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biologia
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ANTIBIOTICI, ECOLOGIA E SALUTE UMANA

L'influenza che ha l'uso degli antibiotici in zootecnia

Il Rapporto dell'APUA (Alleanza per l'Uso Prudente degli Antibiotici) intitolato "Necessità di migliorare l'uso di antimicrobici in agricoltura: conseguenze a livello ecologico e di Salute umana" è pubblicato integralmente come supplemento al giornale Clinical Infectious Diseases, vol 34, supplemento 3, 1 giugno 2002.

Generalità

  • L'esposizione ad antimicrobici altera fondamentalmente gli ecosistemi microbici degli esseri umani, degli animali e dell'ambiente, il che può portare allo sviluppo di una resistenza agli antimicrobici.
  • Aumentare la resistenza agli antimicrobici limita le possibilità di cura, innalza i costi per la salute e aumenta il numero, la gravità e la durata delle infezioni.
  • L'uso di antimicrobici è la causa principale della resistenza antimicrobica.
  • Si stima che, negli Stati Uniti, la quantità di antimicrobici somministrata agli animali allevati per l' alimentazione umana sia paragonabile a quella usata per gli esseri umani. Questi antimicrobici sono utilizzati largamente come promotori della crescita e per la prevenzione delle malattie, abbassando così i costi di produzione. Un quantitativo notevole viene venduto sotto forma di prodotti da banco che non richiedono prescrizione medica.
  • La maggior parte degli antimicrobici usati nella produzione zootecnica sono gli stessi farmaci usati in medicina umana, o ad essi strettamente correlati.
  • La metodica corrente di uso degli antimicrobici per gli animali negli Stati Uniti è diversa dalla metodica attivata nell'Unione Europea, che ha messo al bando l'uso di certi antimicrobici come promotori della crescita negli allevamenti.
  • E da considerare anche l'uso negli allevamenti di antimicrobici di importanza critica per la medicina umana, come i fluorochinoloni e la terza o ultima generazione di cefalosporine
    Una volta che la diffusione di resistenza antimicrobica in una popolazione raggiunge un certo livello, diventa estremamente difficile una reversione.

Rischi per la salute umana

Dal 1940 gli antimicrobici sono stati considerati il massimo standard nella cura delle infezioni batteriche sia negli uomini che negli animali. Presi in modo corretto, questi farmaci possono distruggere o inabilitare i patogeni batterici che causano infezioni. In anni recenti, tuttavia, abbiamo assistito a una rapido aumento di batteri farmacoresistenti che ha condotto al fallimento nel trattamento di certe malattie infettive.

L'uso eccessivo di antimicrobici in zootecnia è un problema sottovalutato. In medicina umana così come veterinaria il rischio di sviluppare resistenza si eleva ogni volta che i batteri sono esposti agli antimicrobici. La resistenza apre la porta al fallimento delle cure persino per i patogeni più comuni e porta a un aumento nel numero delle infezioni. L'evidenza sempre maggiore della relazione tra uso degli antimicrobici in zootecnia e aumento di resistenza batterica negli esseri umani ha sollecitato diverse correzioni nelle pratiche agricolturali da parte di autorità scientifiche in diversi paesi, inclusi gli Stati Uniti.

Il rapporto dell'Alleanza per l'Uso Prudente degli Antibiotici (APUA)

L'APUA è un'organizzazione no-profit la cui missione è migliorare il controllo delle malattie infettive a livello mondiale, promuovendo un uso corretto degli antimicrobici e una riduzione della resistenza antimicrobica. Per aiutare a portare informazione nel dibattito intorno all'uso di antimicrobici in zootecnia, l'APUA ha dato origine, all'inizio del 2000, al Progetto "FAAIR" (Fatti concernenti l'Uso degli Antibiotici sugli Animali e il suo Impatto sulla Resistenza). Da allora, un Comitato Scientifico formato da esperti medici e scientifici e coordinato dall'APUA si è continuato a incontrare nel corso di due anni per analizzare le prove e sviluppare raccomandazioni consensuali.
Il rapporto FAAIR dell'APUA è basato sulla rassegna di circa 500 pubblicazioni sull'uso di antimicrobici in agricoltura. Il rapporto è il primo nel suo genere nel valutare il rischio per la salute umana causato da 1) trasferimento diretto e indiretto di resistenza attraverso la catena alimentare e gli ecosistemi, nonché da (2) effetti cumulativi della disseminazione della resistenza antimicrobica nell'ambiente.

