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biologia
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Spazio dedicato alla conoscenza della biologia dell'alveare per confrontarsi e discutere sulla gestione degli apiari

VECCHI E NUOVI MITI
Le leggende che ancora ci raccontiamo e a cui crediamo senza verifica.

Ovviamente nessuno crede più che, come scriveva Virgilio, sia possibile generare uno sciame d'api esponendo la carcassa di un vitello. In realtà è di mosche che si tratta! "Mouches de miel", mosche da miele, è tuttavia un'espressione che è rimasta in vigore fino a qualche secolo fa, e che indica la confusione tra mosche ed api. Ci sono però ancora oggi molti apicoltori convinti che, per fermare uno sciame in volo basti battere uno strumento metallico. Le api in realtà non hanno orecchie e possono solo percepire un suono come vibrazione attraverso un substrato. La credenza deriva in realtà dal fraintendimento di un'antica regola di epoca romana che rendeva possibile appropriarsi di uno sciame in volo purché lo si segnalasse tempestivamente battendo su una pentola.

Altre credenze immotivate o superstizioni ancora diffuse nel mondo apistico sono l'idea che aprire un alveare d'inverno possa provocarne la morte per raffreddamento, o quella che un pungiglione conficcato nella pelle debba essere grattato via con la punta dell'unghia per non rischiare di premere la sacca del veleno (in realtà il pungiglione è strutturato come una pompa a pistoni che continua a pompare veleno comunque…va tolto e basta). Quali altri esempi conosci?

Altri "miti" sono costituiti dalla generalizzazione di fatti di per sé veri, ma che non avvengono in quantità sufficiente da poter costituire una base della pratica apistica. Per esempio, l'idea che le regine vergini si eliminino l'un l'altra in una lotta mortale fino a che ne sopravviverà una sola, fa sì che molti apicoltori si stupiscano della quantità di altri sciami che possono uscire da un'arnia già sciamata. Basterebbe passare ed eliminare tutte le celle tranne una… Oppure costituiscono sciami artificiali senza regina ma con covata giovane per permettere alle api di allevarsene una nuova, senza però preoccuparsi di ridurre a una sola la quantità di celle che verranno costruite. E di nuovo si stupiscono di trovare, quando tornano per controllare la fecondazione, un consistente spopolamento, perché si aspettavano che succedesse tutta un'altra cosa.

In una conferenza, il Prof. Frediani dell'Università di Pisa sostenne che le api regine non fanno un unico volo di fecondazione, ma possono uscire altre volte "per una ricarica". Esiste uno studio che documenta questa possibilità ma, se essa fosse veramente la regola, un allevatore di regine a cui lamentate che vi abbia venduto una regina fucaiole potrebbe sempre dirvi:"Non preoccuparti, aspetta solo un po' e vedrai che uscirà per una ricarica"!

Quindi anche la conoscenza fornita dai biologi va a sua volta passata attraverso un filtro dato da esperienza e osservazione. C'è qualcosa che "non ti torna" tra le affermazioni che hai appreso dai libri?

Vignetta vecchi e nuovi miti - Paolo Faccioli

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ultima modifica: 31.07.2010 -