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HOME API AGRICOLTURA AMBIENTE Notizie - Api e pesticidi E’ l’ora: Bando dei neonicotinoidi!

E’ l’ora: Bando dei neonicotinoidi!

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22 luglio 2014

20140722 monbiotIl giornalista George Monbiot ha pubblicato sul quotidiano The Guardian un importante e bello articolo, il 15 luglio 2014 dal titolo:

"E’ l’ora del Bando dei neonicotinoidi!
Per evitare un’altra primavera silenziosa Questi pesticidi distruggono ogni forma di vita in natura: l’evidenza non può essere negata.
Solo una moratoria mondiale potrà fermarli".

La traduzione dell’articolo di Monbiot, a cura di Unaapi: 

 
  

E’ l’ora: Bando dei neonicotinoidi!
Per evitare un’altra primavera silenziosa
Questi pesticidi distruggono ogni forma di vita in natura: l’evidenza non può essere negata.
Solo una moratoria mondiale potrà fermarli.

Dobbiamo decidere. Aspettiamo e assistiamo alla distruzione di interi ecosistemi con i potenti pesticidi, di Bayer e Syngenta, o ne sospendiamo l’uso, mentre vengono condotti studi scientifici adeguati? Il conflitto; da un lato la Natura nel mondo dall’altro due aziende chimiche: quanto sarà arduo?

Studi pubblicati nelle ultime settimane avvertono che questi neonicotinoidi, i pesticidi implicati nella moria e declino delle api, hanno effetti simili su gran parte delle forme di vita sulla Terra. Nel terreno e nell’acqua, queste neurotossine comportano il degrado di intere catene alimentari. Autorizzati senza che venissero condotti test sufficienti sul loro impatto, questi pesticidi sono oggi  i più utilizzati al mondo. Solo ora stiamo iniziando a renderci conto cosa comportano.

La scorsa settimana, Nature ha pubblicato uno studio che mostra la forte correlazione tra le concentrazioni di neonicotinoidi e il declino di uccelli come: rondini, allodole, zigolo giallo, ballerine, storni e passeri dalla gola bianca. Lo studio non dimostra il nesso di causalità, ma è stato intelligentemente progettato per escludere i fattori concorrenti. L’allarmante sparizione degli insetti causata dai neonicotinoidi è la spiegazione più semplice e ovvia: la nutrizione della prole di questi  uccelli dipende dalla disponibilità di insetti. Laddove si vi è un uso più intenso di molecole, le popolazioni di uccelli diminuiscono del 3,5% l’anno, diversamente da dove non sono usate. A questo ritmo, non ci vuole molto per prevedere un mondo senza cinguettii.

Un altro studio ha rilevato residui di neonicotinoidi in tutti i campioni di suolo prelevati e poi analizzati, queste sostanze attive sono in effetti altamente persistenti. Proposti agli agricoltori come precisi e mirati per colpire i parassiti, sono in realtà tra i pesticidi meno mirati mai prodotti. Con la concia delle sementi, solo il 5% viene assorbito dalla pianta; il resto impregna il suolo con un potenziale impatto letale per tutti gli animali che mantengono la compattezza e fertilità del terreno.

Non solo, sono solubili in acqua. Studi recenti suggeriscono un crollo di biodiversità e popolazione di invertebrati nei corsi d’acqua vicino alle aziende agricole che fanno uso di neonicotinoidi. Le mosche di maggio e i tricotteri, essenziali per la sopravvivenza di molti ecosistemi acquatici, sono particolarmente vulnerabili.

Un altro nuovo studio fornisce una prova schiacciante sulla causalità che lega queste sostanze chimiche al declino delle colonie d’api: l'improvvisa moria d’api mette a rischio la sopravvivenza di molte aziende apistiche degli USA. In un solo inverno, è scomparsa la metà delle colonie esposte ai neonicotinoidi; al contrario, non si sono verificate perdite nelle colonie non esposte.

La contaminazione nel Mondo sta spazzando via indiscriminatamente gli animali selvatici, a partire da quelli da cui dipende la stessa l'agricoltura: questi i risultati che emergono da un’analisi di revisione di 800 articoli scientifici, inclusi quelli di recente pubblicazione. Abbiamo bisogno altre evidenze per decidere?

Di sicuro c’è ancora “molto da scoprire”. Ad esempio non sappiamo quasi nulla sugli effetti a lungo termine e comulativi di queste sostanze, né cosa comportino per gli uccelli che mangiano semi contaminati, né l’impatto dei neonicotinoidi su: mammiferi, anfibi, barriera corallina, e su tutte le forme di vita acquatica. I governi hanno autorizzato i neonicotinoidi alla cieca, prima ancora di acquisire anche solo una piccola parte delle conoscenze necessarie.

