mieli d'italia

HOME PAGE SITO 2001-2010
Apicoltura | Indirizzi utili | Miele e prodotti alveare | Servizi

Questa pagina è estratta dal vecchio sito di mieliditalia.it.
Per navigare all'interno del vecchio sito utilizza i link di colore marrone.
Se vuoi navigare nel nuovo sito utilizza i link di colore arancio o VAI AL SITO NUOVO


 

APICOLTURA IN BIELORUSSIA

L'Apis n.2 - 2003

Un viaggio umanitario in un villaggio non distante dalla centrale nucleare di Chernobyl ha consentito ad un nostro collaboratore una prima conoscenza della locale apicoltura.

l'apicoltore AndreiFaccio parte del Comitato Girotondo (www.comitato-girotondo.org) che nulla ha a che fare con i girotondi politici, ma che si occupa di ospitare in Italia bambini provenienti dalle zone contaminate dall'esplosione di Chernobyl e di progetti umanitari in Bielorussia.
Abbiamo un gemellaggio con un villaggio a circa 100 km dalla purtroppo famosa centrale nucleare, nel quale abbiamo rifatto i bagni della scuola e portato 3 pullman carichi di aiuti umanitari. In uno di questi viaggi, essendo zone prevalentemente agricole, sono venuto in contatto con gli apicoltori e con la locale apicoltura.
Ho conosciuto Andrei, un apicoltore di 65 anni, che con la moglie porta avanti una ventina di alveari. Gli apicoltori di tutto il mondo trovano, sempre, una loro lingua per comunicare; tra le cose caratteristiche che ho notato sono stati gli alveari che all'interno hanno, grosso modo, dimensioni simili alle nostre, ma che viste da fuori sono così voluminose che un carro da nomadismo del luogoin un primo momento le ho confuse con delle conigliere; hanno, infatti, un notevole strato in legno di coibentazione per il freddo. Gli apicoltori possono praticamente sfruttare una sola fioritura e, solo in certi casi, producono miele di grano saraceno.
Mi ha colpito l'attrezzatura di smielatura, costituita da uno smielatore in lamiera zincata e un contenitore da latte per fare decantare il miele; il tutto in uno stanzino di 4 mq e limitrofo alla stalla. Per i trattamenti contro la varroa mi ha fatto vedere alcune strisce di plastica (credo fossero le stesse da alcuni anni...), che maneggiava con una certa disinvoltura. Comunque si lamentava che le api attrezzatura per la smielaturamuoiono più di una volta. Ma la cosa che mi ha colpito maggiormente, e mi ha fatto riflettere, è stato il prezzo al quale viene venduto il miele.
In questi luoghi uno stipendio medio varia dai 25 ai 50 e al mese; questo significa che, nonostante il costo della vita sia più basso che da noi, sono stipendi da fame.
Il pane costa sui 0,25 e/kg e il miele viene venduto dai 7.000 ai 10.000 rubli/kg al consumatore finale, pari a circa 3,5-5 e/kg.
Sono stato anche nella capitale Minsk; in una struttura molto grande è organizzato un mercato al coperto. Oltre a esservi lo spazio per la frutta, carne e uova, è presente un settore completamente dedicato agli apicoltori.
Qui ho conosciuto Sasha, un altro apicoltore, che mi ha confermato che un chilo di miele ha il valore di due chili di carne facendomi presente che, qualche tempo fa, valeva anche tre kg. carne.
I barattoli di miele esposti sul banco erano privi di qualsiasi tipo di etichetta.
L'apicoltore Sasha al mercato coperto di MinskL'effetto delle radiazioni è ancora presente e probabilmente lo sarà per diversi decenni. Questo fa sì che il miele proveniente dalla regione di Gomel non riesce ad essere commercializzato perché contaminato.
Il fine ultimo dei nostri interventi in Bielorussia è di fornire un tangibile segno di speranza alla popolazione di quelle terre: vogliamo "costruire insieme" per aprire, insieme, varchi di ottimismo. Ma riflessione e la domanda che mi viene da fare è che il miele radioattivo ha un maggiore valore di mercato oppure…
A voi ogni ulteriore commento...

Luca Allais


ultima modifica:20 Aprile, 2004 -