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ROBERTO BARBERO SU RADIO POPOLARE
(13 giugno 2009) Roberto Barbero, coordinatore
dei tecnici di Aspromiele, è stato intervistato
dalla trasmissine Popline di Radio Popolare sul tema
dei Neonicotinoidi.
Popline è un appuntamento serale che da 10
anni racconta i fatti, intervista i protagonisti delle
notizie, scopre argomenti che gli altri media spesso
ignorano.
(mp3)
Sullo stessa tema:
Appello agli imprenditori agricoli
Coloro che vivono in campagna e vivono
di questa conoscono la gravissima crisi dell'apicoltura
italiana e mondiale. Il problema è quello della
morte delle api. Non si tratta di una situazione che
si è verificata solo in questa stagione. E'
da qualche anno che si assiste ad una sempre maggiore
scomparsa delle api. Uno dei motivi della moria delle
api è il sempre più diffuso utilizzo
di insetticidi sistemici che trasformano le piante,
cresciute da sementi conciate o irrorate con questi
principi attivi, in fonte duratura di morte per tutti
gli insetti. E' importante sapere che questi insetticidi
uccidono non solo le api ma anche tutti gli insetti
impollinatori che visitano i fiori. Uccidono in pratica
tutta l’entomofauna utile che viene a contatto con
questi agrofarmaci quando vengono spruzzati nell'ambiente
oppure, essendo sistemici ed avvelenando la pianta,
quando raccolgono il nettare e il polline dai fiori
delle piante trattate. I residui di questi insetticidi,
utilizzati per la concia delle sementi, si disperdono
nell’ambiente anche al momento della semina contaminando
la rugiada del mattino, l'acqua delle pozzanghere
e dei fossi che le api, ma non solo, possono poi bere.
Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche
Sociali (in accordo con il Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali) ha emesso un provvedimento
di sospensione cautelativa dei principi attivi (Clothianidin,
Thiamethoxam, Imidacloprid e Fipronil) usati nella
concia delle sementi. Tralasciando un attimo le normative
di sospensione approvate cerchiamo di analizzare la
situazione che si sta verificando. Le piante che hanno
bisogno degli insetti per essere impollinate sono
la grandissima maggioranza. Senza l'impollinazione
non si avranno i frutti. Piano piano potremo dire
addio alla nostra frutta e ai nostri prodotti dell'orto.
Siamo tutti coinvolti in questa dura battaglia. Anche
gli allevatori potranno subire danni consistenti.
Le piante spontanee che coprono i pascoli e che caratterizzano
molti prodotti tipici, dop e dopg hanno anche loro
bisogno degli insetti per riprodursi, così
come il trifoglio, l’erba medica, la lupinella… Niente
insetti, niente frutti e niente semi.
Per questa ragione chiediamo agli imprenditori agricoli
che dovessero avere in magazzino scorte di sementi
conciate con queste molecole ora sospese di non utilizzarle.
Siamo tutti coinvolti!
Chi fosse interessato può sostenere questa
battaglia versando un contributo:
- Conto Corrente Bancario U.N.A.API.
presso Intesa San Paolo, filiale di Novi Ligure
intestato ad U.N.A.API. - COD. IBAN IT82 F030 6948
4201 0000 0101 345.
- Conto Corrente Bancario A.A.P.I.
(presso Unicredit Banca)
COD. IBAN: IT92 R020 0836 9500 0000 1132 370.
Con la motivazione: Sottoscrizione
ape/ambiente.
Per informazioni: Aspromiele 0131250368 oppure www.mieliditalia.it
Proseguono gli attestati di solidarietà
Proseguono gli attestati di solidarietà,
sostegno e apprezzamento che Aspromiele riceve per
la sua battaglia contro l’utilizzo dei neonicotinoidi,
molecole insetticide che sono una delle cause della
moria delle api e di tutti gli altri insetti impollinatori.
Questa lotta non è finalizzata alla sola difesa
del lavoro e, conseguentemente, del reddito di migliaia
di Aziende apistiche. Stiamo assistendo ad una continua
violenza sul paesaggio rurale e sull’ambiente in generale.
Una lenta distruzione del territorio agricolo, causato
oltre che dalla cementificazione anche dalla monosuccessione
colturale a cui vengono indirizzati gli Imprenditori
agricoli. Rischiamo tutti di perdere in modo irreversibile
quel patrimonio comune fondamentale che è la
biodivesità.
E’ perciò quantomeno necessario che la normativa
di sospensione di queste molecole, sperimentale e
temporanea, venga per lo meno riconfermata.