Lungi da essere essenziali per la produzione di cibo, questi pesticidi sono una grave minaccia per l’approvvigionamento alimentare, per il loro probabile impatto su api e fauna del suolo. Sono stati progettati per “un’agricoltura pigra”, ma i loro vantaggi svaniscono di fronte a metodi più sofisticati quali il metodo di gestione integrata dei parassiti. L’unica risposta sensata, per quel poco di cui già ci rendiamo conto, è la moratoria d’uso a livello mondiale, in attesa di ulteriori studi più approfonditi su tutti gli effetti, fatto salvo quelli relativi all’impatto sulla salute umana.

Nell’agosto 1962, alla pubblicazione degli estratti del libro di Rachel Carson “Primavera Silenziosa”, il Presidente Kennedy istituì una commissione ad hoc per valutare l’impatto del DDT. Nell’arco di una decina di anni, il DDT è stato proibito negli USA, eccetto per casi di serie minacce per la salute pubblica.

Ciò è stato realizzato nonostante le cause legali, le massicce campagne di disinformazione della lobby delle industrie agrochimiche. Con l’accompagnamento dalle consuete insinuazioni su isteria e altre presunte patologie femminili, la Carson venne accusata di voler distruggere l'agricoltura degli Stati Uniti per conto dell’Unione Sovietica. E le calunnie continuano ancor oggi. “Movimenti” foraggiati dalla lobby diffondono la leggenda per cui DDT sarebbe stato vietato in tutto il mondo a causa del libro della Carson, causando la morte di milioni di persone per malaria. In realtà il bando del DDT (in vigore con la Convenzione di Stoccolma) è per gli usi agricoli, non per il contrasto alla malaria. Anzi il DDT sarebbe presto diventato inutile per la lotta alla malaria se si fosse continuato a utilizzarlo in agricoltura, infatti: maggiore è l’esposizione, più rapidamente le zanzare divengono resistenti. Kennedy e suoi successori sono stati saldi nella decisione.

Confrontatene ora il comportamento con la reazione del governo britannico alla richiesta di un maggior controllo sull’uso dei neonicotinoidi. Il governo ha utilizzato ogni scusa plausibile contro la proposta dell’Ue di sospenderne l’uso sulle colture con fiori. Owen Paterson, il peggior ministro dell'ambiente che il Regno Unito abbia mai avuto - colpito dalla Maledizione di Monbiot nel lunedì del rimpasto del Gabinetto - ha scritto privatamente a Syngenta per rassicurare la società che "i nostri sforzi [per fermare la sospensione] continueranno e si intensificheranno nei prossimi giorni". Il suo dipartimento ha commissionato uno studio con la pretesa di dimostrare la loro innocuità per le api. Uno studio così infondato che nessun giornale scientifico lo avrebbe pubblicato. Poco dopo, l’autrice è passata direttamente alle dipendenze di Syngenta

Il responsabile della ricerca scientifica del governo, Sir Mark Walport, ha rilasciato dichiarazioni gravemente fuorvianti sulle ricerche scientifiche ed è ricorso a tattiche intimidatorie e ricatti emotivi per cercare di salvaguardare l’uso dei pesticidi nel mercato. Fortunatamente la campagna del governo è fallita, e nel dicembre 2013 è entrata in vigore la sospensione per due anni nell’Ue dell’uso di tre neonicotinoidi, anche se solo sulle colture con fiori.

In merito a un altrettanto forte bando mondiale, il governo ancora una volta si schiera dalla parte del torto. Ian Boyd, ricercatore capo del dipartimento ambientale, ha tentato, la scorsa settimana,  di smentire il nuovo studio pubblicato su Nature. Ha scritto un articolo così frettolosamente che non ha nemmeno riportato correttamente il nome dell’autore. Ha ripetuto che non ci sarebbero prove sufficienti per trarre conclusioni. Ha quindi annunciato un imponente programma di ricerca per verificarne le incertezze? No, questo sarebbe il peggio. L'incertezza invece ben si attaglia a questi personaggi, che vi ricorrono sistematicamente, finché possono.

Lizz Truss, la nuova segretaria del governo britannico per l’ambiente, supporterà la scienza o le aziende agrochimiche? Mi piacerebbe poter credere che ci sia ancora un barlume di speranza che il ruolo dei nostri governi sia proteggerci dallo sfruttamento e dalla distruzione. Kennedy, nonostante tutti i suoi difetti, lo fece. Come lui, i nostri politici si trovano di fronte a una scelta chiara: arrendersi al bullismo delle agrochimiche o difendere il vivente. Che cosa sceglieranno?

 


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