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Nuova arnietta di fecondazione
Una delle novità che verranno
presentate nel corso del 2004 è rappresentata dalla nuova
arnietta da fecondazione della CMA. In anteprima per L'Apis gli
aspetti caratterizzanti.
Molto
spesso, quando mi trovo nelle zone di Casale Monferrato, passo dalla
CMA per fare visita alla famiglia Pitarresi, sempre sicuro di scambiare
due chiacchiere e di bere un buon caffè. Poco tempo fa, mentre
mi aggiravo per il negozio, vedo una stana arnietta con un telaio
ripiegato.
E questa cos'è? Chiedo io. Gino e Michele mi spiegano che
secondo loro sarà la novità apistica del 2004 e che
si tratta di un arnietta di fecondazione un po' particolare che
si rivolge agli apicoltori amatoriali.
Il fulcro di questa nuova invenzione è il telaino pieghevole.
In pratica, si tratta di un telaio Hoffman (autodistanziante) che
si può ripiegare su se stesso ed andare a costituire un mininucleo
nell'apposita arnietta. Il vantaggio è dato dal fatto che
questi telai, una volta aperti e bloccati con gli appositi fermagli,
possono essere inseriti in primavera presto negli alveari; la regina
inizierà a deporvi e, come in un qualsiasi telaio, le api
alleveranno la covata. Quando poi decideremo di allestire i nuclei
di fecondazione non dovremo far altro che estrarre il telaio con
relative api e covata, inserirlo nell'arnietta e… il gioco è
fatto! Gino mi dice che l'intenzione è stata di creare uno
strumento utilizzabile anche dagli apicoltori che, per problemi
di vista, proprio non digeriscono il traslarvo! Spiegami meglio,
gli chiedo.
Gino afferma che chi è in difficoltà nel fare i traslarvi
deve solo avere l'accortezza di assicurarsi della presenza sul telaio
di giovani larve; ci penseranno poi le api ad allevare le celle
e, dopo un mese, se il volo di fecondazione avrà avuto buon
esito all'interno del nucleo avremo una giovane regina feconda.
Ovviamente, inserendo una cella reale, il tutto sarà velocizzato.
A fine stagione non dovremo far altro che riaprire i telai ed inserirli
negli alveari. Il sistema sembra interessante.
Vediamo quali potrebbero essere i vantaggi di questo nuovo metodo:
- la dimensione del nucleo di fecondazione non è piccolissima;
questo permette alla regina feconda di deporre, evitando così
il rischio di abbandono del nucleo per congestione.
- Non è necessario fare pacchi d'api per riempire i mininuclei.
- La presenza di covata evita la diserzione del nucleo appena costituito
da parte delle api, senza dover ricorrere al periodo di clausura
che viene normalmente adottato per i mininuclei.
- I telai possono facilmente essere riuniti alla fine dei cicli
di fecondazione.
Questo nuovo modello di nucleo di fecondazione è disponibile
in tre versioni: ad uno, a due ed a tre scomparti. Tutti i modelli
sono dotati di un nutritore a soffitta.
Per quanto riguarda i problemi che si possono incontrare, nulla
è ancora dato a sapere. Essendo una novità nessuno
si è potuto cimentare nell'uso di questo nuovo modello.
La curiosità suscitata, anche tra gli apicoltori professionali,
è tanta. Penso che per l'anno prossimo saranno in molti ad
averla provata e giudicata! Dimenticavo: Michele assicura che la
presentazione (alla grande) avverrà alla fiera di Piacenza.
Alla prossima!
Massimiliano Gotti
(Da
L'Apis n.3 - 2004)
5 Settembre, 2010
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