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biologia
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Spazio dedicato alla conoscenza della biologia dell'alveare per confrontarsi e discutere sulla gestione degli apiari

L'IMPORTANZA DELL'ACQUA PER LE API
Un fattore tanto importante quanto sottovalutato o dato per scontato.

Scaricando una camionata di alveari in una zona non particolarmente conosciuta e dando per scontato che "ci penseranno da sé a trovarla", così come provvedendo qualche bacinella come abbeveratoio, potremmo in entrambi i casi aver sottovalutato il fabbisogno reale d'acqua delle nostre api.

Ovviamente non è facile quantificare questo fabbisogno, studiosi diversi danno cifre diverse. Park calcola che possa essere di circa 280 grammi giornalieri per famiglia a maggio, con punte di mezzo litro per le famiglie molto forti, Farrar lo stima a circa mezzo litro d'acqua al giorno nel periodo più attivo (il che vuol dire 50 litri giornalieri d'acqua per 100 alveari). Johansson asserisce che in climi estivi molto caldi il consumo d'acqua per famiglia può raggiungere i 5 litri al giorno.

Quindi se non ci sono zone di approvvigionamento naturali e occorre davvero ricorrere ad abbeveratoi, va considerato almeno approssimativamente l'ordine di quantità, "tarato" dell'evaporazione.
Oltre ad esso, è importante avere un'idea della natura di bisogni che l'acqua soddisfa.
In primo luogo essa serve alla termoregolazione con le alte temperature. La temperatura interna del nido deve andare dai 34,5 ai 35,5 gradi (Lindauer) ed è normale un'umidità relativa del 40%.

E' Lindauer che riferisce di un esperimento abbastanza estremo: una famiglia, collocata in una zona lavica vicino a Salerno alla piena luce del sole, a circa 70° di temperatura, è riuscita a mantenere costante a 35° la temperatura interna per tutto il tempo che è stato possibile rifornire le api d'acqua, prelevata da una vicina fontana.

La comunicazione del bisogno d'acqua scatta nel momento in cui api di casa si trovano a usare il contenuto della borsa melaria per lasciare evaporare la sua percentuale d'acqua. La richiesta di nettare diluito si estende allora alla periferia, da dove esso comincia a fluire verso l'interno, fino a produrre una concentrazione del nettare alla periferia stessa. La maggiore attenzione verso bottinatrici che scaricano nettare a bassa concentrazione rispetto a quelle che arrivano con nettare concentrato fa sì che si creino le prime bottinatrici d'acqua, che poi ne recluteranno di nuove tramite la danza. Le bottinatrici si regoleranno poi in base alla velocità con cui le api di casa scaricano il loro carico d'acqua, per continuare o smettere.

L'acqua viene di solito raccolta sulla base di esigenze immediate, ma per sopperire a un forte fabbisogno in previsione dell'assenza notturna di volo, alcune api si prestano a ingurgitare delle quantità d'acqua (che verrà poi diluita con un po' di nettare) e a fare da "serbatoio" temporaneo.

Il mantenimento dell'umidità interna è anche in funzione della schiusa delle uova e della conservazione del giusto livello di idratazione delle larve. Uno studio svolto in Israele citato da Johansson) ha constatato come in agosto, in famiglie bagnate d'acqua, la superficie della covata era di 5700 cmq rispetto ai 3900 cmq di quella delle arnie non bagnate.
Anche le api adulte sembrano avere bisogno di acqua.Nel caso di regine spedite in gabbietta con le accompagnatrici, secondo la Maurizio i tempi di sopravvivenza possono essere moltiplicati per tre e per quattro se le api possono accedere a una riserva d'acqua. Solo il 10% delle regine sembrerebbe altrimenti sopravvivere oltre i 5 giorni. E questo è esperienza abbastanza comune.

L'acqua è inoltre indispensabile per sciogliere le riserve di miele in periodi in cui non c'è importazione, tanto che la frequentazione di luoghi di approvvigionamento viene spesso assunta ad indicatore di scarsa disponibilità di nettare.
In fatto di acqua le api hanno delle preferenze che spesso non coincidono con l'idea che noi abbiamo di cosa loro "dovrebbero" raccogliere. L'orina e i pozzi neri sono spesso appetiti probabilmente per il loro contenuto in sali minerali, ma anche per la fermentazione che riscalda l'acqua a una temperatura superiore a quella ambiente.

Se si osservano le api raccogliere acqua, si noterà come si dispongano ai margini esterni di una fonte naturale, succhiandola da fuori, o come si abbeverino volentieri da materiali spugnosi o assorbenti.
Questi sono i criteri che vanno utilizzati per fornire loro abbeveratoi artificiali.

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