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FLAVESCENZA: ATTENZIONE AVVELENAMENTI
(15 giugno 2004) L'U.N.A.API.
invita tutto il mondo vitivinicolo ed i servizi Fitosanitari ad
attenersi a precise procedure per evitare stragi di api.
L'U.N.A.API. sollecita gli apicoltori ad attivare un monitoraggio
attento dello stato degli apiari nel mese di giugno e di luglio
e ad effettuare, correttamente, il campionamento di api morte.
Quest'anno la fioritura particolarmente tardiva dei vigneti espone,
infatti, a particolari rischi gli apiari delle zone ove si effettua
la lotta allo scafoideo vettore della flavescenza dorata.
Questionario
Avvelenamenti (Da compilare in caso di mortalità anomali
o spopolamento di alveari) - pdf 28 kb
ISTRUZIONI PER LA RACCOLTA
DI CAMPIONI IN CASO DI AVVELENAMENTO DI API CAUSATO DA FITOFARMACI
I campioni da sottoporre ad analisi per
chiarire la causa dei danni non sempre possono essere prelevati
dal servizio pubblico preposto. In questo caso, al fine di ottenere
risultati analitici validi, è necessario che il campionamento
rispetti alcuni requisiti che vengono di seguito riportati:
1. Informare il rappresentante competente dell'Associazione degli
Apicoltori (anche per un aiuto nella compilazione del questionario)
2. Effettuare il prelievo del materiale entro 24 ore dall'accertamento
del danno in presenza, se possibile, del rappresentante dell'Associazione
Apicoltori e inviarlo al laboratorio di competenza
3. Un valido campione di api dovrebbe contenere (possibilmente)
circa 1000 api morte (peso ca. 100 g), con un minimo di 250 individui.
Evitare inquinamenti causati da terriccio, erba ecc.
4. Un valido campione vegetale dovrebbe contenere almeno 100 g di
materiale vegetale, soprattutto fiori e foglie
5. I campioni di api e di vegetali debbono essere accuratamente
imballati l'uno separatamente dall'altro. Utilizzare materiale di
imballaggio permeabile all'aria (per es. cartone, legno), per evitare
lo sviluppo di muffe
6. Se è stato prelevato un campione del fitofarmaco impiegato,
imballarlo in modo infrangibile e inviarlo con una spedizione separata
dai campioni di api e vegetali
7. Compilare il questionario di indagine sull'avvelenamento di api
in quattro copie (in collaborazione con il rappresentante degli
apicoltori): una deve essere allegata al campione e spedita al laboratorio,
la seconda va inviata ai Servizio fitosanitario e/o a quello veterinario,
la terza all'Associazione Apicoltori mentre la quarta copia è
trattenuta dall'apicoltore. E' auspicabile che l'Associazione degli
Apicoltori si faccia carico della spedizione dei questionari ai
vari enti e dei campioni al laboratorio di analisi. In attesa della
spedizione, conservare i campioni in freezer.
| Considerazioni
sulla lotta a Scaphoideus titanus
La flavescenza dorata è una gravissima
malattia della vite, dovuta ad un micoplasma, contro cui non
è possibile operare alcuna azione diretta di lotta.
E' pertanto necessario intervenire contro il vettore della
malattia, la cicalina Scaphoideus titanus che, passando da
piante infette a piante sane, provvede all'inoculazione e
diffusione del micoplasma.
Nelle regioni in cui viene ritrovata la presenza della malattia
è pertanto necessario attuare piani di lotta obbligatori
che prevedono un duplice intervento con pesticidi: il primo,
indicativamente nella prima decade di giugno, il secondo nella
prima decade di luglio.
Tali strategie di lotta hanno avuto ripercussione fortemente
negative sull'attività apistica, causando estesi avvelenamenti
di apiari.
E' infatti necessario tener presente che i fiori della vite,
in particolare alcuni vitigni, vengono visitati dalle api
per la raccolta del polline. La fioritura della vite si colloca
nella generalità dei casi proprio nel periodo in cui
è previsto il primo intervento chimico contro lo scafoideo.
Anche il secondo intervento può arrecare considerevoli
danni. La vite è infatti una pianta ospite anche della
Metcalfa pruinosa, che produce abbondante melata. I vigneti
già agli inizi di luglio sono infestati dalla cicalina
e pertanto assiduamente visitati dalle api per la raccolta
della melata.
In alcune regioni italiane (Veneto ed Emilia Romagna soprattutto),
in cui i vigneti vengono tenuti inerbiti, gli avvelenamenti
sono da imputare anche alla deriva dei pesticidi su fioriture
spontanee presenti nel vigneto visitate dalle api.
A tal fine bisogna ricordare che molte leggi regionali prevedono
esplicitamente il divieto di trattamenti con pesticidi su
piante in fioritura o in presenza di fioriture spontanee.
Tra i principi attivi che maggiormente hanno determinato avvelenamenti
alle api è da segnalare l'estere fosforico fenitrotion;
in Piemonte tutti i casi di avvelenamento sono da imputare
proprio a questo principio attivo, come dimostrato dal rinvenimento
del p.a. nelle api morte.
Sulla base di queste sintetiche note introduttive si ritiene
che la definizione di una strategia di lotta allo scafoideo
non possa prescindere dalla necessità di tutelare anche
il patrimonio e l'attività apistica, non solo nella
scelta dei prodotti pesticidi da utilizzare contro lo scafoideo,
ma anche nella corretta informazione dei viticoltori e dei
tecnici delle associazioni viticole sull'obbligo di non intervenire
durante la fioritura della vite o in presenza di fioriture
spontanee nei vigneti.
Si ritiene indispensabile che in tutte le fasi di elaborazione
e definizione dei programmi di lotta allo scafoideo vengano
sempre convocate le associazioni di apicoltori riconosciute
che potranno apportare il loro contributo propositivo.
Andrà inoltre esplicitamente escluso dal primo intervento
di lotta la possibilità di impiego del p.a. fenitrotion,
e comunque di tutti gli esteri fosforici.
Per quanto riguarda il secondo intervento, se vi è
presenza di melata, il trattamento andrà sempre preceduto
da un preventivo lavaggio del fogliame del vigneto.
E' infine indispensabile concordare con le associazioni di
apicoltori un capillare piano di monitoraggio su eventuali
casi di avvelenamenti di api (vedi relative istruzioni per
il raccolta e la conservazione dei campioni) e prevedere un
programma di indennizzi a favore delle aziende apistiche vittime
di avvelenamenti di apiari.
Periodo di intervento
Primo trattamento
Contro gli stadi giovanili dello scafoideo p.a. buprofezin,
flufenoxuron e piretro.
Non impiegare assolutamente fenitrotion
Secondo intervento
Clorpirifos etile, fenitrotion, malation, etofenprox e piretro.
Alessandria 14 giugno 2004
Roberto Barbero - Consigliere C.d.A. U.N.A.API.
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31 Luglio, 2010
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