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Situazione
relativa allo Scaphoideus titanus, vettore della
Flavescenza dorata. Indicazioni di intervento per
il primo trattamento per le aziende aderenti alla
misura F1 del P.S.R.
Nei rilievi effettuati in data 6 giugno per verificare
l’andamento del ciclo biologico di Scaphoideus
titanus nei vigneti piemontesi è stata rilevata
la presenza di neanidi di Ia e IIa età e di ninfe di IIIa età, mentre
in zone più fresche prevalgono neanidi di
Ia e IIa . Pertanto, considerato che la schiusura
delle uova è iniziata verso il 15 maggio nelle
zone più precoci e circa una settimana dopo
in quelle più fresche, si individuano, in
base alle caratteristiche delle sostanze attive utilizzate,
i seguenti periodi di intervento per il primo trattamento
contro Scaphoideus titanus (il cui ciclo biologico
va comunque monitorato a livello locale), ricordando
anche di intervenire dopo la fine del periodo di
fioritura della vite:
Buprofezin (regolatore di crescita attivo solo su
stadi giovanili, da indirizzare preferibilmente contro
Ia , IIa e IIIa età, limitare l’impiego
a vigneti con popolazioni medio-basse di scafoideo e bassa incidenza di flavescenza
dorata) : 7 – 14 giugno Thiamethoxam (neonicotinoide, da indirizzare preferibilmente contro gli stadi
giovanili): 9 – 17 giugno Clorpirifos etil, Fenitrotion, Malation (per quest’ultimo principio attivo
sono consentiti formulati in emulsione olio/acqua o in olio vegetale) (fosforganici):
15 - 23 giugno.
Nelle aziende biologiche si consiglia di effettuare il primo trattamento con
piretro addizionato di piperonil butossido nel periodo 7 – 12 giugno,
a cui è consigliabile far seguire altri interventi a distanza di 8-10
giorni in funzione della scarsa persistenza del principio attivo e della scalarità della
schiusura delle uova di scafoideo.
Nelle zone dove un solo trattamento è reso obbligatorio (es. zone indenni
a rischio, Albese in destra fiume Tanaro), se effettivamente si opta per un
unico trattamento insetticida, il periodo di intervento con Thiamethoxam o
i fosforganici (non è consentito utilizzare il regolatore di crescita)
può essere posticipato di alcuni giorni in modo da colpire anche le
neanidi provenienti dalle schiusure delle uova più tardive.
Considerati i possibili rischi di avvelenamento delle api derivanti dall’impiego
di questi prodotti si ricorda che, come previsto dalla L. R. n. 20 del 3/8/98
ai fini della salvaguardia delle api e degli altri insetti pronubi, il trattamento
insetticida deve essere effettuato solo dopo la fine del periodo di fioritura
della vite, previa l’eliminazione
(tramite sfalcio e appassimento o asportazione) di eventuali fioriture spontanee
nella vegetazione sottostante le viti. Il trattamento deve inoltre essere effettuato
in assenza di vento per evitare fenomeni di deriva. L’inosservanza di
tali norme può essere causa di gravi danni all’apicoltura.
Il Responsabile del Settore Fitosanitario
dr. Ivano Scapin
Regione Piemonte -
Assessorato Ambiente, agricoltura e qualità.
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