- Distretto di Economia Solidale
della provincia di Verona “EL SE’LESE SE’LESE”
- Associazione Rurale Italiana
-
- Osservatorio Territoriale Bacino
della Val Bormida
Osservatorio Valle Bormida, Savona - Giovanni Stegagno
- Associazione ASINOI, Roccaverano,
Asti - asinoi@dada.net - Maurizio Mortara
- Associazione Culturale Langa Astigiana
- circoloculturalelangaastigiana@virgilio.it
- Cooperativa di Consumo “della Rava
e della Fava”, Asti
- Consorzio di Tutela della Robiola
di Roccaverano -
Agrofarma precisa sul ritorno delle
api
(Teleborsa) - Roma, 25 mag - A seguito
della puntata di Report andata in onda domenica 24
maggio in cui si mette in relazione il ritorno delle
api in Italia con la sospensione ministeriale dei
neonicotinoidi, un tipo di agrofarmaci utilizzati
per la concia delle sementi del mais, avvenuta lo
scorso settembre, Agrofarma - Associazione nazionale
imprese agrofarmaci che fa parte di Federchimica -
desidera precisare quanto segue.
Il ritorno delle api non sta interessando esclusivamente
i Paesi in cui è stato sospeso l'uso dei neonicotinoidi:
in California per esempio, nonostante l'impiego di
queste sostanze, si è assistito ad un consistente
ritorno delle stesse in primavera. Lo si legge in
una nota.
Nel 2008 in Francia, pur essendo stato sospeso l'utilizzo
dei neonicotinoidi, il Ministero dell'Agricoltura
ha annunciato che il monitoraggio effettuato in alcune
regioni a seguito dell'autorizzazione di un insetticida
per la concia del mais, non ha rilevato alcuna evoluzione
preoccupante della mortalità delle api, tant'è
che una di queste sostanze, ancora sospesa in Italia,
è stata riammessa e utilizzata per seminare
700.000 ettari di mais.
Precisiamo che il fenomeno della moria ha origini
molto antiche e che ciclicamente si sono sempre verificati
momenti di forte moria della api, come è stato
registrato per esempio nel 1860, quando i neonicotinoidi
neppure esistevano.
Ricordiamo inoltre che la maggioranza della bibliografia
scientifica mondiale riconosce la concia del seme
di mais quale pratica indispensabile per il controllo
di parassiti quale la diabrotica. Occorre infatti
ricordare che l'utilizzo di semi conciati è
fondamentale per garantire una produzione italiana
di mais adeguata a soddisfare la crescente domanda
di questa importante produzione agricola.
Agrofarma per prima è interessata alla tutela
della salute e dell'ambiente, riteniamo quindi fondamentale
per i cittadini un'informazione completa e approfondita
da parte dei mezzi di informazione.
Fumo negli occhi
Sappiamo tutti che a settembre scadrà
il Decreto di sospensione all'uso degli insetticidi
concianti a base di molecole neonicotinoidi.
Sappiamo anche che se l'opinione pubblica non si fosse
schierata al nostro fianco in modo così palese
e netto forse non si sarebbe arrivati alla decisione
del Ministro.
In vista delle delicate scelte che aspettano il Ministero
è ricominciata, strisciante, la campagna mediatica
volta a confondere le acque. Il sistema è facile
e collaudato. Per prima cosa si enfatizzano alcune
piccole concause di una problematica come fenomeni
assolutamente principali e determinanti. E allora
spazio alla fantasia. Le api muoiono solo per colpa
dell'inquinamento elettromagnetico o di quello acustico.
Sono sicuramente i residui tossici presenti nei nostri
corsi d'acqua ad avvelenare mortalmente l'ape e a
provocare il collasso della famiglia.
Poi, a volte, il male causa di tutto è un'entità
eterea, immensa, e soprattutto non curabile, almeno
nel breve e medio periodo. Come quando guardi qualcosa
di ingiusto, raccapricciante e poi ti dici, ormai
automaticamente, che tanto il mondo va così,
e che non sarà oggi che cambierà qualcosa.
Come in questo caso. I Media sottolineano in modo
spropositato uno Studio compiuto da scienziati sicuramente
competenti e in buona fede. La colpa principale della
moria delle api sono i cambiamenti climatici. Guarda
caso una problematica un po' complessa e non di facile
risoluzione. Fumo negli occhi.
Tutto ciò ovviamente per distogliere l'attenzione
dai veri problemi che oggi attanagliano l'apicoltura.
Per prima cosa il gravissimo fenomeno degli avvelenamenti
che si è amplificato negli ultimi anni proprio
a causa della micidiale "efficacia" delle
nuove molecole tra cui i neonicotinoidi.
Secondariamente la difficoltà a contrastare
il temibile acaro varroa. Sarebbe bello che quelle
stesse multinazionali che investono così tante
risorse per produrre molecole i cui effetti collaterali
sono la morte biologica di tutta l'entomofauna che
ne entra in contatto indirizzassero un minimo del
loro bilancio nella ricerca per combattere quest'acaro.
La stessa Agrofarma è maestra nelle risposte
sibilline; a chi le chiede un commento riguardo la
concomitanza della mancanza di avvelenamenti a cui
quest'anno abbiamo assistito in occasione della semina
del Mais non conciato con neonicotinoidi, lei risponde
con una generica felice constatazione del ritorno
delle api. Inutile sottolineare che la domanda metteva
l'accento sulla correlazione tra i due fenomeni: semina
del Mais e assenza di avvelenamenti.
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