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aggiornato a: 23.06.2009
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ROBERTO BARBERO SU RADIO POPOLARE

(13 giugno 2009) Roberto Barbero, coordinatore dei tecnici di Aspromiele, è stato intervistato dalla trasmissine Popline di Radio Popolare sul tema dei Neonicotinoidi.
Popline è un appuntamento serale che da 10 anni racconta i fatti, intervista i protagonisti delle notizie, scopre argomenti che gli altri media spesso ignorano.

Intervista a Roberto Barbero su “Radio Popolare” - trasmissione Popline del 1 Giugno 2009. (mp3)


Sullo stessa tema:

Appello agli imprenditori agricoli

Coloro che vivono in campagna e vivono di questa conoscono la gravissima crisi dell'apicoltura italiana e mondiale. Il problema è quello della morte delle api. Non si tratta di una situazione che si è verificata solo in questa stagione. E' da qualche anno che si assiste ad una sempre maggiore scomparsa delle api. Uno dei motivi della moria delle api è il sempre più diffuso utilizzo di insetticidi sistemici che trasformano le piante, cresciute da sementi conciate o irrorate con questi principi attivi, in fonte duratura di morte per tutti gli insetti. E' importante sapere che questi insetticidi uccidono non solo le api ma anche tutti gli insetti impollinatori che visitano i fiori. Uccidono in pratica tutta l’entomofauna utile che viene a contatto con questi agrofarmaci quando vengono spruzzati nell'ambiente oppure, essendo sistemici ed avvelenando la pianta, quando raccolgono il nettare e il polline dai fiori delle piante trattate. I residui di questi insetticidi, utilizzati per la concia delle sementi, si disperdono nell’ambiente anche al momento della semina contaminando la rugiada del mattino, l'acqua delle pozzanghere e dei fossi che le api, ma non solo, possono poi bere. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali (in accordo con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) ha emesso un provvedimento di sospensione cautelativa dei principi attivi (Clothianidin, Thiamethoxam, Imidacloprid e Fipronil) usati nella concia delle sementi. Tralasciando un attimo le normative di sospensione approvate cerchiamo di analizzare la situazione che si sta verificando. Le piante che hanno bisogno degli insetti per essere impollinate sono la grandissima maggioranza. Senza l'impollinazione non si avranno i frutti. Piano piano potremo dire addio alla nostra frutta e ai nostri prodotti dell'orto.
Siamo tutti coinvolti in questa dura battaglia. Anche gli allevatori potranno subire danni consistenti. Le piante spontanee che coprono i pascoli e che caratterizzano molti prodotti tipici, dop e dopg hanno anche loro bisogno degli insetti per riprodursi, così come il trifoglio, l’erba medica, la lupinella… Niente insetti, niente frutti e niente semi.
Per questa ragione chiediamo agli imprenditori agricoli che dovessero avere in magazzino scorte di sementi conciate con queste molecole ora sospese di non utilizzarle.
Siamo tutti coinvolti!
Chi fosse interessato può sostenere questa battaglia versando un contributo:

  • Conto Corrente Bancario U.N.A.API. presso Intesa San Paolo, filiale di Novi Ligure
    intestato ad U.N.A.API. - COD. IBAN IT82 F030 6948 4201 0000 0101 345.
  • Conto Corrente Bancario A.A.P.I. (presso Unicredit Banca)
    COD. IBAN: IT92 R020 0836 9500 0000 1132 370.

Con la motivazione: Sottoscrizione ape/ambiente.
Per informazioni: Aspromiele 0131250368 oppure www.mieliditalia.it


Proseguono gli attestati di solidarietà

Proseguono gli attestati di solidarietà, sostegno e apprezzamento che Aspromiele riceve per la sua battaglia contro l’utilizzo dei neonicotinoidi, molecole insetticide che sono una delle cause della moria delle api e di tutti gli altri insetti impollinatori. Questa lotta non è finalizzata alla sola difesa del lavoro e, conseguentemente, del reddito di migliaia di Aziende apistiche. Stiamo assistendo ad una continua violenza sul paesaggio rurale e sull’ambiente in generale. Una lenta distruzione del territorio agricolo, causato oltre che dalla cementificazione anche dalla monosuccessione colturale a cui vengono indirizzati gli Imprenditori agricoli. Rischiamo tutti di perdere in modo irreversibile quel patrimonio comune fondamentale che è la biodivesità.
E’ perciò quantomeno necessario che la normativa di sospensione di queste molecole, sperimentale e temporanea, venga per lo meno riconfermata.


