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HOME API AGRICOLTURA AMBIENTE Notizie - Api e pesticidi 30 luglio. Giornata caliente... E concludente?

30 luglio. Giornata caliente... E concludente?

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2 agosto 2008

Resoconto riassuntivo e commentato sinteticamente della riunione del 30 luglio al Mipaaf a cura di Francesco Panella  

·La convocazione della riunione, conseguente ad un notevole pressing di vari assessori regionali, porta la firma del Ministro Zaia. Il Ministro è stato però impegnato in altra sede e la gestione effettiva dell’incontro è stata del dottor Giuseppe Ambrosio, Capo di Gabinetto.

La riunione è aperta da una breve comunicazione del dottor Desantis del Mipaaf che, dando per scontata la dispersione tossica in fase di semina...

 

del mais, preannuncia lo studio, a spese della pubblica amministrazione, e la verifica delle misure di attenuazione dell’emissione sia tramite la definizione di un limite di principio attivo (p.a.) per quintale di seme e sia, più che altro, tramite la predisposizione e la verifica di appositi dispositivi di modifica delle seminatrici. Posto che non è presentato alcuno studio indipendente che ne attesti una valenza ed efficienza adeguata (attenuare una contaminazione documentata nel polline di ben 311 PPB di p.a. non è così facile!) non viene fatto cenno di sorta sulle ipotesi di possibile realizzazione e implementazione pratica di tali misure. Né tantomeno sul fatto che conseguentemente le macchine seminatrici pneumatiche potrebbero essere assimilabili ai dispositivi per l’irrorazione e/o atomizzazione nell’ambiente di preparati chimici, con le relative conseguenze in ordine sia alla taratura che al controllo.

Vari interventi chiedono che, in conseguenza agli impegni assunti il 22 aprile, il Mipaaf fornisca il quadro d’insieme degli elementi di conoscenza verificati dai vari soggetti che si sono attivati nelle regioni colpite da spopolamento degli alveari in contemporanea alle operazioni di semina del mais.

Il silenzio in merito da parte dei responsabili del Mipaaf è totale, così come non viene fornita risposta di sorta in merito all’acquisizione della documentazione scientifica e giuridica che ha portato alla sospensione d’uso in Francia.

In definitiva non viene espresso dai responsabili ministeriali alcun report d’insieme delle notevoli operazioni di indagine, in merito alla rilevanza e significatività delle “evidenze scientifiche”, tali da motivare l’assunzione di provvedimenti.

Non è fornita alcuna informazione ufficiale su quanto avvenuto in Germania. Nessun elemento di conoscenza e neppure un accenno viene fatto su quanto avvenuto in Slovenia. Non viene fatta neppure menzione ai sostegni economici agli apicoltori colpiti in tali nazioni e tanto meno agli indennizzi e alla responsabilità in solido dei soggetti responsabili delle contaminazioni.

In compenso il rappresentante di Agrofarma sostiene che quanto avvenuto in Germania sia dovuto ad un cattivo uso dei concianti stessi con macchine vecchie e inadeguate (in Germania, a quanto sappiamo, la moria viene attribuita da parte della Bayer principalmente a un errore di concia).

Lo svolgimento dei lavori sarà caratterizzato poi da varie e assai colorite e inusuali “ramanzine” indirizzate di volta in volta: al CRA-Apicoltura, con apprezzamenti personali e assai pesanti nei confronti della dottoressa Sabatini (non si capisce bene se per l’inadeguatezza del lavoro di analisi condotto in collaborazione con i referenti sanitari di Lombardia e Veneto o per il fatto di avere redatto un parere - peraltro nella disponibilità del Mipaaf stesso, ma tutt’ora non reso pubblico - di certa “evidenza scientifica” redatto in collaborazione con tali soggetti o forse più semplicemente per non ammettere la totale inadempienza delle stesse strutture ministeriali) o al funzionario della Regione Piemonte (sulla inadeguatezza di motivazioni, in una successiva possibile fase giuridica, della richiesta di sospensione dei concianti neonicotinoidi e ciò sempre a fronte della totale inesistenza degli elementi di conoscenza e di valutazione da parte del Mipaaf stesso) piuttosto che di altri partecipanti..

Raffaele Cirone per la FAI interviene in merito alla inadeguatezza del decreto sull’integrazione delle diciture dei preparati a base di neonicotinoidi.

