mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


biologia
VAI ALL'INDICE DEGLI ARTICOLI
Spazio dedicato alla conoscenza della biologia dell'alveare per confrontarsi e discutere sulla gestione degli apiari

NUTRIZIONE DELLE API, UN'ESPERIENZA SVIZZERA
Non tutte le ricerche portano alla stessa conclusione

Nutrizione a base di polline e sostituti di polline tra giugno e luglio
Nel corso del periodo di scarsità di polline, che, sull'altipiano svizzero, sopraggiunge generalmente tra giugno e luglio, è stata eseguita una prova di nutrizione a base di polline e sostituti di polline in tre diversi apiari e per due anni consecutivi (1981 e 1982).

Metodi di nutrizione
Procedimento:

Controllo: famiglie senza nutrizione.

Nutrizione a base di polline   Nutrizione a base di sostituti
del polline
Polline 400 g

Acqua zuccherata (ES) 1:1
300 g
  Protivy 160 g

ES 1:1 360 g

Polline 20 g
Pasta di polline (per settimana)
700 g
  Pasta Protivy (per settimana)
540 g

Le due miscele nutritive contenevano ciascuna 88 grammi di proteine per somministrazione.

Somministrazione: a cadenza settimanale per un periodo di 5 settimane ogni anno.

Risultati del 1981

celle di covata

api

Conclusioni
1. Nessuno dei tipi di nutrizione destinati a colmare il "buco di giugno" ha stimolato l'allevamento di covata o la crescita della popolazione di operaie. Questi esperimenti -così come quelli su nutrizione stimolante eseguiti a primavera- forniscono quindi la prova che il ritmo di sviluppo delle famiglie non può essere influenzato da queste procedure, e perciò che la loro utilità economica è assai discutibile.
2. La distribuzione del polline e dei succedanei del polline a seconda delle circostanze può spingere le bottinatrici di polline a distrarsi dall'offerta naturale di polline, certo poco abbondante in quel periodo, e a non trarne utilità.
3. La nutrizione a base di polline comporta un grosso rischio di propagazione della covata calcificata e può contenere altri agenti patogeni, quali le spore della peste americana. Per questo bisogna evitare di nutrire le famiglie con polline di origine sconosciuta.

NETTARE E MELATA

INFLUENZA DELLA RACCOLTA DI NETTARE E MELATA SULLO SVILUPPO DELLE FAMIGLIE

Gruppo di Schangnau:
Il 27 maggio 1988, 4 famiglie sono state spostate da Worb a Schangnau per il secondo raccolto di primavera. Vi sono rimaste fino alla fine della stagione. (Nessuna melata di bosco).

Gruppo della foresta di Aebersold
Contemporaneamente, 4 altre famiglie sono rimaste a Worb e hanno ricevuto una nutrizione liquida nel periodo tra i due flussi nettariferi, in giugno. Il 3 luglio sono state collocate nella foresta di Aebersold dove, di lì a poco, ha avuto inizio la melata di bosco.

Risultati
Sebbene i due gruppi abbiano allevato lo stesso numero di celle di covata e la durata di vita delle operaie (vedi figura 3) sia praticamente identica, le famiglie manifestano delle differenze cronologiche notevoli nel loro sviluppo. Per esempio, la seconda raccolta di primavera ha avuto come ripercussioni sulle famiglie del gruppo di Schangnau un'attività di allevamento molto intensa fino all'inizio del mese di luglio (vedi grafico). Si è invece registrata una forte ritrazione della covata in giugno nelle famiglie rimaste in un primo tempo a Worb, nonostante la somministrazione di sciroppo. Solo nel momento in cui sono state trasportate nella foresta di Aebersold, all'inizio del flusso nettarifero, è ripreso l'allevamento di covata. Questi scarti cronologici nell'allevamento della covata hanno anche influenzato la forza delle famiglie: quelle di Schangnau hanno raggiunto il loro culmine circa un mese prima di quelle di Aebersold.

Dai risultati di questo studio sommario deriva certamente che lo sviluppo delle famiglie è influenzato dall'apporto di nettare e melata, ma questa tesi richiede una verifica attraverso esperimenti più approfonditi.