Agrofarma precisa sul ritorno delle api

(Teleborsa) - Roma, 25 mag - A seguito della puntata di Report andata in onda domenica 24 maggio in cui si mette in relazione il ritorno delle api in Italia con la sospensione ministeriale dei neonicotinoidi, un tipo di agrofarmaci utilizzati per la concia delle sementi del mais, avvenuta lo scorso settembre, Agrofarma - Associazione nazionale imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica - desidera precisare quanto segue.
Il ritorno delle api non sta interessando esclusivamente i Paesi in cui è stato sospeso l'uso dei neonicotinoidi: in California per esempio, nonostante l'impiego di queste sostanze, si è assistito ad un consistente ritorno delle stesse in primavera. Lo si legge in una nota.
Nel 2008 in Francia, pur essendo stato sospeso l'utilizzo dei neonicotinoidi, il Ministero dell'Agricoltura ha annunciato che il monitoraggio effettuato in alcune regioni a seguito dell'autorizzazione di un insetticida per la concia del mais, non ha rilevato alcuna evoluzione preoccupante della mortalità delle api, tant'è che una di queste sostanze, ancora sospesa in Italia, è stata riammessa e utilizzata per seminare 700.000 ettari di mais.
Precisiamo che il fenomeno della moria ha origini molto antiche e che ciclicamente si sono sempre verificati momenti di forte moria della api, come è stato registrato per esempio nel 1860, quando i neonicotinoidi neppure esistevano.
Ricordiamo inoltre che la maggioranza della bibliografia scientifica mondiale riconosce la concia del seme di mais quale pratica indispensabile per il controllo di parassiti quale la diabrotica. Occorre infatti ricordare che l'utilizzo di semi conciati è fondamentale per garantire una produzione italiana di mais adeguata a soddisfare la crescente domanda di questa importante produzione agricola.
Agrofarma per prima è interessata alla tutela della salute e dell'ambiente, riteniamo quindi fondamentale per i cittadini un'informazione completa e approfondita da parte dei mezzi di informazione.


Fumo negli occhi

Sappiamo tutti che a settembre scadrà il Decreto di sospensione all'uso degli insetticidi concianti a base di molecole neonicotinoidi.
Sappiamo anche che se l'opinione pubblica non si fosse schierata al nostro fianco in modo così palese e netto forse non si sarebbe arrivati alla decisione del Ministro.
In vista delle delicate scelte che aspettano il Ministero è ricominciata, strisciante, la campagna mediatica volta a confondere le acque. Il sistema è facile e collaudato. Per prima cosa si enfatizzano alcune piccole concause di una problematica come fenomeni assolutamente principali e determinanti. E allora spazio alla fantasia. Le api muoiono solo per colpa dell'inquinamento elettromagnetico o di quello acustico. Sono sicuramente i residui tossici presenti nei nostri corsi d'acqua ad avvelenare mortalmente l'ape e a provocare il collasso della famiglia.
Poi, a volte, il male causa di tutto è un'entità eterea, immensa, e soprattutto non curabile, almeno nel breve e medio periodo. Come quando guardi qualcosa di ingiusto, raccapricciante e poi ti dici, ormai automaticamente, che tanto il mondo va così, e che non sarà oggi che cambierà qualcosa. Come in questo caso. I Media sottolineano in modo spropositato uno Studio compiuto da scienziati sicuramente competenti e in buona fede. La colpa principale della moria delle api sono i cambiamenti climatici. Guarda caso una problematica un po' complessa e non di facile risoluzione. Fumo negli occhi.
Tutto ciò ovviamente per distogliere l'attenzione dai veri problemi che oggi attanagliano l'apicoltura.
Per prima cosa il gravissimo fenomeno degli avvelenamenti che si è amplificato negli ultimi anni proprio a causa della micidiale "efficacia" delle nuove molecole tra cui i neonicotinoidi.
Secondariamente la difficoltà a contrastare il temibile acaro varroa. Sarebbe bello che quelle stesse multinazionali che investono così tante risorse per produrre molecole i cui effetti collaterali sono la morte biologica di tutta l'entomofauna che ne entra in contatto indirizzassero un minimo del loro bilancio nella ricerca per combattere quest'acaro.
La stessa Agrofarma è maestra nelle risposte sibilline; a chi le chiede un commento riguardo la concomitanza della mancanza di avvelenamenti a cui quest'anno abbiamo assistito in occasione della semina del Mais non conciato con neonicotinoidi, lei risponde con una generica felice constatazione del ritorno delle api. Inutile sottolineare che la domanda metteva l'accento sulla correlazione tra i due fenomeni: semina del Mais e assenza di avvelenamenti.