Vari partecipanti – l’Assessore all’Agricoltura della Regione Calabria Mario Pirillo, Luigi Albo del Consorzio Apicoltori Calabria, Gian Carlo Naldi del Osservatorio Miele, Stefano Del Colle della FAI, Marco Nocci di Conapi - esprimono la loro preoccupazione per l’impatto di tali molecole non solo nei concianti, ma per il crescente uso in tutte le colture intensive e di pieno campo. Lucio Cavazzoni di Conapi afferma che il crollo produttivo dei soci conferitori della struttura cooperativa - che commercializza un vaso su quattro di miele italiano - è previsto per il 2008 e sarà documentato in un conferimento drammaticamente al ribasso - inferiore ai 9.000 quintali- che molti soci sono a rischio chiusura dell’attività e che necessitano provvedimenti energici ed efficaci per contrastare tale implacabile declino del comparto.

Dopo essersi assentato per un certo tempo il dottor Ambrosio rientra in aula e comunica la decisione di attivare la procedura ai sensi dell’art. 7 legge 241/90 - ben raramente utilizzata - per avviare la valutazione se decidere o meno la sospensione dei concianti sotto accusa, sono concessi ai vari portatori d’interesse 10 giorni per rappresentare le loro considerazioni e richieste. Non viene definito in compenso entro quando sarà resa pubblica la considerazione del Mipaaf stesso. Il dottor Ambrosio afferma che una eventuale decisione in qualsiasi senso necessita della partecipazione del Ministero della Salute e delle Regioni tramite l’apposita Conferenza Stato Regioni e che la risoluzione implicherà con grande probabilità un passaggio giudiziario per l’opposizione di portatori d’interesse.

Enzo Mastrobuoni di Cia ribadisce che le evidenze di campo rafforzano la richiesta della Confederazione netta e senza possibili remore di sorta per la sospensione dei concianti con neonicotinoidi.

Lorenzo Bazzana di Coldiretti incentra l’intervento sulla inderogabile necessità che sia assunta comunque una decisione prima dell’avvio delle operazioni di concia dei semi, come peraltro si era convenuto indispensabile all’incontro del 22 aprile, ed esprime preoccupazione sull’opzione che implicherebbe lo scarico della responsabilità sull’agricoltore per “usi impropri”.

Il dottor Ambrosio dichiara che l’assunzione di una eventuale decisione prescinde dai tempi di predisposizione della semente per il 2009.

Claudio Raddino di Confagricoltura dichiara che i concianti sono utili, se non indispensabili, per la difesa del mais e quindi afferma che la Confederazione è contro la sospensione d’uso dei concianti.

Roberto Barbero per Aspromiele, la AAPI e UNAAPI nel rimarcare come venga oggi data per scontata la dispersione nell’ambiente dei concianti e quindi l’esposizione dell’ape, mentre solo fino a pochi mesi fa la si escludeva assolutamente, e che quindi esistono precise oggettive responsabilità (ciò che è stato detto fino a ieri non era vero…), fa inoltre presente che non sia assolutamente adeguata una proposta di riduzione del rischio di dispersione; rischio che non deve assolutamente esistere. Sottolinea inoltre come esistano comprovati fenomeni di contaminazione illegale di sementi di girasole e l’effetto perverso e micidiale di queste molecole con la cessione sistemica d’insetticida al nettare dei girasoli, nel polline del mais ecc….

Marco Nardi e Paolo Marchesini per Associazione Sementieri AIS sostengono che i quantitativi di contaminazione rinvenuti di p.a. nei semi di girasole sono pari a un decimillesimo di una concia e che come tale non può quindi essere definita, ma che si può parlare di una deriva “accidentale” ed oggi evitare le derive è difficile se non impossibile. Peccato che non abbiano conseguentemente ritenuto di provare a fornire spiegazione di sorta sullo spopolamento delle api a seguito del raccolto su girasole “accidentalmente” contaminato e sul reperimento nei campioni di api morte delle molecole in questione. Tali inquinamenti “accidentali” potrebbero essere effettivamente conseguenti oltre alla mancata separazione delle fasi produttive alla libera circolazione delle merci e delle sementi tra paesi europei con autorizzazione di concia diverse (e in effetti i semi conciati non debbono per legge riportare le stesse indicazioni cui sono sottoposti i fitofarmaci pur contenendoli e quindi la grave carenza di obbligo di etichettatura potrebbe essere effettivamente una delle cause di contaminazione “accidentale”).

