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aggiornato a: 30.03.2010
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Prima edizione della Mostra mercato dei mieli d’Italia

(30 marzo 2010) Sabato 27 e domenica 28 marzo 2010 si è svolta a Casale M.to la “prima Edizione della mostra mercato dei mieli d’Italia” e dei prodotti del territorio.
In una cornice festosa arricchita da coinvolgenti intrattenimenti per adulti e bambini, folta e qualificata è stata la presenza di stand espositivi, con prodotti enogastronomici e attrezzature apistiche.
Sabato si è tenuta un’interessante
Tavola rotonda che ha voluto affrontare il delicato tema della coabitazione tra apicoltura e agricoltura. Aspromiele è riuscita nel compito, tutt’altro che facile, di far sedere intorno a un tavolo tutte le componenti coinvolte.
Erano presenti i rappresentanti delle Istituzioni, della Ricerca, delle Organizzazioni agricole e degli Apicoltori. L’attualità e l’importanza del problema degli avvelenamenti delle api sono stati riconosciuti da tutte le parti coinvolte come gli elementi centrali sui quali improntare il dibattito. Una discussione franca, a volte spinosa, nella quale però sono sempre stati presenti un forte rispetto reciproco e la voglia di cercare soluzioni condivise.
Anche se permangono alcune differenze, tutti hanno convenuto che agricoltura e apicoltura sono due realtà inscindibili. L’apicoltura soffrirebbe molto senza le fioriture delle coltivazioni. L’agricoltura altrettanto senza l’apporto dell’impollinazione.
Un aspetto da mettere in rilievo è che tutti hanno concordato nell’individuare nella Ricerca uno dei punti deboli del sistema produttivo agricolo oggi presente nel nostro paese. Ci si è chiesti qual è il metodo che porta all’approvazione o meno di un prodotto fitosanitario (che a volte si dimostra essere molto pericoloso per l’ambiente e per l’uomo), chi finanzia la Ricerca che li studia e li brevetta.
Alla prima domanda si può rispondere solo tenendo in considerazione la risposta alla seconda…… La Ricerca pubblica, infatti, è sempre meno sostenuta dallo Stato. Gli sponsor privati rimangono oggi quasi gli unici finanziatori. Per un privato il business è lo scopo finale. Oggi, è bene ricordare che la produzione di sementi brevettate e la loro commercializzazione, come quella dei concimi, dei diserbanti, dei pesticidi sono in mano a poche Multinazionali. Queste stanno ormai avviandosi a controllare anche il mercato delle attrezzature usate in agricoltura. Anche l’assistenza tecnica fornita agli agricoltori soffre sempre più la pressione dei “consulenti tecnici” di queste potenti strutture.
Verso quale obiettivo deve indirizzarsi la Ricerca di soluzioni nella lotta ai nemici delle coltivazioni è deciso sempre più da chi, poi, in un modo o nell’altro le propone agli agricoltori. Impone più che propone. Ne è un esempio lampante il caso dei Neonicotinoidi utilizzati nella concia del seme di mais. Prima della loro sospensione erano introvabili semi non conciati.
Un ultimo aspetto su cui c’è stata totale convergenza è un dato molto significativo. Dopo la sospensione dell’utilizzo di semi di mais conciati con Neonicotinoidi non ci sono stati segnalati danni, se non minimi ed estremamente localizzati territorialmente, alle colture!
C’è stato anche spazio per affrontare il tema della possibile introduzione in Italia degli Organismi Geneticamente Modificati. Tutti, dalle Organizzazioni agricole a noi Apicoltori, passando dal mondo della Ricerca universitaria, hanno palesato una decisa preoccupazione verso questa possibilità. Da una parte non è stato dimostrato da nessuno che questi nuovi prodotti portino a una diminuzione dell’utilizzo di veleni in agricoltura, anzi, molti studi dimostrano il contrario. Dall’altra, prima della loro liberalizzazione in campo aperto sarebbe meglio attendere che si abbiano dei risultati indipendenti che dicano in modo chiaro se esistono possibili effetti collaterali provocati da queste modifiche genetiche per il nostro ecosistema e per noi consumatori.

L’attuale situazione della lotta alla varroa e le nuove possibilità per contrastarla sono stati i temi del Convegno di domenica. Apprensione per questa problematica sempre più complessa e difficile da affrontare è stata espressa dagli apicoltori. Tre sono stati i contributi dei tecnici di Aspromiele. La situazione generale e i dati dell’efficacia dei vari metodi di lotta è stato il contenuto della relazione di Roberto Barbero. Giovanni Guido ha presentato le prove effettuate seguendo il “Protocollo Amrine” di somministrazione dell’acido formico. Massimiliano Gotti infine ha proposto una panoramica sulle molteplici possibilità di ingabbiamento della regina nel metodo, sempre più interessante e praticabile, del blocco della covata.