Nell'aprile del 1992 e del 1993 Liebig effettuò nel corso di un mese degli spostamenti tra coltivazioni di ciliegio, rispettivamente con 9 e 10 famiglie. Al termine di questa transumanza, le famiglie vennero ricollocate tra le famiglie testimone. I risultati rilevati nel corso delle due annate mostrano solo delle leggerissime differenze tra le famiglie transumanti e il gruppo di controllo; in altri termini, il numero di celle di covata e di api registrate nelle famiglie transumanti erano solo leggermente superiori a quelle del gruppo di controllo. Invece, le famiglie transumanti pesavano 9 kg in più nel 1992 e 6 kg in più nel 1993. Questi dati non sono però sufficienti per trarre delle conclusioni definitive.

LA FORZA DI UNA FAMIGLIA INFLUENZA LA PRODUZIONE DI MIELE

Nel 1936 Farrar registrò la forza di 131 famiglie. Pesando le api di ciascuna famiglia all'inizio del flusso nettarifero, giunse a determinare il numero d'api attraverso il peso medio dell'insieme delle api di ciascuna famiglia, la metodica più precisa se si vuole valutare la forza di una famiglia.
Nel corso dei lavori, scoprì delle famiglie il cui organico superava a volte le 60.000 api.

Grazie a questo studio, dimostrò che in presenza di buone condizioni di raccolto, più le colonie sono forti, più le quantità di miele sono massicce

Produzione di miele

produzione di miele
numero di api (x 1.000)
n=131 | r=0.733 | r2=0,537 | p<0,001 altamente significativo

In Germania, Liebig ripetè l'esperimento di Farrar stimando la forza delle famiglie attraverso il metodo di stima di Liebefeld e rilevando la produzione di miele per alveare. I risultati di Liebig confermarono quelli di Farrar. Così come quest'ultimo, Liebig si trovò in presenza di famiglie la cui forza arrivava a 55.000 api e riscontrò un legame evidente tra forza della famiglia e produzione di miele: in altri termini, le famiglie considerate forti raccolgono delle quantità di miele sensibilmente più elevate di quelle dall'organico più modesto, a condizione però che la situazione di flusso nettarifero sia buona.

NUTRIZIONE STIMOLANTE DI PRIMAVERA

Nella primavera del 1982 e del 1983 è stato condotto uno studio per determinare se una nutrizione stimolante liquida (AZ) producesse, in quel periodo dell'anno, una crescita più veloce della famiglia (un numero più elevato di celle di covata e di api). Sono anche state sottoposte a una verifica riguardante la loro convenienza come alimenti stimolanti due soluzioni zuccherine disponibili in commercio e pronte all'uso (Trim-o-Bee e Apisucre), così come un complemento proteico (sostituto del polline, Protivy 1000). Queste prove si sono svolte sia in montagna che in pianura.

Metodi di nutrizione 1983
Sono stati utilizzati 4 gruppi di 8 famiglie ciascuno.

Procedimento:

- famiglie di controllo (senza alcuna nutrizione)
- Trim-o-Bee (0,3 l di una soluzione zuccherina al 75%) e Protivy 1000 (3 g di proteine)
- Apisucre (0,3 l di una soluzione zuccherina al 75% )
- Acqua zuccherata (AZ) 1:1 (0,5 l)

Le soluzioni sottoposte a esperimento sono state somministrate due volte la settimana nel corso di 5 settimane, dall'11 marzo al 15 aprile.

