| Avvelenamenti
che fare
I gravi fenomeni
di avvelenamento che si stanno verificando in occasione
delle semine
di mais (segnalazioni riguardano già in Piemonte
le province di Alessandria, Cuneo e Torino) impongono
la necessità di proporre un modello operativo
cui attenersi
La denuncia
L’elemento di maggior criticità è rappresentato
dalla denuncia dell’avvelenamento subìto.
Quasi sempre gli apicoltori si lamentano del danno,
ma sono estremamente restii alla denuncia. In realtà è l’elemento
prioritario in quanto unico elemento oggettivo che
può testimoniare l’accaduto. Ricordo,
a puro titolo di esempio, che lo scorso anno, a fronte
di alcune migliaia di alveari certamente coinvolti
negli avvelenamenti su girasole, non esiste alcuna
denuncia ufficiale La denuncia va fatta al competente
servizio veterinario e deve essere accompagnata dalla
richiesta della tempestiva raccolta di un campione
ufficiale di api, compilando l’allegata scheda.
Sono segnalati tuttavia casi di servizi veterinari
che non hanno provveduto alla raccolta del campione
di api o che si sono rifiutati di provvedervi. In
tali casi è indispensabile inoltrare la denuncia
alla locale stazione dei carabinieri. Si veda .
Il campione di api
Sono estremamente importanti la tempistica di intervento,
la modalità di conservazione e di trasporto
del campione al laboratorio di analisi. Alcuni
principi attivi sono fotolabili e non più rintracciabili
già dopo pochi giorni; comunque l’esposizione
agli agenti atmosferici pregiudica enormente la
qualità del campione. A questa considerazione
si aggiunga che alcuni principi attivi hanno azione
letale sull’ape a dosaggi estremamente bassi:
per l’imidacloprid ad esempio 0,03 ppb. In
pratica le nostre api vengono uccisi da dosaggi
che sono poco più di nulla; è evidente
come qualunque “errore” per quanto
piccolo possa essere può inficiare il risultato.
Si consiglia di raccogliere quindi campioni di
api fresche, morte da poco o morenti, operando
preferibilmente al mattino presto. Potrà sembrare
superfluo ma il campione deve essere anche sufficiente:
continuano a pervenire campioni raccolti da apicoltori
composti da 10 api... non servono a nulla. Un buon
campione deve essere composto da almeno 100 g di
api (1.000 api circa).
Indispensabile avere con se borsa frigo con siberini
per conservare il campione sino a casa. Il campione
andrà poi immediatamente congelato. Particolare
cura anche per il trasporto del campione al laboratorio
analisi che deve avvenire rispettando sempre il mantenimento
della linea del freddo: contenitori di polistirolo
a doppia parete e siberini sono inispensabili. Considerata
l’importanza del tema conviene provvedere come
associazione al trasporto al laboratorio; se ciò non
fosse possibile appoggiarsi ad un corriere affidabile
che garantisca la consegna entro le 24 ore. Si veda
Il laboratorio
Nel passato alcuni campioni di api sono stati inviati
a laboratori che non possedevano la necessaria
strumentazione analitica/competenza, con il risultato
per noi drammatico che a fronte di un campione
di api certamente avvelenato l’esito dell’analisi è stato
negativo. Il nostro laboratorio di riferimento è Floramo.
Siccome il Servizio Veterinario piemontese si appoggia
presso laboratori di sua fiducia, si è convenuto
con il dr Barbarino di procedere al prelievo di
un doppio campione: uno viene da noi inviato a
Floramo, l’altro seguirà la strada
prevista dal servizio veterinario. Fosse possibile
sarebbe utile venisse inviato a CRA-Apicoltura
(ex INA) via di Saliceto 80, Bologna
Far circolare la notizia
Il fenomeno degli avvelenamenti di api in concomitanza
con la semina del mais è enormemente più diffuso
di quanto apparirebbe. A fronte di poche segnalazioni
che parrebbero far ritenere limitato il problema,
in realtà si scopre poi girando in campo
che gli apiari coinvolti sono in numero enormemente
maggiore. L’obiettivo è se
non riuscire a far fare da tutti la denuncia almeno
riuscire
a sapere il nome di tutte le aziende ed il numero
degli alveari coinvolti.
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