I maestri di una volta

Stampa
220px-Dr. C. C. Miller
rob manley2
ritratto di don Angeleri
adam-0590
 
 
 
C.C. Miller     R.O.B. Manley     Don Giacomo Angeleri     Padre Adam
 
Possiamo ancora imparare dai vecchi maestri?frecciatornaindietro
Sicuramente sì, in una fase storica in cui internet, pur permettendoci di aggiornare con nuove conoscenze (a saperle trovare) quelle ormai superate, ci fornisce però una ridondanza di informazioni in cui spesso è difficile districarsi. In forum o social network compaiono, sullo stesso livello, informazioni improvvisate o frutto di un’esperienza molto limitata, insieme ad altre che sono frutto di studio ed esperienza. E un’ esperienza che ha “fatto scuola” (e dunque che si è potuta verificare nel tempo) è quello che ci si aspetta di trovare nelle pagine dei vecchi maestri, anche se magari la conoscenza sulla biologia delle api si è drammaticamente aggiornata.
Nel rileggere le pagine dei vecchi maestri occorrono comunque alcune precauzioni (che si applicano anche al presente) per interpretarle. Spesso, per esempio, le loro opinioni possono sembrare contraddirsi a vicenda.
Per capire certe loro scelte, può essere importante sapere che tipo di arnia e che tipo di api usavano, e magari in che tipo di clima si è formata la loro esperienza. Abbiamo cercato di darne un’idea sommaria nelle brevi biografie. Gli articoli su argomenti analoghi che appaiono nel settore “ABC dell’apicoltura” tengono in genere conto dei cambiamenti avvenuti. Ma può essere importante confrontare le pratiche di oggi con quelle di ieri per scoprirne le radici, il ragionamento o l’osservazione che stanno alla base.
Nel frattempo c’è stata una quantità di nuovi studi. Il “mistero” che per esempio C.C. Miller ravvisa nella sciamatura, anche se in parte permane, è stato illuminato in molti aspetti, soprattutto scoprendo il ruolo dei feromoni. Anche se le difficoltà nel prevenire la sciamatura non hanno trovato ancor oggi metodi di affidabilità assoluta, e un apicoltore può, forse con sollievo, ritrovarsi nelle stesse incertezze che hanno assalito uno dei grandi maestri del passato. Il mondo delle api continua a essere ricco di variabili e di aspetti non controllabili.
Nel frattempo, sono anche arrivate calamità come la varroa, che hanno cambiato completamente molti aspetti della tecnica apistica. E persino i batteri si sono evoluti, dando origine a malattie più difficili da affrontare che non ai tempi dei nostri “vecchi maestri”. E’ intervenuto l’uso di pesticidi dall’azione più subdola. E’ cambiato sicuramente anche il clima.

Ma quelle pagine hanno una freschezza e un’autorità a cui è bello attingere ancora oggi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

frecciatornasu

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Â

Share