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aggiornato a: 05.12.2009
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Convegno
Polline di Montagna: una prospettiva in più per l’apicoltura.

Polline di montagnaGrande successo lunedì 30 Novembre per la presentazione presso il salone d’onore della Camera di Commercio di Cuneo dei risultati del lavoro sperimentale sull’apicoltura in montagna ed in particolare sulla produzione di polline, cui ha preso parte anche l’Assessore Agricoltura della Regione Piemonte Mino Taricco.
L’idea, decisamente innovativa realizzata da Aspromiele con finanziamenti e collaborazione di Coldiretti Cuneo, Regione Piemonte, Provincia di Cuneo e Comunità Montane Valle Stura e Valle Varaita, ha coinvolto aziende di valle con giovani imprenditori ed ha dato risultati positivi al di là di ogni più rosea previsione.

Polline di montagnaPer la prova sono stati osservati 40 alveari divisi in quattro diverse postazioni di cui due in Valle Varaita (a Casteldelfino e Bellino) e altrettante in Valle Stura (a monte di Bergemoletto e tra Sambuco e Pietraporzio). In ciascuna postazione cinque alveari sono stati dotati di trappola per la raccolta del polline ed altri cinque fungevano da testimoni. Ad inizio e fine prova è stata valutata la forza e la sanità di ciascuna famiglia con la valutazione di numero di api presenti, scorte e covata realizzata con il metodo dei sesti. Ogni tre giorni è stata effettuata la raccolta del polline dagli apicoltori o dai tecnici Aspromiele.

Polline di montagnaScopo della prova era quello di evidenziare eventuali potenzialità produttive anche in alta montagna e verificare che tale produzione non compromettesse la raccolta di miele.
Al termine della prova con risultati molto netti in ciascuna delle quattro postazioni oggetto di studio, si è dimostrato che nel periodo di produzione del miele di alta montagna è possibile piazzare le trappole per la raccolta polline senza pregiudicare in alcun modo la raccolta del miele ed ottenere produzioni di polline molto significative (da un minimo di 1,5 ad un massimo di 4,1 kg per famiglia).

Interessanti anche i risultati scientifici ottenuti studiando la qualità dei pollini raccolti, argomento del quale esiste ad oggi bibliografia molto scarsa. Nella postazione di Bergemoletto di Demonte posta ad oltre 1500 m di quota, per circa un mese le api hanno raccolto quasi esclusivamente polline di castagno e la cosa appare quasi incredibile se si pensa che tale raccolta è cominciata sin dalla fioritura dei primi castagni a Festiona (quasi 3 km in linea d’aria e 1400 m di dislivello). Situazione inversa a Sambuco (quota 1200 m slm) dove per un certo periodo si è raccolto in purezza polline di lupinella (le praterie con tale essenza sono a circa 2400 m di quota). E’ evidente che le api in montagna utilizzano per guadagnare quota le correnti ascensionali. Incredibile, invece, per la molteplicità di composizione e di conseguenza la variabilità di colori, il polline prodotto a Casteldelfino. Caratteristico infine per sapore speziato e lieve retrogusto amaro il polline prodotto a Bellino.Polline di montagna

Al termine di questo primo anno di studi al quale speriamo possa far seguito un secondo anno di sperimentazione per la conferma dei risultati ottenuti, si può comunque già affermare che la produzione di polline, che si è rivelato di qualità eccellente, potrà essere dunque nuova risorsa per queste aree. In particolare l’attività di raccolta del polline potrà più facilmente essere prerogativa delle aziende poste in montagna perché per tale produzione sono necessari interventi frequenti decisamente più onerosi per chi proviene da lontano.

Da sottolineare, infine, come la grande attenzione posta alla presentazione ufficiale di tali risultati, sia stata sottolineata dall’attenta presenza di oltre ottanta apicoltori professionali della provincia e dei funzionari e rappresentanti politici di tutte le Istituzioni coinvolte che hanno manifestato l’intenzione di sostenere fattivamente il progetto per un secondo anno di lavoro.

Polline di montagnaHa concluso l’incontro un assaggio di prodotti montani accompagnati dal miele: trota affumicata su letto di valeriana e miele di melata di abete, assaggi di formaggi dell’alpe accompagnati da miele di castagno, yogurt con miele di montagna e polline di Casteldelfino, macedonia di frutta di stagione con miele di rododendro. Il buffet era stato preparato dall’Ambasciatore dei Mieli Carlo Olivero.