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HOME API AGRICOLTURA AMBIENTE Notizie - Api e pesticidi Pervasiva influenza di Big Agropharma sulla ricerca scientifica

Pervasiva influenza di Big Agropharma sulla ricerca scientifica

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24 settembre 2012 spagnola 18x12

ape con un microchip per studio localizzazioneIl quotidiano Le Monde disvela gli oscuri ed efficaci condizionamenti di Syngenta e delle multinazionali dell'agrochimica su gran parte dei ricercatori e della comunicazione scientifica, rispetto all'incessante fenomeno del declino delle api.

C'è chi - e sono molti...se non la gran maggioranza! - ha bisogno di fondi per le sue attività e sopratutto per la sua carriera ed è disponibile a... vendere l'anima al diavolo! Specie se il diavolo è - o meglio gli appare - invincibile e inarrestabile. Ma il rischio di capitomboli e smascheramenti cresce ...di giorno in giorno! Esemplare la vicenda che vede implicato uno dei vari "ricercatori" legato a doppio filo a una multinazionale. Di seguito la traduzione, a cura di Unaapi, dell'articolo di Stéphane Foucart, pubblicato dal quotidiano Le Monde il 23 settembre.


Il ricercatore, l’agrochimica e le api

Il laboratorio di James Cresswell è legato a Syngenta, la società proprietaria del pesticida Cruiser. 
  
henry_mickael-equipeLo studio aveva sollevato molto rumore. Diretto da Mickaël Henry (Istituto Nazionale di Ricerca Agricola, INRA) e pubblicato su Science nel mese di aprile, dimostra che gran parte delle api bottinatrici non ritrova la strada per l’alveare, se esposte a piccole dosi del pesticida Cruiser, recentemente vietato per la colza in Francia.
 
Su questo studio, la rivista Science ha pubblicato venerdì 21 settembre un "commento tecnico" di ricercatori britannici che contestano le conclusioni di Henry e coautori.
 
 

   

Banale disputa accademica o caso emblematico della discreta influenza dell'industria sulla scienza?
 
L'esperienza dei ricercatori francesi non è contestata: per effetto di limitate dosi di thiametoxam (la molecola attiva del Cruiser), una parte importante delle api non torna all'alveare.
 
Henry e i suoi co-autori l’avevano dimostrato grazie alla marcatura degli insetti con microchip (RFID).
 
"Ciò che è contestato, è il modello matematico che abbiamo utilizzato per valutare l'effetto di questo disorientamento delle api bottinatrici rispetto all’insieme dell’alveare ", dice Mickaël Henry.
 
Secondo questo modello, una colonia non esposta all’insetticida cresce del 11% al mese, nel periodo della fioritura della colza. Troppo poco per compensare gli effetti del Cruiser. Ma per i contestatori, il tasso di crescita è di circa il 40%: crescita naturale sufficiente alla sostituzione delle api perse a causa dell'esposizione al pesticida.
 
Da dove esce il dato della crescita del 40%? Da osservazioni condotte nel 1980 su soli tre alveari, al di fuori del contesto della cultura della colza studiata dai ricercatori francesi ...
 
Per rispondere, i ricercatori francesi hanno quindi ribadito i loro dati di campo: quattro anni di monitoraggio su più di 200 colonie. Dalle loro osservazioni emerge un tasso di crescita dello stesso ordine del famoso 11% (il massimo osservato è il 18%) ...
 
James CresswellLa critica è dunque largamente infondata. Fine della storia? Per niente. Giacché il laboratorio di James Cresswell (Università di Exeter), primo autore della contestazione è foraggiato...dall’azienda agrochimica Syngenta, proprietaria del Cruiser. Questo conflitto di interessi non è stato dichiarato dall'autore, contro tutte le regole.

L’8 agosto l’Università di Exeter ha, in effetti, annunciato la creazione un posto "finanziato da Syngenta" per un ricercatore, con la missione di "aiutare il dottor James Cresswell nelle sue ricerche." L’8 agosto ... vale a dire il giorno esatto in cui il "commento tecnico" del dottor Cresswell è stato accettato da Science per la pubblicazione.

Contattato da Le Monde, il ricercatore inglese ha assicurato che il suo articolo è stato sottoposto a revisione prima che la Syngenta decidesse di sostenere il suo laboratorio. Tuttavia, cosa insolita per un "commento tecnico", che non è una ricerca originale, l'Università di Exeter ha pubblicato il 21 settembre un comunicato stampa, largamente ripreso dalla rete, dal titolo: "Non è provato che i pesticidi siano responsabili del declino delle api ".
 
Ignorando la messa a punto dei ricercatori francesi, il testo afferma - in evidente contraddizione con le regole del gioco - che la ricerca francese è "di parte ". E ricorda, ai vari fini utili, che questa è stata "probabilmente utilizzata dal governo francese per assumere la sua recente decisione di vietare (...) il Cruiser "...
 
Stéphane Foucart - Traduzione Unaapi -
 


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