Convegno
Polline
di Montagna: una prospettiva in più per
l’apicoltura.
Grande successo lunedì 30
Novembre per la presentazione presso il salone d’onore
della Camera di Commercio di Cuneo dei risultati
del lavoro sperimentale sull’apicoltura in
montagna ed in particolare sulla produzione di polline,
cui ha preso parte anche l’Assessore Agricoltura
della Regione Piemonte Mino Taricco.
L’idea, decisamente innovativa realizzata da
Aspromiele con finanziamenti e collaborazione di
Coldiretti Cuneo, Regione Piemonte, Provincia di
Cuneo e Comunità Montane Valle Stura e Valle
Varaita, ha coinvolto aziende di valle con giovani
imprenditori ed ha dato risultati positivi al di
là di ogni più rosea previsione.
Per la prova sono stati osservati 40 alveari divisi
in quattro diverse postazioni di cui due in Valle
Varaita (a Casteldelfino e Bellino) e altrettante
in Valle Stura (a monte di Bergemoletto e tra Sambuco
e Pietraporzio). In ciascuna postazione cinque alveari
sono stati dotati di trappola per la raccolta del
polline ed altri cinque fungevano da testimoni. Ad
inizio e fine prova è stata valutata la forza
e la sanità di ciascuna famiglia con la valutazione
di numero di api presenti, scorte e covata realizzata
con il metodo dei sesti. Ogni tre giorni è stata
effettuata la raccolta del polline dagli apicoltori
o dai tecnici Aspromiele.
Scopo della prova era quello di evidenziare eventuali
potenzialità produttive anche in alta montagna
e verificare che tale produzione non compromettesse
la raccolta di miele.
Al termine della prova con risultati molto netti
in ciascuna delle quattro postazioni oggetto di studio,
si è dimostrato che nel periodo di produzione
del miele di alta montagna è possibile piazzare
le trappole per la raccolta polline senza pregiudicare
in alcun modo la raccolta del miele ed ottenere produzioni
di polline molto significative (da un minimo di 1,5
ad un massimo di 4,1 kg per famiglia).
Interessanti anche i risultati scientifici ottenuti
studiando la qualità dei pollini raccolti,
argomento del quale esiste ad oggi bibliografia molto
scarsa. Nella postazione di Bergemoletto di Demonte
posta ad oltre 1500 m di quota, per circa un mese
le api hanno raccolto quasi esclusivamente polline
di castagno e la cosa appare quasi incredibile se
si pensa che tale raccolta è cominciata sin
dalla fioritura dei primi castagni a Festiona (quasi
3 km in linea d’aria e 1400 m di dislivello).
Situazione inversa a Sambuco (quota 1200 m slm) dove
per un certo periodo si è raccolto in purezza
polline di lupinella (le praterie con tale essenza
sono a circa 2400 m di quota). E’ evidente
che le api in montagna utilizzano per guadagnare
quota le correnti ascensionali. Incredibile, invece,
per la molteplicità di composizione e di conseguenza
la variabilità di colori, il polline prodotto
a Casteldelfino. Caratteristico infine per sapore
speziato e lieve retrogusto amaro il polline prodotto
a Bellino.
Al termine di questo primo anno di studi al quale
speriamo possa far seguito un secondo anno di sperimentazione
per la conferma dei risultati ottenuti, si può comunque
già affermare che la produzione
di polline,
che si è rivelato di qualità eccellente,
potrà essere dunque nuova risorsa per queste
aree. In particolare l’attività di raccolta
del polline potrà più facilmente essere
prerogativa delle aziende poste in montagna perché per
tale produzione sono necessari interventi frequenti
decisamente più onerosi per chi proviene da
lontano.
Da sottolineare, infine, come la grande attenzione
posta alla presentazione ufficiale di tali risultati,
sia stata sottolineata dall’attenta presenza
di oltre ottanta apicoltori professionali della provincia
e dei funzionari e rappresentanti politici di tutte
le Istituzioni coinvolte che hanno manifestato l’intenzione
di sostenere fattivamente il progetto per un secondo
anno di lavoro.
Ha concluso l’incontro un assaggio
di prodotti montani accompagnati dal miele: trota affumicata
su letto di valeriana e miele di melata di abete,
assaggi di formaggi dell’alpe accompagnati
da miele di castagno, yogurt con miele di montagna
e polline di Casteldelfino, macedonia di frutta di
stagione con miele di rododendro. Il buffet era stato
preparato dall’Ambasciatore dei Mieli Carlo
Olivero.
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