Mieli d'Italia

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Daniele Greco

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DANIELE GRECO 2Sono presidente da più di dieci anni di una associazione provinciale prima, e regionale successivamente e in questi anni mi è stata fatta, e sicuramente mi verrà fatta ancora, la domanda “quali consigli dare ad un giovane che vuole iniziare l’attività di apicoltore”.

La mia prima risposta è stata sempre decisa: iscriviti all’associazione e frequenta un corso di apicoltura.

Queste due azioni sono il primo vero investimento che un giovane deve compiere e cioè la conoscenza e il sapere. E le associazioni svolgono proprio questo ruolo (dove funzionano) cioè divulgare e travasare il sapere e la conoscenza dai più esperti ai neofiti. Tramite l’associazione inoltre possiamo conoscere l’esistenza di vari convegni, seminari, corsi che si svolgono durante il periodo invernale sul territorio nazionale e che potranno contribuire ad arricchire il nostro bagaglio di conoscenza.

L’altro consiglio che ritengo fondamentale è quello di conoscere approfonditamente il territorio in cui si intende operare. L’apicoltura è un attività che si svolge all’aperto e la sua buona riuscita dipende in misura rilevante dall’ambiente in cui si svolge. Conoscere le fioriture principali e il microclima della zona in cui opererà la giovane nuova azienda sono elementi che possono spostare l’ago della bilancia verso la positività.

Se possibile, e si trova la disponibilità, svolgere un anno di lavoro c/o un azienda consolidata fornirà un grande aiuto nell’accelerare questo processo di conoscenza del territorio che altrimenti richiederebbe anni di osservazioni e di esperienze.

Nel momento di scegliere come avviare la propria attività ritengo opportuno segnalare di investire quanto più possibile se non tutto il capitale a disposizione nella parte produttiva dell’azienda.

Avere arnie ed api ti permette di avere una chance produttiva, avere macchinari per smielare e attrezzature da laboratorio ultramoderne, no!

Unitamente alle arnie ed alveari un’altra cosa importante a cui riservare una parte delle nostre risorse economiche iniziali è quella di avere un veicolo adeguato con cui poter svolgere l’attività produttiva con un minimo criterio logico. Tanto più se si decide di impostare l’azienda sul nomadismo. Tralascerei nella fase iniziale la meccanizzazione del nomadismo perché richiede un investimento economico congruo, e quando si è giovani spostare qualche alveare manualmente fa solo “bene”; ciò non toglie che se le risorse economiche disponibili lo permettono, si possa pensare di attrezzarsi adeguatamente valutando quale soluzione scegliere, confrontandosi con chi fa già uso di queste attrezzature e scegliendo quella a noi più congeniale.

Un aspetto cui fare attenzione sarà quello della standardizzazione del materiale apistico che andremo ad acquistare. Onde evitare fastidiose difformità, tutte le arnie ed i melari dovranno essere dello stesso tipo. Se saremo costretti a fare acquisti in più anni, assicurarsi di poter acquistare sempre lo stesso materiale in modo da avere un unico modello, della stessa altezza, intercambiabile.

Prima di iniziare l’investimento bisognerà anche scegliere quale tipo di produzione intraprendere.

Le produzioni principali possibili sono: il miele, il polline, la pappa reale, api regine, sciami, pacchi di api.

La scelta va fatta in funzione del territorio in cui si opererà, delle produzioni possibili e della propria capacità operativa. Nella prima fase tralascerei l’allevamento delle regine, in quanto attività altamente specialistica che richiede anni di esperienza; se l’azienda sarà ubicata al sud potrà avere un senso la produzione di sciami e pacchi di api pronti in anticipo per la stagione produttiva del Nord Italia/Europa. La produzione di pappa reale è fra tutte quella che richiede l’investimento più basso per avere un azienda sufficientemente produttiva, ma al tempo stesso la vendita del prodotto presenta difficoltà non di poco conto. Stesso discorso di mercato per il polline, ma rispetto alla pappa reale l’investimento per la produzione è decisamente più impegnativo. Infine il miele che è la produzione più scontata ottenibile dalle api e che al tempo stesso presenta la minori difficoltà alla collocazione del prodotto.

Conoscenza approfondita delle malattie e delle strategie di lotta alla varroa sono altri elementi strategici per la riuscita di un azienda apistica. Anche in questo caso la partecipazione alla vita associativa della propria associazione potrebbe fornirci quelli strumenti di informazione e conoscenza e metterci in grado di fronteggiare le avversità e gli imprevisti.

Infine, ma non per grado di importanza, usare la propria testa. Aggiornarsi, informarsi, studiare, fare esperienza, scambiare informazioni, ma anche provare, sbagliare, decidere, agire. Essere pronti a cambiare strategia, a cambiare direzione in conseguenza di eventi negativi , ad assumersi responsabilità decisionali aiuterà a crescere in fretta. Certo si potrà sbagliare, ma solo chi non fa nulla non sbaglia, ma diamo fiducia prima a noi stessi e soprattutto alle nostre api e le soddisfazioni non mancheranno.

A mio parere, l’apicoltura non è un mestiere o una professione; è una scelta di vita, una passione radicata forte dentro di noi, che ti dà la forza di superare tutto e chi ci si avvicinerà in questo modo sicuramente raggiungerà il traguardo prefissato.

Daniele Greco

Apicoltore professionista dal 1990

Ha iniziato l’ attività con 100 alveari. Crescita di anno in anno fino ad arrivare nel 2004 a gestire 1.200 alveari.

Attualmente tra i 400-700 alveari, + 1.500 nuclei di fecondazione per produrre regine.

Produce miele, regine, sciami, pacchi di api, pappa realefrecciatornaindietro