Alcune risultanze

  • Negli Stati Uniti la maggior parte degli animali allevati a scopi alimentari sono esposti in qualche momento della loro vita ad antimicrobici tramite la nutrizione, l'acqua o per iniezione
  • I rifiuti fecali da animali allevati per l'alimentazione e trattati con antimicrobici, spesso compostati e distribuiti sotto forma di fertilizzanti, sono coinvolti nella contaminazione ambientale con batteri resistenti
  • Diversi livelli di evidenza possono collegare l'uso di antimicrobici in zootecnia e le infezioni resistenti negli esseri umani. Includendo:
    • I - studi diretti che riconducono infezioni resistenti degli esseri umani a specifiche modalità di gestione di carne o pollame
    • II - evidenze temporali (cioè l'emergenza della resistenza in batteri associati agli animali prima della sua emergenza nei patogeni umani
    • III - prove circostanziali che collegano malattie umane a una tendenza alla resistenza tra batteri comuni come Salmonella o Campiylobacter o Enterychia Coli
    • IV - studi sul trasferimento di resistenza a batteri commensali
  • Certe valutazioni di rischio pubblicate sull'uso di antimicrobici in agricoltura sono portate a sottostimare il rischio per la salute umana, perché tendono a ignorare gli effetti cumulativi nel futuro, l'impatto ecologico e il potenziale trasferimento di resistenza da un batterio all'altro e da una specie animale all'altra.

Alcune conclusioni

  • Tutti gli usi di antimicrobici su animali, in agricoltura e sugli uomini contribuiscono alla formazione del bacino genetico globale di resistenza antimicrobica nell'ambiente
  • L'uso degli antimicrobici in animali allevati per la nutrizione umana contribuisce al crescente problema della resistenza nelle infezioni umane. Il trasferimento di batteri da animali da allevamento a esseri umani è un accadimento comune.
  • La quantità di antimicrobici somministrata agli animali è paragonabile a quella usata per gli uomini. Tuttavia, a differenza dell'uso negli uomini, gran parte della somministrazione ad animali da allevamento riguarda larghi gruppi a bassi dosaggi, per scopi non terapeutici come la promozione della crescita e la prevenzione delle malattie.
  • L'eliminazione dell'uso non terapeutico di antimicrobici negli animali da cibo e in agricoltura abbasserà il limite di resistenza antimicrobica nell'ambiente con conseguenti benefici per la salute umana e animale.

Alcune raccomandazioni

Basandosi sulla valutazione dell'evidenza scientifica, il Comitato Scientifico spinge fortemente verso un'attuazione tempestiva della revisione delle metodiche

Ecco alcuni specifici suggerimenti:

  • Agenti antimicrobici non devono essere usati in agricoltura in assenza di malattia
  • L'uso di antimicrobici in zootecnia dev' essere limitato alla terapia per animali ammalati o alla prevenzione della malattia quando sia stata documentata in una mandria o gregge
  • L'uso di antimicrobici a scopi economici, e cioè come promotori della crescita o per aumentare l'efficienza della nutrizione, deve essere interrotto (ad eccezione di ionofori o coccidiostatici, perché l'evidenza corrente indica che l'uso di questi antimicrobici non influenza la resistenza nei patogeni umani).
  • A causa dell' importanza critica che rivestono nella cura delle malattie umane, i fluorochinoloni e la terza generazione (o ultima) di cefalosporine non dovrebbero essere utilizzati in agricoltura se non per curare infezioni refrattarie in singoli animali
  • Gli antimicrobici dovrebbero essere somministrati agli animali solo su prescrizione del veterinario
  • In molti casi - nella legislazione del Congresso e nei cambiamenti diretti delle metodiche da parte della Food and Drug Administration, del Dipartimento di Agricoltura, dell'Agenzia per la Protezione dell'Ambiente o di altre agenzie governative - sarà necessario attuare le raccomandazioni del comitato. L'ecologia della resistenza agli antibiotici dev'essere considerata dalle agenzie preposte nel valutare i rischi per la salute umana associati con l'uso di antibiotici in agricoltura.

U.N.A.API. Str. Tassarolo 22
15067 Novi Ligure (AL)

ultima modifica: 31.07.2010 -