Mieli d'Italia

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Francesco Bortot

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foto per articolo zaia 2frecciatornaindietroCome le api ce la fanno a vivere in tutto il mondo, così anche l'apicoltura vive e produce in tutto il mondo, in modo diverso, adattandosi alle varie condizioni climatiche, ambientali e antropiche:  allora, prima di cimentarvi, con le vostre prime famiglie e di popolare i vostri sogni di grattacieli di melari o autostrade di alveari, viaggiate più che potete, curiosate e lavorate in quante più aziende o realtà apistiche vi vogliano accettare, studiate e aggiornatevi continuamente. Sembrerà di perdere tempo ma, credetemi, è l'unica strada per incominciare a ragionare seriamente con questo alato allevamento.
Non avvicinatevi alle api con la presunzione di sapere o aver imparato tutto in poco tempo nè tanto meno con avidità: le api danno, a volte anche tanto ma pretendono attenzione, tenacia,  cura, precisione, tempestività, temerarietà e capacità di rischiare pur con la consapevolezza che spesso tutto questo non porterà  a quello che ci aspettiamo.
Ma come, a suo tempo, altri, tanti amici e colleghi mi hanno aiutato a credere nelle api anch'io oggi voglio incoraggiarvi a vivere con le api ( anche se sarebbe meglio dire" vivere per le api"): " quando arrivo in apiario e chiudo gli occhi, volo con loro" mi ha confidato sorridendo un vecchio apicoltore . E, vedrete, succederà a tutti voi.  

Francesco Bortot

A 13 o 14 anni, dopo un occhio gonfio, sfigurato e dolorante per una puntura nel punto giusto mi sono ripromesso e giurato che mai e poi mai avrei fatto questo lavoro. A24-25 anni dopo un periodo in cantina sociale mi sono lentamente riavvicinato a queste "bestie"  e nell'88 a 27, mi sono messo "per conto mio": 3- 4 anni devastanti per l'inesperienza sopperita da tanta forza bruta (che spesso però si accompagna al poco cervello!): l'incontro con la carnica, grazie agli Agostini, e tanta fortuna sulla medica in polesine mi hanno portato a gestire quasi 1000 casse, un po' stanziali e un po' nomadi, con l'aiuto occasionale di qualche amico per gli spostamenti e tanti fratelli, mamma e zia alla smelatura. Oggiorno non riesco a governare più di 450- 500 famiglie in produzione, tutte nomadi, 150- 300 nuclei e 250 apidea. Il lavoro sulle api lo faccio da solo, Maria mia figlia 20enne alla smelatura, Alessandro il mio secondo rampollo di 15 anni un valido aiuto nei nomadismi e nella faticosa chiusura di stagione. Roberta, maestra, mamma e  moglie, alla produzione di pappa nei primi anni, quelli senza figli ora alla logistica familiare, che in casa di apicoltori non è assolutamente trascurabile!frecciatornasu