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API DECIMATE NEL CENTRO-NORD:
IN PERICOLO LA PRODUZIONE PRIMAVERILE
(5 aprile 2004) Dai dati raccolti dall'Osservatorio
nazionale della produzione e del mercato del miele, alla ripresa
primaverile si è dimostrata drammatica
la situazione delle famiglie in gran parte del Centro-Nord.
I timori dei mesi scorsi sono stati purtroppo confermati. Quasi
ovunque le api che sono riuscite a sopravvivere all'inverno versano
in condizioni che non fanno sperare nulla di positivo per l'imminente
inizio di stagione. Le perdite sono
state molto alte - soprattutto nella zona collinare delle
regioni nord-occidentali - arrivando a superare anche il 50%. Gli
apicoltori più fortunati hanno comunque perdite intorno al
20-30%. Le zone più colpite da questo fenomeno sono come
detto il basso Piemonte, la Lombardia e la Toscana interna. Leggermente
migliore la situazione lungo la costa tirrenica, in Liguria, in
parte dell'Emilia-Romagna e nel Nord-Est, anche se - un po' a macchia
di leopardo - sono stati segnalati anche in questi areali danni
ingenti.
Le famiglie sopravvissute versano
in grave difficoltà, quasi ovunque sono in ritardo
nello sviluppo e scarsamente popolate, tanto da far temere per la
produzione del miele d'acacia - il primo d'importanza rilevante
della stagione - il rischio è che siano poche le famiglia
d'api che arriveranno al periodo di fioritura della robinia in condizione
tali da assicurare una buona produzione di miele.
I motivi di questa ecatombe sono diversi. Probabilmente è
un cocktail di eventi sfavorevoli. Il primo imputato è la
siccità della passata stagione, che ha ridotto la vitalità
delle api e impedito una sufficiente raccolta di scorte e la preparazione
di un'adeguata popolazione d'api da "internamento" per
affrontare l'inverno che, seppur non particolarmente rigido, è
stato lungo e ha avuto i mesi di febbraio e marzo particolarmente
freddi e nevosi. I diffusi problemi sanitari hanno fatto probabilmente
il resto.
Fortunatamente buona, in qualche
caso ottima, la situazione al Sud. Buone le notizie da Sicilia,
Calabria, Puglia e Campania, anche se è stato segnalato un
leggero ritardo rispetto alla norma nello sviluppo delle api, che
sono comunque in buone condizioni. Mediamente buona la situazione
in Sardegna, anche se continuano i problemi segnalati il mese scorso
per il Nosema (soprattutto nel Centro-Nord) e per il Mal nero (al
Sud).
La situazione ambientale - contrariamente
a quella sanitaria - è invece una delle migliori degli ultimi
anni in quasi tutta la Penisola. Le abbondanti precipitazioni invernali
e le temperature non troppo rigide dei mesi scorsi hanno fatto sì
che le fioriture siano abbondanti e ricche di nettare, fatto questo
che potrebbe contribuire ad una parziale ripresa della situazione
che al Nord, come detto, sembra in questo momento compromessa.
La richiesta di famiglie ha ormai superato
ogni immaginazione ed è tale che ormai non è più
possibile far fronte alla domanda. Il risultato è che quest'anno
in primavera, specie al Centro-Nord, non
ci saranno api a sufficienza per garantire la produzione,
indipendentemente da come sarà il proseguo della stagione.
La scarsità di api potrebbe determinare una flessione della
produzione nazionale di parecchi punti - sicuramente della capacità
produttiva - che si andrebbe ad aggiungere alle scarse produzioni
di questi due ultimi anni.
31 Luglio, 2010
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