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aggiornato a: 15.06.2006
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Situazione relativa allo Scaphoideus titanus, vettore della Flavescenza dorata. Indicazioni di intervento per il primo trattamento per le aziende aderenti alla misura F1 del P.S.R.

Nei rilievi effettuati in data 6 giugno per verificare l’andamento del ciclo biologico di Scaphoideus titanus nei vigneti piemontesi è stata rilevata la presenza di neanidi di Ia e IIa età e di ninfe di IIIa età, mentre in zone più fresche prevalgono neanidi di Ia e IIa . Pertanto, considerato che la schiusura delle uova è iniziata verso il 15 maggio nelle zone più precoci e circa una settimana dopo in quelle più fresche, si individuano, in base alle caratteristiche delle sostanze attive utilizzate, i seguenti periodi di intervento per il primo trattamento contro Scaphoideus titanus (il cui ciclo biologico va comunque monitorato a livello locale), ricordando anche di intervenire dopo la fine del periodo di fioritura della vite:
Buprofezin (regolatore di crescita attivo solo su stadi giovanili, da indirizzare preferibilmente contro Ia , IIa e IIIa età, limitare l’impiego a vigneti con popolazioni medio-basse di scafoideo e bassa incidenza di flavescenza dorata) : 7 – 14 giugno Thiamethoxam (neonicotinoide, da indirizzare preferibilmente contro gli stadi giovanili): 9 – 17 giugno Clorpirifos etil, Fenitrotion, Malation (per quest’ultimo principio attivo sono consentiti formulati in emulsione olio/acqua o in olio vegetale) (fosforganici): 15 - 23 giugno.
Nelle aziende biologiche si consiglia di effettuare il primo trattamento con piretro addizionato di piperonil butossido nel periodo 7 – 12 giugno, a cui è consigliabile far seguire altri interventi a distanza di 8-10 giorni in funzione della scarsa persistenza del principio attivo e della scalarità della schiusura delle uova di scafoideo.
Nelle zone dove un solo trattamento è reso obbligatorio (es. zone indenni a rischio, Albese in destra fiume Tanaro), se effettivamente si opta per un unico trattamento insetticida, il periodo di intervento con Thiamethoxam o i fosforganici (non è consentito utilizzare il regolatore di crescita) può essere posticipato di alcuni giorni in modo da colpire anche le neanidi provenienti dalle schiusure delle uova più tardive.
Considerati i possibili rischi di avvelenamento delle api derivanti dall’impiego di questi prodotti si ricorda che, come previsto dalla L. R. n. 20 del 3/8/98 ai fini della salvaguardia delle api e degli altri insetti pronubi, il trattamento insetticida deve essere effettuato solo dopo la fine del periodo di fioritura della vite, previa l’eliminazione (tramite sfalcio e appassimento o asportazione) di eventuali fioriture spontanee nella vegetazione sottostante le viti. Il trattamento deve inoltre essere effettuato in assenza di vento per evitare fenomeni di deriva. L’inosservanza di tali norme può essere causa di gravi danni all’apicoltura.

Il Responsabile del Settore Fitosanitario
dr. Ivano Scapin
Regione Piemonte - Assessorato Ambiente, agricoltura e qualità.