Risultati

Periodo di nutrizione, valore medio, n.8 per procedimento

numero celle di covata

numero di api

Conclusioni

Dalle prove di nutrizione stimolante in primavera si possono trarre le seguenti conclusioni:

  1. In relazione alle famiglie di controllo, la nutrizione stimolante di primavera per mezzo di soluzioni zuccherine, arricchite di sostituti del polline o no, non ha avuto come effetto né un'intensificazione dell'allevamento di covata né un aumento della forza della famiglia (numero d'api).
  2. La nutrizione stimolante non ha spinto le famiglie a raccogliere più polline, né incrementato la raccolta di miele. C'è stata pochissima influenza sulle scorte di miele.
  3. I risultati di queste prove mostrano che, tenuto conto dell'aumento di lavoro e della poca resa, la nutrizione stimolante di primavera non dà vantaggi. Uno studio più approfondito di Liebig, effettuato a Hohenheim, conferma questi risultati. Da notare che Liebig ha studiato anche l'effetto della disopercolatura tramite graffiatura dei telaini di scorte, senza osservare un qualunque aumento delle superfici di covata.
  4. E' molto difficile, se non impossibile, influenzare in modo sensibile il ritmo di sviluppo delle famiglie per mezzo dei procedimenti descritti.

NUTRIZIONE STIMOLANTE DI FINE ESTATE

In quattro apiari, delle famiglie d'api hanno ricevuto una nutrizione stimolante della durata di tre settimane subito dopo la fine del raccolto di miele e prima della nutrizione autunnale di routine (procedimento R). Esse sono state messe a confronto a quelle che avevano ricevuto la sola nutrizione autunnale (procedimento A). La superficie della covata e il numero d'api sono state misurate e analizzate prima, durante e dopo il trattamento, così come la primavera seguente.

Metodi di nutrizione
Procedimento R:
Nutrizione stimolante seguita da una nutrizione autunnale.
La nutrizione stimolante è stata somministrata immediatamente dopo il raccolto del miele nel corso di 21 giorni. Ogni due giorni, le famiglie hanno ricevuto un litro di acqua zuccherata 1:1 (AZ).
(A Grangeneuve, le famiglie hanno ricevuto nel 1981/82 0,5 litri 1:1 tutti i giorni). E' seguita una nutrizione della durata di 14 giorni consistente in tre litri di acqua zuccherata 1:1 ogni due giorni.
Procedimento A: Nutrizione autunnale senza nutrizione stimolante (controllo)

Anche la nutrizione autunnale è iniziata immediatamente dopo il raccolto del miele ed ha avuto una durata di 15 giorni. Le famiglie hanno ricevuto 3 litri d'acqua zuccherata 1:1 ogni due giorni.

Risultati

Valore medio di 4 arnie
Numero di celle di covata

numero celle di covata

Conclusioni

1.In seguito alla nutrizione stimolante, il numero di celle di covata può aumentare a breve scadenza. Non tutte le famiglie reagiscono allo stesso modo: in certi apiari, la nutrizione stimolante ha avuto degli effetti più favorevoli sullo sviluppo delle famiglie piuttosto che in altri (vedi figura).
2.La forza della famiglia all'inizio e alla fine dell'invernamento così come lo sviluppo delle famiglie la primavera seguente non sono state influenzate dalla nutrizione stimolante (vedi figura).
3.Le differenze importanti di sviluppo delle famiglie tra un apiario e l'altro sono sorprendenti (vedi figura). Queste constatazioni coincidono coi risultati di altri studi nei quali erano sotto osservazione apiari diversi. (…) Alla fine sono le caratteristiche della postazione a rivestire un'importanza primaria.

La totalità di queste prove rivelano in maniera impressionante e chiara la poca influenza delle pratiche di accudimento, preconizzate da decenni, sullo sviluppo delle famiglie in autunno.

In occasione dei suoi studi Liebig non ha registrato alcuna variazione nella superficie della covata in allevamento fino a fine stagione, sia che le famiglie siano state nutrite con miele, che con acqua zuccherata. Egli ha rilevato invece una mortalità di api leggermente più elevata nel caso di nutrizione con acqua e zucchero. Le perdite erano comunque piuttosto deboli e in fase di invernamento non era data alcuna differenza di organico tra le famiglie.

La versione originale del testo, di cui abbiamo tradotto alcuni paragrafi, è: "Dynamique des populations d'abeilles", consultabile in versione francese o tedesca sul sito del centro svizzero di ricerche apicole: www.apis.admin.ch, Altri paragrafi verranno pubblicati tra breve.

"Dynamique des populations d'abeilles" (pdf 611 kb)