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SANT'APOLLINARE E LE API D'ORO

L'immagine di S. Apollinare con le sue 207 api d'oro è unica in tutto il mondo, ma dimenticata da noi apicoltori e non citata in nessun libro della storia dell'apicoltura.

Sant'Apollinare, la cui festa è tradizionalmente celebrata il 23 luglio, è il patrono di Ravenna e dell'Emilia Romagna.
Se visitate i mosaici di Ravenna, oppure vi trovate sulla costa adriatica per le vacanze estive non mancate di visitare la Basilica di S. Apollinare in Classe a 5 km da Ravenna e a 15 km dall'azienda Lega se preferite.
E' la più grande Basilica paleocristiana, fatta edificare dal Vescovo Ursino, terminata e consacrata il 9 Maggio 549.
Nell'abside i mosaici stupendi sono testimonianza dell'ultimo ciclo dell'arte musiva ravennate. Al centro sotto la croce, è rappresentato S. Apollinare da Antiochia, primo Vescovo di Ravenna, primo evangelizzatore della regione; per gli amanti delle api, è garantita una grossa emozione. Su di un luminoso prato verde, ricco di fiori e di alberi, si staglia la figura del Pastore Protovescovo S. Apollinare orante, con l'antica pianeta arricchita di 207 api d'oro. Passano quasi inosservate davanti alla bellezza di tutto l'insieme, ma cosa significano, era forse un apicoltore?
Dall'antichità le api erano osservate e ammirate nei loro singolari costumi sociali; poeti, filosofi, politici e religiosi ne traevano insegnamento, ispirazione, riflessione sui temi della vita; un valore aggiunto diremmo oggi. Secondo una teoria avanzata da studiosi, le api hanno in questo caso un significato sacro simbolico. Durante l'Impero Bizantino, vi erano almeno 48 lingue diverse e analfabetismo diffuso; era stata quindi adottata una sorta di comunicazione non verbale, chiunque guardava le immagini ne traeva una storia. La chiesa cristiana, nei primi secoli, utilizzava le api come simbolo di resurrezione e quale comunità ideale esempio da seguire; dalle arnie si traeva anche la cera per le candele delle celebrazioni sacre e non mancava una preghiera chiamata elogio alle api. Le api d'oro di S. Apollinare significano la castità. Altri simboli come i gigli ai lati, che indicano la purezza; i fiori rossi ai piedi, il martirio; le pecore ai lati, il pastore di anime; l'aureola la santità e le mani aperte in segno di preghiera. Se ne trae l'immagine che si legge così: Sant'Apollinare martire, pastore di anime, casto e puro prega per noi.
La fortissima influenza della cultura Greca e il fatto che Ravenna è stata a lungo capitale romana fanno pensare che vi fosse un'apicoltura avanzata; purtroppo la maggior parte dei resti di quei tempi è sotto uno strato di terra che va dai 4 ai 7 metri e, solo recentemente, timidi scavi portano alla luce stupende ville romane e reperti d'ogni genere. Una foto del 1904 di uno degli apiari Gardini (in basso a pagina 23), ha come teatro i prati di Classe intorno alla Basilica dove avvennero fatti epici in apicoltura. Tutt'oggi è oggetto di un intenso nomadismo sull'erba medica e in qualche caso sul girasole. L'immagine sacra di S. Apollinare con 207 api d'oro è unica in tutto il mondo e in qualche modo dimenticata da noi apicoltori; non è riportata in nessun libro della storia dell'apicoltura, ma in ogni caso ritengo che dopo quasi 1500 anni di splendore rimarrà nell'eternità, come del resto lo è già il Santo.
Fausto Ridolfi
Appassionato allevatore di api regine e "storico apistico"

Carlo Carlini Carlo Carlini

(Da L'Apis n.2 - 2004)