logo aspromiele
   
 
aggiornato a: 28.06.2005
barra aggiornamenti

Miele di bosco: interpellanza in Regione

Presentata un'interpellanza alla Regione Piemonte a proposito della decisione del Ministero delle politiche agricole e forestali di non consentire l'uso della dicitura "miele di bosco" sui vasetti di miele.


Al Signor Presidente
del Consiglio Regionale

INTERPELLANZA: denominazione di " Miele di Bosco"
I sottoscritti Consiglieri Regionali,

Premesso

- che la circolare del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali n. 1 dell'8 marzo 2005 contiene un'importante messa a punto sulla Direttiva comunitaria sul miele recepita in Italia con D.L. 179 del 20 luglio 2004;
- che tale Direttiva consente la denominazione differenziata del miele secondo origine botanica e/o geografica;
- che la circolare del Ministero definisce quindi la correttezza del termine "millefiori", riferito a miele la cui origine proviene da più specie vegetali mentre afferma che le dizioni "di montagna", "di prato" e "di bosco" sono definizioni generiche di cui non è consentito l'uso;
- che ad avviso di alcune associazioni di produttori, il Ministero, nell'esprimere tali giudizi ultimativi, commette un grave errore per i seguenti motivi:
a) la dizione "miele di bosco" o "melata di bosco", utilizzata per indicare il miele di melata, è da tempo impiegata commercialmente, di uso consolidato e complessivamente conosciuta, apprezzata dal consumatore italiano;
b) al pari della dizione "millefiori", l'indicazione "miele di bosco" costituisce ormai per i consumatori italiani ed europei un motivo di certa riconoscibilità del prodotto, peraltro in linea con la vigente normativa comunitaria e nazionale sull'etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari;
c) in diversi paesi europei è consolidato l'utilizzo dei termini "miel de bois" o "wald honig" o "forest honey" per indicare appunto questo tipo di miele;
d) dal punto di vista produttivo e di mercato si tratta di un prodotto estremamente interessante, grazie alla specifica denominazione;
e) che la risoluzione di per sé provoca la contraddizione di avere un prodotto italiano venduto in altri paesi (tipo la Germania) con la dizione "miele di bosco" e non commercializzabile in Italia e, viceversa, per la libera circolazione delle merci all'interno degli stati dell'Unione (e non solo), di avere prodotti di importazione equivalenti al "miele di bosco" distribuiti in Italia con la dicitura "forest honey";
f) il Ministero stesso nell'apposita lista elenca tali tipologie di miele fra i "prodotti tipici".

Premesso, inoltre

- che nel solo Piemonte sono almeno 15/20.000 i quintali annualmente raccolti di tale tipologia di miele;
- che tale produzione è in buona parte esportata nel Nord Europa, ove è commercializzata come "di bosco";
- che le quotazioni internazionali, a causa dell'impatto della concorrenza dei mieli asiatici, si sono dimezzate con una perdita di fatturato dell'apicoltura piemontese, per il solo miele di bosco, valutabile - secondo l'Aspromiele Cuneo - in tre milioni di euro;
- che nelle catene della grande distribuzione commerciale vi è una sempre più forte spinta alla riduzione delle referenze e dei prodotti proposti al consumo,

Interpellano
il Presidente della Giunta Regionale e l'Assessore competente

per conoscere quali iniziative intenda assumere l'Amministrazione regionale, anche avviando un confronto con il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, per salvaguardare l'apicoltura piemontese.

Torino, 14 giugno 2005

Franco Guida, UDC

Deodato Scanderebech, UDC