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ACQUA: UN BOTTINO FONDAMENTALE PER L'ALVEARE
di Massimiliano Gotti (3/2001)
Dopo essere sopravvissute all'inverno, con il ritorno delle tiepide temperature primaverili, le api riprendono a bottinare nell'ambiente circostante. Lo sbocciare dei primi fiori, invoglierà i nostri insetti ad iniziare l'importazione di nettare e polline anche se, all'interno dell'alveare, ne sono presenti ancora cospicue scorte.
acqua e apiPrestando un po' di attenzione, tuttavia, vi accorgerete che alcune bottinatrici, raccoglieranno una sostanza che non viene immagazzinata all'interno dell'alveare, ma che è vitale per la crescita della colonia. Qual è questa sostanza misteriosa? L'avrete sicuramente già capito: è l'acqua! Tutti gli apicoltori sanno bene che in estate le api raccolgono l'acqua per farla evaporare, allo scopo di abbassare la temperatura all'interno dell'alveare, ma già a fine inverno osserviamo delle bottinatrici che ne raccolgono grandi quantità. Come mai? Non fa ancora caldo!
Certo! Ma ci sono le giovani larve da nutrire con la gelatina operaia che, come tutte le pappe, contiene molta acqua, mentre il miele, di cui si cibano le nutrici e che si trova all'interno dell'alveare, ne contiene invece assai poca. L'acqua è quindi necessaria per diluire il miele. Più avanti nella stagione, quando le bottinatrici raccoglieranno molto nettare, questo sarà già sufficientemente umido soddisfacendo ai bisogni, ma in primavera presto, con poco raccolto disponibile ed una covata in rapida crescita, la domanda di acqua è molto forte e le bottinatrici si dovranno dare da fare per trovarne buone fonti, consentendo alla colonia di aumentare l'allevamento della covata.
Osservare le api all'abbeverata è sempre affascinante, ma la raccolta dell'acqua per loro non è un lavoro da ridere, anzi è molto pericoloso! Quante api acquaiole periscono nelle pozze durante la loro attività.
Se nelle vicinanze dell'apiario non c'è una sorgente stabile di acqua sarà l'apicoltore che dovrà badare a rifornirla. In che modo? Le menti degli apicoltori non difettano certo di fantasia e si sono sbizzarrite in tutti i modi per approvvigionare di acqua i loro apiari. Alcuni esempi: un bidone da cui l'acqua gocciola su una tavola inclinata, una tinozza piena su cui galleggiano dei tappi di sughero tagliati a fetta di salame, in modo che le api possano posarvisi sopra senza annegare. Le possibilità sono molte, ognuno potrà scegliere quella che meglio l'aggrada!
Un particolare molto curioso del comportamento delle api è che una volta identificata una fonte di acqua, la visiteranno in modo costante, ed è questa fedeltà alle sorgenti che già frequentano a procurare spesso seri grattacapi agli apicoltori. Molti di voi ne conosceranno già il motivo. Gli altri capiranno subito il perché!
Soprattutto in estate, durante i periodi di siccità, se non badiamo a rifornire il liquido vitale, le api arrivano anche ad entrare nelle case alla ricerca di acqua. E questo è un problema serio. I nostri cari insetti incominceranno ad infastidire i vicini e, nella ricerca dell'acqua, scopriranno rubinetti gocciolanti, sottovasi, ciotole per abbeverare cagnolini o peggio ancora le piccole piscine dei bambini, incubo di tutti gli apicoltori nomadisti!
L'unico rimedio possibile sarà di fare in modo che una fonte di acqua sia sempre disponibile nelle vicinanze dell'apiario.
Purtroppo può anche capitare che nonostante tutte le precauzioni, le api si intestardiscano continuando a raccogliere l'acqua su su che cosa? Nel sottovaso del vicino naturalmente! Come fare a mettere allora d'accordo api, vicini e apicoltori? Non c'è che dire, è una bella impresa.
l'acqua e le apiPoiché sarà molto difficile far cambiare idea alle api, cercheremo allora di convincere i vicini sulle buone intenzioni dei nostri insetti. Non ci rimane altro che diventare apicoltori diplomatici: "le api non pungono, le porto del miele da assaggiare, ha proprio un orto stupendo " Non si fa altro che mettere in pratica l'antica arte dell'adulazione più spudorata. Se questa tattica malauguratamente non va a buon fine, dal punto di vista squisitamente tecnico, vi sono in ogni caso alcune pratiche che possono essere di aiuto. Vediamo subito quali possono essere. Accorgimento di fondamentale importanza sarà fare in modo che la sorgente sia disponibile all'inizio della primavera, in modo che le api la frequentino già dalla fine dell'inverno abituandosi così ad utilizzarla.
Non bisogna scordare che è gradita acqua ricca di sali minerali: non è, infatti, un caso l'abbeverata su letamaie o sulla concimazione umica del vaso del vicino.
Un'altra soluzione può essere di fare in modo che la fonte di acqua, che arreca disturbo, si prosciughi per qualche giorno, in modo che le api perdano l'abitudine di frequentarla e cerchino nuove sorgenti.
Una tecnica, a volte applicata con successo quando si devono spostare degli alveari (e già in precedenza si è capito che possiamo andarci ad infilare in una situazione pericolosa nel caso, ad esempio, di apiari posti nelle vicinanze di abitazioni in momenti di carestia di nettare), è di collocare le vasche di acqua prima di portare le api. In questo modo, una volta aperti gli alveari, le api avranno subito dell'acqua da raccogliere e sicuramente il disturbo arrecato al vicinato sarà minore. Generalmente quando le colonie sono spostate su raccolti nettariferi abbondanti il fabbisogno di acqua è di norma scarso, ma lo stesso non si può affermare quando le api vengono spostate sui raccolti di melata: in questo caso la forte concentrazione degli zuccheri non lascia a loro disposizione acqua. In ogni situazione le bottinatrici, grazie a meccanismi interni che regolano la vita dell'alveare, sono perfettamente in grado di capire le necessità della colonia in fatto di acqua. Quanta acqua è in grado di trasportare un'ape in una giornata? Ebbene, un'ape acquaiola impiega circa dieci minuti per viaggio (traffico permettendo!). Può fare anche cento viaggi al giorno, riuscendo a trasportare in ognuno di essi dai 25 ai 50 mg di acqua; alla fine di una giornata lavorativa il risultato sarà di due o tre grammi di acqua. Che fatica!
A noi apicoltori non è sempre chiara l'importanza che questo liquido ha per l'alveare, ma ricordatevi che molte volte la famiglia può trovarsi in condizioni critiche proprio per la mancanza di tale elemento. Qualcuno di voi ha forse dei dubbi sull'importanza che l'acqua ha per la vita delle colonie d'api? Bene, osservate allora le vostre famiglie dopo che la pioggia ha impedito l'uscita delle bottinatrici per qualche giorno; appena un raggio di sole farà capolino tra le nuvole, vedrete centinaia di api che si getteranno sulle sorgenti di acqua che frequentano abitualmente, anche se di acqua ce n'è ovunque!
Dopo tutto questo scrivere di acqua mi si è seccata la gola, per dissetarmi non mi rimane altro da fare che stappare una bottiglia di vino, prodotto da amici apicoltori naturalmente!