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Miele di bosco: interpellanza in
Regione
Presentata
un'interpellanza alla Regione Piemonte a proposito
della decisione del Ministero delle politiche agricole
e forestali di non consentire l'uso della dicitura
"miele di bosco" sui vasetti di miele.
Al Signor Presidente
del Consiglio Regionale
INTERPELLANZA: denominazione di "
Miele di Bosco"
I sottoscritti Consiglieri Regionali,
Premesso
- che la circolare del Ministero delle
Politiche Agricole e Forestali n. 1 dell'8 marzo 2005
contiene un'importante messa a punto sulla Direttiva
comunitaria sul miele recepita in Italia con D.L.
179 del 20 luglio 2004;
- che tale Direttiva consente la denominazione differenziata
del miele secondo origine botanica e/o geografica;
- che la circolare del Ministero definisce quindi
la correttezza del termine "millefiori",
riferito a miele la cui origine proviene da più
specie vegetali mentre afferma che le dizioni "di
montagna", "di prato" e "di bosco"
sono definizioni generiche di cui non è consentito
l'uso;
- che ad avviso di alcune associazioni di produttori,
il Ministero, nell'esprimere tali giudizi ultimativi,
commette un grave errore per i seguenti motivi:
a) la dizione "miele di bosco" o "melata
di bosco", utilizzata per indicare il miele di
melata, è da tempo impiegata commercialmente,
di uso consolidato e complessivamente conosciuta,
apprezzata dal consumatore italiano;
b) al pari della dizione "millefiori", l'indicazione
"miele di bosco" costituisce ormai per i
consumatori italiani ed europei un motivo di certa
riconoscibilità del prodotto, peraltro in linea
con la vigente normativa comunitaria e nazionale sull'etichettatura,
presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari;
c) in diversi paesi europei è consolidato l'utilizzo
dei termini "miel de bois" o "wald
honig" o "forest honey" per indicare
appunto questo tipo di miele;
d) dal punto di vista produttivo e di mercato si tratta
di un prodotto estremamente interessante, grazie alla
specifica denominazione;
e) che la risoluzione di per sé provoca la
contraddizione di avere un prodotto italiano venduto
in altri paesi (tipo la Germania) con la dizione "miele
di bosco" e non commercializzabile in Italia
e, viceversa, per la libera circolazione delle merci
all'interno degli stati dell'Unione (e non solo),
di avere prodotti di importazione equivalenti al "miele
di bosco" distribuiti in Italia con la dicitura
"forest honey";
f) il Ministero stesso nell'apposita lista elenca
tali tipologie di miele fra i "prodotti tipici".
Premesso, inoltre
- che nel solo Piemonte sono almeno
15/20.000 i quintali annualmente raccolti di tale
tipologia di miele;
- che tale produzione è in buona parte esportata
nel Nord Europa, ove è commercializzata come
"di bosco";
- che le quotazioni internazionali, a causa dell'impatto
della concorrenza dei mieli asiatici, si sono dimezzate
con una perdita di fatturato dell'apicoltura piemontese,
per il solo miele di bosco, valutabile - secondo l'Aspromiele
Cuneo - in tre milioni di euro;
- che nelle catene della grande distribuzione commerciale
vi è una sempre più forte spinta alla
riduzione delle referenze e dei prodotti proposti
al consumo,
Interpellano
il Presidente della Giunta Regionale e l'Assessore
competente
per conoscere quali iniziative intenda
assumere l'Amministrazione regionale, anche avviando
un confronto con il Ministero delle Politiche Agricole
e Forestali, per salvaguardare l'apicoltura piemontese.
Torino, 14 giugno 2005
Franco Guida, UDC
Deodato Scanderebech, UDC
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