Valerio Bordoni per Gruppo Miele AIIPA rende nota la lettera dell’associazione che, a fronte della crisi di sopravvivenza e produttività del settore apistico, chiede quale rimedio la fissazione di limiti massimi di residuo di antibiotici nel miele al pari di alcuni altri alimenti (che con tutta evidenza faciliterebbe principalmente la commercializzazione del miele dei paesi grandi produttori- come la Cina e l’Argentina- che consentono tale profilassi apistica)

Il dottor Bleynat della Lombardia afferma che la produzione di mais è molto importante, che non vi sono sufficienti evidenze scientifiche per trarre conclusioni.

Il dottor Gian Franco Termini del Piemonte e il dottor Tiziano Galassi dell’Emilia Romagna ribadiscono che vi sono più che sufficienti riscontri oggettivi ed evidenze scientifiche che impongono l’adozione della sospensione.

Francesco Panella per UNAAPI afferma che i fitofarmaci non sono certo l’unica causa di crisi e di mortalità delle api ma ne sono una causa grave ed importante che può essere attenuata. L’insieme degli elementi resi noti, pur non essendo ancora stati resi tutti pubblici, è più che sufficiente e impone non l’adozione del principio di precauzione per un pericolo possibile e ancora non sufficientemente dimostrato, ma semplicemente la presa d’atto di una realtà inequivocabilmente e variamente documentata: la contemporaneità spazio temporale, la dipendenza da variabili fattoriali, i molteplici ed inequivocabili esisti analitici. La sospensione deve quindi necessariamente e conseguentemente essere accompagnata dalla messa a punto di ben altri criteri valutativi per l’autorizzazione d’uso di molecole e preparati chimici. Nel caso dell’utilizzo di neonicotinoidi per la concia dei semi si è postulato che le api non fossero esposte perché il principio attivo è interrato e quindi non vi sarebbe esposizione. Gli apicoltori, e alcuni scienziati indipendenti, hanno da subito denunciato sia una esposizione in fase di semina , sia l’effetto perverso nel tempo con l’accumulo nella pianta ed anche nell’alveare delle molecole tossiche in dosaggi apparentemente “subletali” ma tali da creare gravi turbative comportamentali alla complessa vita delle api. A partire dal 1999 la Francia ha iniziato a sospendere tali molecole sulle colture visitate dalle api, attivando una specifica Commissione scientifica che ha emesso un importante report conclusivo, e con ben due pronunciamenti della Alta Corte di Giustizia che hanno sancito l’illegalità di tale autorizzazioni proprio, fra l’altro, per la mancata valutazione dell’esposizione delle api. In Italia ricercatori indipendenti, fra cui Istituti dipendenti dal Mipaaf, hanno dal 2002 pubblicato studi che confermavano la dispersione tossica in fase di semina.

La Commissione Ministeriale italiana per l’autorizzazione degli agrofarmaci:

  1. non ha mai dato risposta di sorta alle precise denunce di contemporaneità temporale, presentate dagli apicoltori e da LegAmbiente (che includevano, tra l’altro già nel 2007, analisi che indicavano inequivocabilmente la presenza di ben due neonicotinoidi in campioni di api morte).
  2. Non ha mai voluto prendere atto della dimostrazione scientifica di contaminazione ambientale in fase di semina.
  3. Non ha mai voluto acquisire e prendere nella dovuta considerazione sia gli studi che documentano l’inadeguatezza della valutazione d’esposizione delle api e sia le sentenze francesi.
  4. Non ha mai voluto prendere atto che il Poncho non è stato autorizzato in Francia, mentre il Cruiser lo è stato, e in modo decisamente delimitato, per il criterio di reciprocità essendo autorizzato in Germania (conseguentemente dovrebbe essere ritirata l’autorizzazione d’uso anche in Francia qualora permanesse la sospensione in Germania).
  5. Non ha fornito elementi di conoscenza di sorta sul fatto che sia il girasole e sia il mais continuano ad essere abbondantemente e con buona competitività prodotti in Francia.

