Dopo
essere sopravvissute all'inverno, con il ritorno delle tiepide temperature
primaverili, le api riprendono a bottinare nell'ambiente circostante.
Lo sbocciare dei primi fiori, invoglierà i nostri insetti ad
iniziare l'importazione di nettare e polline anche se, all'interno
dell'alveare, ne sono presenti ancora cospicue scorte.
Prestando
un po' di attenzione, tuttavia, vi accorgerete che alcune bottinatrici,
raccoglieranno una sostanza che non viene immagazzinata all'interno
dell'alveare, ma che è vitale per la crescita della colonia.
Qual è questa sostanza misteriosa? L'avrete sicuramente già
capito: è l'acqua! Tutti gli apicoltori sanno bene che in estate
le api raccolgono l'acqua per farla evaporare, allo scopo di abbassare
la temperatura all'interno dell'alveare, ma già a fine inverno
osserviamo delle bottinatrici che ne raccolgono grandi quantità.
Come mai? Non fa ancora caldo!
Certo! Ma ci sono le giovani larve da nutrire con la gelatina operaia
che, come tutte le pappe, contiene molta acqua, mentre il miele, di
cui si cibano le nutrici e che si trova all'interno dell'alveare,
ne contiene invece assai poca. L'acqua è quindi necessaria
per diluire il miele. Più avanti nella stagione, quando le
bottinatrici raccoglieranno molto nettare, questo sarà già
sufficientemente umido soddisfacendo ai bisogni, ma in primavera presto,
con poco raccolto disponibile ed una covata in rapida crescita, la
domanda di acqua è molto forte e le bottinatrici si dovranno
dare da fare per trovarne buone fonti, consentendo alla colonia di
aumentare l'allevamento della covata.
Osservare le api all'abbeverata è sempre affascinante, ma la
raccolta dell'acqua per loro non è un lavoro da ridere, anzi
è molto pericoloso! Quante api acquaiole periscono nelle pozze
durante la loro attività.
Se nelle vicinanze dell'apiario non c'è una sorgente stabile
di acqua sarà l'apicoltore che dovrà badare a rifornirla.
In che modo? Le menti degli apicoltori non difettano certo di fantasia
e si sono sbizzarrite in tutti i modi per approvvigionare di acqua
i loro apiari. Alcuni esempi: un bidone da cui l'acqua gocciola su
una tavola inclinata, una tinozza piena su cui galleggiano dei tappi
di sughero tagliati a fetta di salame, in modo che le api possano
posarvisi sopra senza annegare. Le possibilità sono molte,
ognuno potrà scegliere quella che meglio l'aggrada!
Un particolare molto curioso del comportamento delle api è
che una volta identificata una fonte di acqua, la visiteranno in modo
costante, ed è questa fedeltà alle sorgenti che già
frequentano a procurare spesso seri grattacapi agli apicoltori. Molti
di voi ne conosceranno già il motivo. Gli altri capiranno subito
il perché!
Soprattutto in estate, durante i periodi di siccità, se non
badiamo a rifornire il liquido vitale, le api arrivano anche ad entrare
nelle case alla ricerca di acqua. E questo è un problema serio.
I nostri cari insetti incominceranno ad infastidire i vicini e, nella
ricerca dell'acqua, scopriranno rubinetti gocciolanti, sottovasi,
ciotole per abbeverare cagnolini o peggio ancora le piccole piscine
dei bambini, incubo di tutti gli apicoltori nomadisti!
L'unico rimedio possibile sarà di fare in modo che una fonte
di acqua sia sempre disponibile nelle vicinanze dell'apiario.
Purtroppo può anche capitare che nonostante tutte le precauzioni,
le api si intestardiscano continuando a raccogliere l'acqua su su
che cosa? Nel sottovaso del vicino naturalmente! Come fare a mettere
allora d'accordo api, vicini e apicoltori? Non c'è che dire,
è una bella impresa.
Poiché
sarà molto difficile far cambiare idea alle api, cercheremo
allora di convincere i vicini sulle buone intenzioni dei nostri insetti.
Non ci rimane altro che diventare apicoltori diplomatici: "le
api non pungono, le porto del miele da assaggiare, ha proprio un orto
stupendo " Non si fa altro che mettere in pratica l'antica arte
dell'adulazione più spudorata. Se questa tattica malauguratamente
non va a buon fine, dal punto di vista squisitamente tecnico, vi sono
in ogni caso alcune pratiche che possono essere di aiuto. Vediamo
subito quali possono essere. Accorgimento di fondamentale importanza
sarà fare in modo che la sorgente sia disponibile all'inizio
della primavera, in modo che le api la frequentino già dalla
fine dell'inverno abituandosi così ad utilizzarla.
Non bisogna scordare che è gradita acqua ricca di sali minerali:
non è, infatti, un caso l'abbeverata su letamaie o sulla concimazione
umica del vaso del vicino.
Un'altra soluzione può essere di fare in modo che la fonte
di acqua, che arreca disturbo, si prosciughi per qualche giorno, in
modo che le api perdano l'abitudine di frequentarla e cerchino nuove
sorgenti.
Una tecnica, a volte applicata con successo quando si devono spostare
degli alveari (e già in precedenza si è capito che possiamo
andarci ad infilare in una situazione pericolosa nel caso, ad esempio,
di apiari posti nelle vicinanze di abitazioni in momenti di carestia
di nettare), è di collocare le vasche di acqua prima di portare
le api. In questo modo, una volta aperti gli alveari, le api avranno
subito dell'acqua da raccogliere e sicuramente il disturbo arrecato
al vicinato sarà minore. Generalmente quando le colonie sono
spostate su raccolti nettariferi abbondanti il fabbisogno di acqua
è di norma scarso, ma lo stesso non si può affermare
quando le api vengono spostate sui raccolti di melata: in questo caso
la forte concentrazione degli zuccheri non lascia a loro disposizione
acqua. In ogni situazione le bottinatrici, grazie a meccanismi interni
che regolano la vita dell'alveare, sono perfettamente in grado di
capire le necessità della colonia in fatto di acqua. Quanta
acqua è in grado di trasportare un'ape in una giornata? Ebbene,
un'ape acquaiola impiega circa dieci minuti per viaggio (traffico
permettendo!). Può fare anche cento viaggi al giorno, riuscendo
a trasportare in ognuno di essi dai 25 ai 50 mg di acqua; alla fine
di una giornata lavorativa il risultato sarà di due o tre grammi
di acqua. Che fatica!
A noi apicoltori non è sempre chiara l'importanza che questo
liquido ha per l'alveare, ma ricordatevi che molte volte la famiglia
può trovarsi in condizioni critiche proprio per la mancanza
di tale elemento. Qualcuno di voi ha forse dei dubbi sull'importanza
che l'acqua ha per la vita delle colonie d'api? Bene, osservate allora
le vostre famiglie dopo che la pioggia ha impedito l'uscita delle
bottinatrici per qualche giorno; appena un raggio di sole farà
capolino tra le nuvole, vedrete centinaia di api che si getteranno
sulle sorgenti di acqua che frequentano abitualmente, anche se di
acqua ce n'è ovunque!
Dopo tutto questo scrivere di acqua mi si è seccata la gola,
per dissetarmi non mi rimane altro da fare che stappare una bottiglia
di vino, prodotto da amici apicoltori naturalmente! |