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I mieli del Piemonte
Melata di bosco
Il miele
Il nome tecnico potrebbe essere miele di melata di
Metcalfa pruinosa ricordando l'insetto che produce
questa melata che le api raccolgono su piante diverse
arboree e erbacee.
In realtà oggi le norme legislative prevedono
che il miele assuma il nome della pianta da cui deriva
e non è contemplato il nome dell'insetto, in
questo caso una cicalina; in realtà in questo
caso il miele deriva da melate prodotte da molte specie
vegetali diverse parassitizzate da un unico insetto.
Anche la denominazione "melata di bosco"
non è attualmente contemplata dal legislatore,
pur essendo consolidata per il consumatore.
E' di colore ambrato scuro, talvolta quasi pece e
viene presentato quasi ovunque allo stato liquido.
Il profumo è intenso, vegetale, fruttato, di
marmellata troppo cotta, di pomodori verdi, confettura
di fichi.
In bocca il sapore è pieno, aromatico, poco
dolce rispetto ai mieli di nettare, per alcuni quasi
salato, interessante per la sua complessità
aromatica. L'aroma, infatti, richiama l'odore di passata
di pomodoro e marmellata di fichi, ma stupisce il
sapore maltato, di datteri, di cotto.
Zone di produzione
Il Piemonte è una delle regioni italiane dove
si ottengono i migliori mieli di melata. Le produzioni
sono state molto abbondanti nei primi anni dopo l'introduzione
dell'insetto (a metà
degli anni 90), ora, probabilmente a causa della presenza
di altri insetti predatori limitatori naturali, si
sono ridotte per quantità e si sono localizzate
nelle aree più idonee allo sviluppo della cicalina.
Ambienti ideali sono incolti e boschi in zone a bassa
quota sul livello del mare, in zone umide e calde.
Fondamentali sono le condizioni climatiche sia per
lo sviluppo delle generazioni dell'insetto, sia poi
per le condizioni ideali di raccolta della melata;
questa avviene dalla seconda metà del mese
di luglio sino a fine agosto se perdura il caldo e
l'aria umida e non si verificano temporali troppo
violenti che dilavano le melate.
Il miele che si può ottenere può presentare
una certa variabilità legata al tipo di pianta
su cui è avvenuta la raccolta, ne viene valutato
il grado di purezza misurandone la quantità
di sali contenuti (controllo della conducibilità
elettrica). Le melate piemontesi sono al riguardo
sempre eccellenti per la mancanza quasi ovunque di
raccolti concomitanti.
Utilizzo nella
dieta e in cucina
E' un miele così diverso dai mieli di nettare
da sorprendere ed incuriosire anche coloro che non
sono tradizionalmente attratti dal miele.
La complessità aromatica della melata di bosco
può stupire piacevolmente quando accostata
a formaggi di medio impasto, formaggi asciutti, non
troppo grassi, una toma di Murazzano o di Roccaverano,
ma non sfigura neppure in accompagnamento con il nobile
Castelmagno. La sensazione può essere confrontata
all'effetto della "cugnà" la marmellata
di mosto d'uva con nocciole e mille aromi e sapori
tradizionalmente utilizzata nella cucina piemontese
ad accompagnare formaggi e carni bollite.
Anche come dolcificante la melata di bosco può
essere unita al latte tiepido col quale si sposa grazie
alla componente maltata (un sapore più pieno
di quello dello zucchero di canna)
Ma è ancora un miele da scoprire, da imparare
a conoscere ed apprezzare meglio, un prodotto nuovo
che non si spaventa di fronte a nessun ardito abbinamento.
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