La Commissione Ministeriale italiana per l’autorizzazione degli agrofarmaci nel 2008 a fronte:

  1. di un grande sforzo di molti apicoltori che hanno saputo coinvolgere i servizi sanitari regionali e ottenuto decine di prelievi ufficiali.
  2. Di esiti analitici plurimi e inequivocabili negli alveari colpiti da spopolamento (è infatti assai difficoltoso il rinvenimento di tracce di principi attivi anche nel caso si sia certi che abbiano intossicato le api. L’individuazione di molecole con notorio effetto di tossicità diventa invece una assodata “evidenza scientifica” di causa di morte delle api, quando rinvenute).
  3. Non da segno alcuno di volerne prendere atto e anzi appare protesa a, in ogni modo, non trarre le dovute conseguenze.

La Commissione Ministeriale italiana per l’autorizzazione degli agrofarmaci:

  • ha preteso fosse necessario far ripetere ad un istituto dello Stato, a spese quindi dello Stato stesso, lo studio per la conferma della dispersione tossica di PM10 tossiche. Prova di campo che, possiamo ritenere (in quanto il Mipaaf non ha ritenuto di fornire alcuna informazione in merito) abbia avuto, ovviamente, quale esito la conferma di quanto vedono ogni anno gli apicoltori e che era stato studiato e documentato già a partire dal 2002.
  • Cerca in ogni modo di confermare l’autorizzazione d’uso di questi preparati accompagnata da misure di mitigazione di una esposizione che si era postulata inesistente. Se l’esposizione esiste, la Direttiva 91/414 impone che sia adeguatamente valutata; ne consegue che le autorizzazioni sono pertanto illegali!
  • Postula modifiche “per legge” delle seminatrici pneumatiche e tenta, con tutta evidenza, di scaricare l’effetto tossico sugli “usi malaccorti” dei coltivatori per mallevare chi li produce e tradurre il tutto in una “guerra tra poveri”.

Frank Terhorst e Alberto Cantoni per Agrofarma di contro ribadiscono la missione prioritaria delle aziende da loro rappresentate per la difesa dell’ambiente e delle produzioni agricole (i profitti e dividendi aziendali sono un particolare assolutamente irrilevante per un’azienda come la Bayer che su sole due molecole neonicotinoidi realizza nel mondo un fatturato intorno ai 750 milioni di euro o per la Syngenta che nel suo recente comunicato confida in più che positive performaces -e profitti- proprio grazie al suo neonicotinoide). Negano vi sia alcuna evidenza scientifica dall’insieme degli elementi di campo e di analisi raccolti nella primavera del 2008. Anzi sostengono che l’assenza di rinvenimento di molecole in parte dei campioni di api morte dimostrerebbe la non nocività delle molecole in questione e quindi necessiterebbe di spiegazione e concludono che sono certi sia attenuabile l’esposizione delle api, (che hanno sempre negato e continuano a negare abbia effettivamente luogo).

In un clima in cui diversi partecipanti si interrogano sulla qualità e degrado delle relazioni civili personali e istituzionali, pur nel contrasto e scontro su posizioni e interessi diversi, la riunione si chiude con la riassunzione formale degli stessi impegni assunti il 22 aprile…., e… nell’insieme totalmente disattesi….. l’unica novità è l’adozione di una particolare procedura decisionale inusuale. Il 22 di aprile fu assunto formalmente l’impegno da parte del Mipaaf di pervenire entro il 15 maggio a una valutazione e in conseguenza di maturare una decisione inderogabilmente entro e non oltre l’avvio della campagna di preparazione delle sementi, cioè entro settembre/ottobre. Il 30 di luglio, senza che il Mipaaf si sia fatto carico di rendere noti tutti gli elementi di conoscenza che sono in suo possesso, si chiede a tutti i portatori di interesse di esprimersi e si assume l’impegno entro settembre di pronunciare finalmente una decisione motivata.

Escono nel frattempo comunicati stampa che riaffermano interesse e importanza dell’apicoltura.

La speranza è che il nuovo Ministro voglia, e più che altro possa, cambiare decisamente registro. Gli apicoltori, in particolare quelli del Nord Italia, così colpiti, ma non solo gli apicoltori, glielo chiedono con forza e con l’angoscia nel cuore.

Francesco Panella 1 agosto 2008-08-02

P . s. Ovviamente questo resoconto è un riassunto e rispecchia quanto soggettivamente ho colto, ricordo e ho focalizzato principalmente, in una lunga e infuocata riunione, inframmezzato da mie sintetiche considerazioni.
Se qualcuno ritiene sia stato dimenticato, travisato o incompreso il suo pensiero può segnalarmelo e se necessario e opportuno sono disponibile a operare le relative modifiche a questo report che non ha pretesa d’esaustività.

 


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