Mieli d'Italia

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Il montaggio dei fogli cerei

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frecciatornaindietro Il foglio cereo è un supporto che l’apicoltore offre alle api per facilitare e indirizzare la costruzione del favo.Si tratta di una sottile lamina di cera d’ api su cui vengono stampate, su entrambi i lati, le impronte delle celle da operaia.

I vantaggi che i fogli cerei offrono rispetto al semplice telaino sono molteplici. Anzitutto, il risparmio del miele che le api consumano per produrre la cera; si calcola infatti che per produrre 1 kg di cera le api debbano consumare sino a 10 kg di miele. Una maggiore regolarità nella disposizione dei favi all’ interno dell’alveare, dovuta al fatto che i fogli cerei sono posti parallelamente e mantengono questa linearità anche al termine della costruzione effettuata dalle operaie, facilitando così l’estrazione del favo. Infine, il contenimento del numero di fuchi, dovuto alla presenza di sole celle da operaia sovraimpresse nella cera.

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Il singolo foglio cereo ha normalmente un peso di 100 g. Esistono in commercio anche fogli cerei con peso di 120 g. l’uno; questi ultimi vengono costruiti dalle api con maggior velocità e risultano di gran lunga preferibili nei momenti di minor importazione o con condizioni climatiche avverse, ovvero in tutte quelle situazioni in cui gli alveari risultano naturalmente poco vocati alla costruzione.

Il montaggio del foglio cereo nei telaini da nido o da melario è un’operazione relativamente semplice, ma che spesso viene sottovalutata e a cui non sempre si presta la necessaria attenzione. Occorre sapere che un foglio cereo non fissato correttamente originerà favi irregolari e fragili, non idonei ad accogliere miele, polline, covata, e di difficile estrazione o inserimento in altri alveari e nuclei. I fogli cerei possono anche essere prodotti in azienda, utilizzando appositi stampi, ma sono necessari tempo, perizia e mezzi adeguati.

In commercio sono reperibili due tipi di cerei: quelli laminati e quelli fusi. Si differenziano per il processo di fabbricazione che conferisce loro differenti caratteristiche. La produzione dei fogli cerei laminati avviene mediante lo stampaggio di una lamina di cera già preparata. Dapprima si prepara un nastro di cera e poi a freddo, utilizzando una macchina a cilindri paralleli con le superfici sfaccettate a forma di celle esagonali, si stampano le cellette. Si ottiene così un foglio elastico anche a basse temperature, di facile montaggio, ma che tende con relativa facilità a deformarsi all’interno dell’alveare; inoltre, risulta meno gradito dalle api, per cui i favi sono costruiti più lentamente.

I fogli cerei a fusione vengono prodotti contemporaneamente in un’unica macchina, in cui la cera viene fusa e stampata nello stesso tempo. Il brusco raffreddamento che la cera subisce origina un foglio cereo che, soprattutto alle basse temperature, è caratterizzato da una notevole fragilità.

Questi ultimi sono tuttavia considerati migliori, perché sono preferiti dalle api che li costruiscono velocemente e resistono bene a temperature elevate non deformandosi all’interno dell’alveare.

Per fissare il foglio cereo nel telaio si utilizza un’armatura costituita da fil di ferro stagnato, zincato o in acciaio inox, del diametro di circa 0.5 millimetri. L’armatura più comune, che dà buone garanzie di solidità ed è di facile montaggio è quella a fili verticali o disposti a “V”, con una distanza tra i due fili esterni e il montante del telaio che non deve superare i 25 millimetri. Il numero di fili è generalmente di 6 nella disposizione verticale e di 8 in quella a “V” sempre e comunque collegati in modo continuo a formare un unico filamento, fissato alle due estremità con un chiodino o una graffetta. Prima d’inserire il foglio cereo si ondula leggermente il filo dell’armatura utilizzando lo zigrinatore, uno strumento a forcella che presenta all’estremità due cilindri dentati. Con una leggera pressione si scorre lo zigrinatore lungo tutto il filo creando un’ondulazione che origina una maggiore tensione dell’ armatura e aumenta la superficie di contatto con la cera.

Questa operazione consente un più preciso montaggio del foglio cereo e migliora la tenuta del favo, soprattutto quando è pieno di miele.

E’ bene controllare anche il telaio, ponendolo su una superficie piana per l’ispezione, perché deve essere perfettamente orizzontale, senza deformazioni, non svirgolato e deve presentare angoli a 90°nei punti d’inserzione tra le traverse e i montanti. Telaini irregolari, mal costruiti, si troveranno molto più vicini ai favi attigui, con il rischio che le api li saldino insieme o non ne completino la costruzione.

Il metodo più veloce e pratico per fissare i fogli all’armatura consiste nel riscaldare il filo tramite il passaggio di corrente elettrica che lo annega, incorporandolo, nella cera. Si utilizzano trasformatori elettrici da 12 o 24 V, reperibili con facilità sul mercato dei prodotti apistici. L’uso della batteria dell’auto è sconsigliato poiché presenta un elevato amperaggio che provoca un rapido ed eccessivo riscaldamento del metallo, compromettendo un’omogenea penetrazione del filo nel foglio di cera. Per un risultato ottimale consigliamo di agire ancorando uno spinotto del trasformatore a uno dei 2 chiodi che fissano il filo dell’armatura, in modo di avere una mano libera per far pressione sulle parti del foglio cereo che non sono perfettamente appoggiate sui fili, facendo attenzione a interrompere il flusso di corrente elettrica al momento giusto; un prolungato riscaldamento del filo rischia di tagliare la lamina di cera vanificando il nostro lavoro.

Molti apicoltori preferiscono posizionare il foglio appoggiandolo alla traversa inferiore. In questo modo viene inibita la naturale foto 6tendenza delle api a costruire le celle da fuco nella parte inferiore del favo e impedito lo scorrimento della lamina verso il basso. Eventuali celle maschili, costruite nello spazio libero tra la traversa superiore del telaio e il foglio cereo, saranno con più probabilità riempite con le scorte di miele. Il contenimento della covata maschile ha come obiettivo primario la riduzione della crescita della popolazione di varroa, che predilige riprodursi proprio nella covata da fuco. Altri apicoltori preferiscono invece accostare il foglio cereo alla traversa superiore del telaino, per ottenere una maggiore solidità ed evitare che, se non immediatamente costruito dalle api, il telaino possa piegarsi o deformarsi, o in presenza di alte temperature o per il peso delle api. Questi apicoltori, a volte, ottengono una ancor maggiore solidità versando della cera fusa per sigillare il telaino alla traversa superiore.

In ultimo non va dimenticato che l’ apicoltore deve avere la garanzia che i fogli cerei che utilizza siano di sola cera d’api, senza la presenza di sostanze estranee aggiunte per contenere i costi di produzione.

Infine, ma non meno imporante, Il favo, costituito di cera e con migliaia di cellette, è l’elemento unitario strutturale alla base delle casa delle api; ospita lo sviluppo preimmaginale dell’ape, immagazzina polline e miele, vi camminano sopra, freneticamente, la regina per più anni e le api adulte nei primi 20 giorni di vita. Se a loro spettano le giornaliere pulizie, a noi il compito di metterle in condizione di poter costruire una casa sana, priva di residui. Attenzione quindi alla qualità del foglio cereo anche e soprattutto per questo aspetto.

(Da un contributo originale di Ermanno Giordanengo)frecciatornasu