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aggiornato a: 01.04.2008
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Avvelenamenti che fare

I gravi fenomeni di avvelenamento che si stanno verificando in occasione delle semine di mais (segnalazioni riguardano già in Piemonte le province di Alessandria, Cuneo e Torino) impongono la necessità di proporre un modello operativo cui attenersi

La denuncia
L’elemento di maggior criticità è rappresentato dalla denuncia dell’avvelenamento subìto. Quasi sempre gli apicoltori si lamentano del danno, ma sono estremamente restii alla denuncia. In realtà è l’elemento prioritario in quanto unico elemento oggettivo che può testimoniare l’accaduto. Ricordo, a puro titolo di esempio, che lo scorso anno, a fronte di alcune migliaia di alveari certamente coinvolti negli avvelenamenti su girasole, non esiste alcuna denuncia ufficiale La denuncia va fatta al competente servizio veterinario e deve essere accompagnata dalla richiesta della tempestiva raccolta di un campione ufficiale di api, compilando l’allegata scheda. Sono segnalati tuttavia casi di servizi veterinari che non hanno provveduto alla raccolta del campione di api o che si sono rifiutati di provvedervi. In tali casi è indispensabile inoltrare la denuncia alla locale stazione dei carabinieri. Si veda facsimile denuncia.

Il campione di api
Sono estremamente importanti la tempistica di intervento, la modalità di conservazione e di trasporto del campione al laboratorio di analisi. Alcuni principi attivi sono fotolabili e non più rintracciabili già dopo pochi giorni; comunque l’esposizione agli agenti atmosferici pregiudica enormente la qualità del campione. A questa considerazione si aggiunga che alcuni principi attivi hanno azione letale sull’ape a dosaggi estremamente bassi: per l’imidacloprid ad esempio 0,03 ppb. In pratica le nostre api vengono uccisi da dosaggi che sono poco più di nulla; è evidente come qualunque “errore” per quanto piccolo possa essere può inficiare il risultato. Si consiglia di raccogliere quindi campioni di api fresche, morte da poco o morenti, operando preferibilmente al mattino presto. Potrà sembrare superfluo ma il campione deve essere anche sufficiente: continuano a pervenire campioni raccolti da apicoltori composti da 10 api... non servono a nulla. Un buon campione deve essere composto da almeno 100 g di api (1.000 api circa).
Indispensabile avere con se borsa frigo con siberini per conservare il campione sino a casa. Il campione andrà poi immediatamente congelato. Particolare cura anche per il trasporto del campione al laboratorio analisi che deve avvenire rispettando sempre il mantenimento della linea del freddo: contenitori di polistirolo a doppia parete e siberini sono inispensabili. Considerata l’importanza del tema conviene provvedere come associazione al trasporto al laboratorio; se ciò non fosse possibile appoggiarsi ad un corriere affidabile che garantisca la consegna entro le 24 ore. Si veda questionario.

Il laboratorio
Nel passato alcuni campioni di api sono stati inviati a laboratori che non possedevano la necessaria strumentazione analitica/competenza, con il risultato per noi drammatico che a fronte di un campione di api certamente avvelenato l’esito dell’analisi è stato negativo. Il nostro laboratorio di riferimento è Floramo. Siccome il Servizio Veterinario piemontese si appoggia presso laboratori di sua fiducia, si è convenuto con il dr Barbarino di procedere al prelievo di un doppio campione: uno viene da noi inviato a Floramo, l’altro seguirà la strada prevista dal servizio veterinario. Fosse possibile sarebbe utile venisse inviato a CRA-Apicoltura (ex INA) via di Saliceto 80, Bologna

Far circolare la notizia
Il fenomeno degli avvelenamenti di api in concomitanza con la semina del mais è enormemente più diffuso di quanto apparirebbe. A fronte di poche segnalazioni che parrebbero far ritenere limitato il problema, in realtà si scopre poi girando in campo che gli apiari coinvolti sono in numero enormemente maggiore. L’obiettivo è se non riuscire a far fare da tutti la denuncia almeno riuscire a sapere il nome di tutte le aziende ed il numero degli alveari coinvolti.