione del miele. Il miele è stoccato per qualche giorno nelle camere calde prima di essere smielato. Vengono utilizzate griglie escludi regina e fugaapi, al posto dei soffiatori. I telaini dei melari sono sintetici. I locali di smielatura sono nuovi come il fabbricato. I telaini vengono posti automaticamente su un tappeto scorrevole. Un dipendente li dispone nella disopercolatrice. All'uscita, un altro tappeto rotante permette ad una persona di sistemare i favi successivamente in cinque smielatori da 64 telaini. Una terza persona toglie poi i telaini dagli smielatori e li ricolloca nei melari. Il miele estratto scorre sotto il tappeto scorrevole e si unisce a quello proveniente dalla disopercolatrice. Di là, il tutto viene pompato verso lo "spinfloat" (N.d.R separatore). Barry ha disposto l'apparecchio su di un piedistallo perché la cera possa cadere direttamente in un fusto da 300 kg. Il miele viene filtrato ed è stoccato in un silos gigante, che può essere scaldato, situato all'esterno.
La nutrizione viene effettuata con sciroppo di saccarosio, distribuito all'esterno in fusti da 300 kg contenenti, anche, della fibra di legno. Siccome tutti gli apicoltori della zona si comportano in questo modo, il sistema non pone problemi.
Contro la varroa si utilizza l'Apistan e, da poco, l'acido formico. Il mentolo viene utilizzato contro l'acariosi (N.d.R. Acarapis woodi), che in Canada pone sempre maggiori problemi. Nell'azienda viene inoltre generosamente impiegato un candito alla terramicina. In primavera, le colonie ricevono in più una pasta al bianco d'uovo, soia, polline di girasole e Fumidil. Gli alveari sono raggruppati due per due e orientati verso sud. Un apiario comprende circa 60 alveari.
In inverno, si avvolgono gli alveari in una pellicola di plastica nera isolante e un legno speciale per ripararle dal vento. Da due anni, una parte degli alveari viene invernata nel nuovo fabbricato. Le perdite si aggirano intorno al 15%. Il vento caldo Chinok pone meno problemi che nel sud dell'Alberta. Si fa nomadismo a braccia. Le arnie sono acquistate all'esterno. Le regine (Carnica) provengono dalle Hawaii; quelle neozelandesi non hanno fornito risultati soddisfacenti. La maggior parte del miele viene venduto in Canada, ma qualche lotto è esportato, tra l'altro anche verso la Germania.

Cor de Vitte
A cinque chilometri dalla azienda di Barry Termeer, abbiamo incontrato Cor de Witt, che possiede 2500 colonie e alleva in proprio delle regine.
E' un'azienda famigliare, che non necessita di mano d'opera esterna, basata sulla produzione di miele. Anche qui vengono utilizzate arnie Langstroth, 8 telaini nel nido e 8 nei melari, senza griglia escludiregina. Cor alleva le proprie regine nel mese di giugno, con il sistema degli starter finitori. Il suo materiale genetico proviene dalle migliori colonie. Egli pensa che gli acquisti di regine o di api esterne siano fonte di acariosi e di malattie in generale. Le celle sono allevate in arniette molto forti. La sua produzione media è di circa 75 kg per alveare. Il miele e la cera  sono riscaldati prima di essere separati nella "Spinofloat"Non ha il tempo di praticare il nomadismo. Le colonie invernano all'esterno. Tutto il suo miele è venduto ad una cooperativa. Egli costruisce ed effettua la manutenzione dei suoi alveari da solo. Tutti i suoi pik up sono equipaggiati di un monta carichi idraulico. La nutrizione viene effettua come da Reece, con due secchi di sciroppo di saccarosio. Se ne somministrano circa 20 kg per colonia. Il raccolto è minore che da Barry Termeer, ma il sistema di lavorazione è identico: disopercolatrice Dakota, 4 estrattori da 64 telaini, separatore. Prima di arrivare all'ultimo appuntamento apistico, il gruppo del camper visita il West Edmonton Mall, il più grande centro commerciale del mondo: 800 negozi, 110 ristoranti, 26 cinemi, un parco di attrazioni, una pista di pattinaggio e un'immensa piscina.
Passiamo la notte, come capita spesso, in una fattoria abbandonata e siamo risvegliati dalle uova al lardo di Karl Rainer Koch.

Bee Maid
Sempre a Edmonton, nella zona industriale, arriviamo alla più grande cooperativa canadese, Bee Maid. E' anche uno dei più grandi confezionatori e distributori di tutta l'America del nord, il "langnese" del Canada. E' qui che si riforniscono la maggior parte degli apicoltori dell'Alberta. Ma è sabato e possiamo ammirare solo l'esterno della gigantesca azienda! E' ormai tempo di tornare a Vancouver ammirando i su perbi paesaggi attraversati.
Abbiamo ancora la chance di filmare un'orsa con il suo orsacchiotto prima di ritornare nel mondo interno all'Apiexpo.


ultima modifica: 31 Luglio, 2010